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La manovra bis dell’Italia e i tassi della Fed al test dei mercati

Da oggi le Borse cominceranno a valutare le correzioni della manovra di bilancio del Governo italiano, ma gli occhi dei mercati sono soprattutto rivolti alla riunione della Fed di mercoledì che deve decidere le prossime mosse sui tassi

La manovra bis dell’Italia e i tassi della Fed al test dei mercati

Avvio contrastato delle Borse, in attesa delle decisioni della Fed e di altre banche centrali. Perde colpi la Cina, in ribasso dello 0,3%. Sulla parità l’Hang Seng di Hong Kong. Domani si terrà la Central Economic Work Conference che sarà chiusa dal presidente Xi Jing Ping in persona. Sarà l’occasione per annunciare le misure per contrastare il brusco calo dell’economia (crescita del Pil in frenata al 5,4%, produzione industriale al più punto più basso da tre anni consumi ai livelli più debole da 5 anni): molte aziende, sostiene un report del New York Times, hanno imposto ferie obbligate (e non retribuite) ai dipendenti.

SALE TOKYO, ACCORDO IN VISTA CON LA UE

Salgono invece i mercati azionari della Corea del Sud (+0,3%) e dell’India (+0,7%). In salita anche la Borsa di Tokio (+0,6%) alla vigilia della sigla dell’accordo commerciale tra Giappone e Unione europea fissato per mercoledì e dell’ultima riunione del 2018 della Bank of Japan, che non dovrebbe ritoccare il costo del denaro.

Ma l’attenzione del mercato è già concentrata sulla Fed. Dopo il vertice della Bce che ha sancito la fine del Quantitative Easing, toccherà al presidente della Fed Jay Powell annunciare mercoledì sera le scelte del comitato monetario della Banca, al termine del meeting “più importante dell’anno” secondo il Financial Times. Oltre ad annunciare l’aumento già previsto di un quarto di punto dei tassi (da 2,25 a 2,5%) il banchiere dovrà infatti fornire indicazioni sulle strategie che intende seguire l’anno prossimo, l’indicatore più atteso dai gestori di tutto il mondo, oggi in forte imbarazzo.

BORSE MONDIALI AI MINIMI DAL GIUGNO 2017

La prospettiva dell’aumento del costo del denaro, associato alle anticipazioni di un prossimo rallentamento del ciclo economico, hanno spinto le Borse mondiali all’ingiù in questa seconda parte del 2018. L’indice MSCI World ha chiuso in calo dell’1,5% la seduta di venerdì (-1% la settimana): con questo ribasso, il benchmark globale è sceso sui minimi da luglio 2017, -8,7% da inizio anno.

Per la prima volta dal marzo 2016, i tre principali indici di della Borsa Usa viaggiano in zona correzione (ovvero il 10% sotto i massimi). Nel corso di novembre non c’è stata una sola nuova emissione di titoli high yield: non accadeva dal novembre 2008.

Il Treasury Note a dieci anni, il bond governativo di riferimento degli Stati Uniti, è a 2,89%, un livello di rendimento che anticipa un drastico cambio della politica monetaria da parte della banca centrale.

FUMATA BIANCA A ROMA SULLA MANOVRA

L’euro è poco mosso a 1,131 su dollaro, nella parte bassa del range 1,130-1,140, all’interno del quale si muove da circa un mese e mezzo.

Tra i temi di giornata figura senz’altro l’iter della Manovra italiana in attesa dell’esame di Bruxelles. Nel vertice che si è tenuto stanotte sarebbero stati trovati i fondi per le coperture per il deficit al 2,04% grazie a soldi “individuati nelle pieghe del bilancio”. Ovvero le risorse a disposizione dei provvedimenti più cari alla maggioranza (quota 100 e reddito di cittadinanza) scendono di 4 miliardi: potrebbe così proseguire il calo della pressione sui titoli di Stato: nell’ultimo mese il rendimento del decennale è sceso dal 3,62 al 2,94%.

STERLINA IN RECUPERO PRIMA DELLA BOE

In recupero la sterlina a 1,2580 sul dollaro, sopra i minimi (1,2477) toccati mercoledì. In settimana si terrà il meeting della Bank of England: il rallentamento della congiuntura (il tasso di crescita sarà probabilmente ridotto allo 0,3% per il quarto trimestre) e del mercato del lavoro potrebbe consigliare il ritocco al ribasso del costo del denaro, ma l’aspro conflitto sulla Brexit (in patria, ancor più che con Bruxelles) consiglierà probabilmente a Mark Carney di non muoversi.  

INVARIATO IL PETROLIO, SCHIZZANO I CERTIFICATI CO2

Completano il quadro la pubblicazione dei verbali della riunione della Bank of India, l’ultima presieduta da Urjit Patel prima delle dimissioni rassegnate per i dissidi con il premier Modi, che ha imposto una linea più accomodante e il rimbalzo del peso messicano: il budget presentato dal nuovo governo di sinistra si è rivelato assai meno “generoso” di quanto temuto dai mercati.

Il petrolio Brent è invariato a 60,4 dollari il barile. Da segnalare il balzo dei certificati sulla CO2: il contratto scadenza 2019 è salito del 15% la scorsa settimana, +3% venerdì, giorno della chiusura della conferenza sul clima di Katowice.

Tra i dati macro della settimana, la bilancia commerciale e quella dei pagamenti italiana e l’indice dei prezzi al consumo dell’Eurozona. Venerdì uscirà l’indice della fiducia dell’Eurozona.

ACCONTO DIVIDENDO PER STM, CEDOLA PER BENI STABILI

Sul fronte societario sono in pagamento stamane la cedola trimestrale di Stm (0,06 dollari) e l’acconto dividendo di Beni Stabili (0,021369 euro).

Negli Usa arrivano i conti di Oracle e Fedex. In programma l’indice Empire Manufacturing e l’indice del mercato immobiliare Nahb.

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