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La Juve furiosa scende in guerra contro la Figc per il caso Conte e grida al complotto

Durissima reazione di Andrea Agnelli alla clamorosa bocciatura del patteggiamento per Conte, che ora rischia una sospensione di 1 anno e 3 mesi: “Giustizia sportiva vetusta e contradditoria in un sistema dittatoriale” – Replica della Figc – Intanto la Juve vende sul mercato per fare cassa: Krasic in Turchia e presto lo seguirà Felipe Melo

La Juve furiosa scende in guerra contro la Figc per il caso Conte e grida al complotto

Ora è ufficiale: tra Juventus e Figc è (ri)scoppiata la guerra! Un anno dopo la querelle relativa a Calciopoli (ancora in corso), la Vecchia Signora e l’organo di controllo del calcio italiano sono di nuovo ai ferri corti. Questa volta però la posta in palio è più alta, perché in gioco non c’è il passato, bensì il futuro della Juventus. La storia è nota e riguarda principalmente Antonio Conte. Il tecnico bianconero, indagato per omessa denuncia, aveva già raggiunto un accordo con la Procura Federale (nella persona di Stefano Palazzi) per patteggiare una pena di 3 mesi di squalifica, con maxi multa (200mila euro) annessa. A far saltare il banco però ci ha pensato la Commissione Disciplinare della Figc, che ha ritenuto la punizione “non congrua” al reato commesso. Decisione clamorosa, che ha indotto la Procura ha chiedere una pena molto più dura: un anno e 3 mesi di squalifica per Conte e per il suo vice Alessio.

La presa di posizione di Andrea Agnelli è stata secca e immediata: “Constato che la Federazione Italiana Giuoco Calcio e la sua giustizia sportiva continuano a operare fuori da ogni logica di diritto e di correttezza sostanziale. Per molto tempo e con grande senso di responsabilità la Juventus e i suoi tesserati hanno mantenuto un atteggiamento sereno e coerente rispetto alle Istituzioni e rispetto ad atteggiamenti che, fin da subito, suggerivano che fosse in atto un nuovo attacco ai suoi danni e ai danni dei suoi tesserati. (….)Anche avendo scelto, contro ogni istinto di giustizia e con una logica di puro compromesso, la strada del patteggiamento per poter limitare i danni di una giustizia sportiva vetusta e contraddittoria, ci si scontra con un sistema dittatoriale che priva le Società e i suoi tesserati di qualsivoglia diritto alla difesa e all’onorabilità. La rispettabilità dei singoli è messa a repentaglio ed è quindi a loro che spetta la parola finale sulle decisioni da assumere, con la consapevolezza che la Juventus li sosterrà in tutti i gradi di giudizio”. Un attacco durissimo, nel quale in sostanza il presidente bianconero urla al complotto e che ha scatenato l’immediata replica della Federazione: “La Figc e i suoi organi operano con correttezza nel pieno rispetto delle norme statutarie che garantiscono l’indipendenza e l’autonomia della Giustizia Sportiva così come disciplinata dall’Ordinamento Sportivo Nazionale : le valutazioni del presidente della Juventus, Andrea Agnelli, non sono accettabili e vanno al di là di un legittimo esercizio per diritto di critica”. Insomma, un putiferio bello e buono, e la sensazione è che il bello debba ancora arrivare. Perché se ieri si è concluso il dibattimento relativo a Conte e al suo staff, oggi e domani toccherà a Bonucci e Pepe. Le sentenze dovrebbero arrivare l’8 o il 9 di agosto, a ridosso della Supercoppa Italiana, che si giocherà a Pechino l’11. Ma qualcosa ci dice che la partita passerà del tutto in secondo piano.

Si muove invece il calciomercato, che ha fatto registrare un pesante colpo in uscita. Oggi infatti Milos Krasic diventerà un giocatore del Fenerbahce, che sul suo sito ufficiale ha fatto sapere di aver raggiunto un accordo con la Juventus. Il serbo arriverà oggi a Istanbul per firmare un contratto di 4 anni. Nella città turca vorrebbe tornare anche Felipe Melo, sempre oggetto del desiderio del Galatasaray. L’accordo tra i due club ancora non c’è, ma i contatti sono diventati frenetici. Qualcosa bolle in pentola, la Juve vuole a tutti i costi fare cassa. Perché poi, indipendentemente dalla giustizia sportiva, verrà dato l’assalto al top player.

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