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La Ferrari corre e spinge la Borsa sopra la parità

In una giornata contrastata lo sprint di Ferrari (+3,4%) contribuisce a mantenere il Ftse Mib in territorio leggermente positivo – Bene anche Prysmian, Campari, Stm e Snam – Cadono Nexi, Diasorin e Amplifon

La Ferrari corre e spinge la Borsa sopra la parità

La stagione delle trimestrali è andata bene, ma l’inflazione continua a correre e la crescita dei casi Covid spaventa l’Europa. Inoltre, al suono della campanella, Wall Street è partita in calo.

Non stupisce quindi che i listini continentali archivino una seduta piatta o blandamente negativa e continuino a muoversi in una forbice ristretta, che in ogni caso consente loro di trattare vicino ai massimi storici.



Piazza Affari chiude in lieve progresso, +0,07%, 27.824 punti, spinta da Ferrari +3,24%, Prysmian +2,76%, Campari +1,48%, Stm +1,36%; frenata da Nexi -4,6%, Diasorin -4,15%, Amplifon -2,72%, Banca Generali -2,31%.

Il clima è simile a Francoforte +0,02%, nel giorno in cui Angela Merkel lancia l’allarme pandemia e parla di una situazione drammatica, con un numero di morti impressionante. Siemens Health sostiene il listino con un balzo del 5,56%, per l’aumento degli obiettivi grazie alla sinergia con Varian, acquistata a inizio anno.

Lo stesso Parigi, +0,06%, dove proseguono gli acquisti sui titoli del lusso. A impressionare di più però, fuori dal Cac 40, è il balzo di Crypto Blockchain Industries (+15,73%), che ha debuttato in borsa solo tre settimane fa mettendo a segno in questo periodo un ciclopico boom vicino al 3000% (da 2 euro per azione il 26 ottobre agli attuali 64 euro). La nuova spinta è arrivata ieri sera con l’annuncio di una prima vendita di Nft, cioè opere digitali non riproducibili. Cbi si presenta nel suo sito come “società di investimenti nello spazio basato sulla blockchain” e come primo attore francese in questo settore. La società sviluppa AlphaVerse, un mondo virtuale (metaverso) basato sulla tecnologia blockchian che aprirà nell’estate 2022, in cui la cryptomoneta di Atari sarà utilizzata come metodo di pagamento. Un universo parallelo tutto da capire, che sta eccitando molto la fantasia degli investitori.

Madrid perde lo 0,47%. È negativa Londra, -0,49%, penalizzata dal rally della sterlina.

Oltreoceano Wall Street si muove in calo nelle prime ore di scambi, alla luce di dati macro non eccitanti nel settore edilizio e frenata dal super dollaro, dopo i dati sull’inflazione dei giorni scorsi. Visa è il titolo peggiore del Dow Jones, poiché Amazon ha deciso di non accettare più i pagamenti con le carte di credito Visa emesse nel Regno Unito a partire da gennaio, perché le commissioni sarebbero troppo alte.

Sotto il profilo dell’inflazione una conferma della corsa dei prezzi arriva anche dall’Europa, dove Eurostat conferma che in ottobre l’inflazione della zona euro è salita oltre il doppio dell’obiettivo della Bce: +0,8% su base mensile, +4,1% su base annuale. Un balzo che consente a Isabel Schanbel, componente del comitato esecutivo di Eurotower, di osservare la Bce deve essere pronta a riportare l’inflazione sotto controllo se la crescita dei prezzi si rivelasse più duratura delle attese dei banchieri centrali.

In parallelo cresce l’inflazione anche in Gran Bretagna, dove tocca i massimi da dieci anni: +1,1% i prezzi al consumo in ottobre, mese su mese, e + 4,2% annuo.

In Canada in compenso il passo del mese scorso è stato il più veloce da 18 anni: +4,7%. A pesare è soprattutto il costo dell’energia, ma indubbiamente sono percentuali che danno da pensare ai banchieri centrali e a chi cerca di anticipare le loro mosse.

Con una Fed che potrebbe decidersi ad agire sui tassi prima del previsto il dollaro continua a rafforzarsi, anche se oggi l’indice del biglietto verde appare relativamente calmo. L’euro i s’indebolisce e il cambio si muove intorno a 1,13. Corre la sterlina, proseguendo un’accelerazione che si era già vista ieri, con il cambio in progresso sul dollaro dello 0,3% circa, intorno a 1,346.

Riparte la corsa dell’oro: +0,7% lo spot gold, 1864,30 dollari l’oncia.

Arretra invece il petrolio, intimorito dalla ripresa della pandemia e dai timori di eccesso di offerta: il Wti tratta sotto quota 80, intorno a 79,2 dollari al barile (-1,8%); il Brent 81,25 dollari, -1,5%.

Dei rialzi e dei ribassi principali tra le blue chip di Piazza Affari abbiamo già detto.

Si precisa che a mettere un po’ di benzina nel motore di Ferrari ha contribuito un report di Morgan Stanley, che ha confermato la valutazione “overweight” e alzato l’obiettivo di prezzo da 265 a 350 dollari, che implica un rialzo potenziale del 35%.

Il tonfo di Diasorin è invece da attribuirsi in parte alla retrocessione di Kepler-Cheuvreux che ha tagliato il rating da buy a hold e il target price da 225 a 203 euro.

Tra le banche oggi svetta Unicredit +0,52%, dopo un report degli analisti di Jefferies, che considerano l’istituto di piazza Gae Aulenti una delle due “top pick” (l’altra è Bbva) tra le banche del Sud Europa. Jefferies ha inoltre alzato il target price da 13,40 a 14,65 euro, confermando il giudizio buy.

Resta positiva Telecom, +0,18%, dopo i guadagni delle ultime due sedute.

Nel lusso prosegue il rally di Aeffe +5,56%, mentre su Moncler (-0,17%) prevalgono i realizzi.

Gli acquisti di Caltagirone non influiscono sull’umore di Generali, che resta incolore.

I movimenti sono contenuti anche nell’obbligazionario. Lo spread tra decennale italiano e tedesco torna a 121 punti base (+1,59%), con un tasso del Btp a +0,93% e quello del Bund a -0,28%.

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