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La Fed frena sul calo dei tassi: dollaro e petrolio riprendono quota

Powell raffredda le speranze di una sostanziosa riduzione dei tassi Fed e Wall Street resta delusa – Le liti nel Governo in Italia tengono in bilico Autostrade e Atlantia

La Fed frena sul calo dei tassi: dollaro e petrolio riprendono quota

Tassi giù, ma senza esagerare. È il messaggio della Fed che mette un freno alle attese dei mercati, già convinti che un taglio robusto, almeno di mezzo punto, fosse ormai imminente. Al contrario, alla prossima riunione della Banca centrale del 25 luglio, la riduzione (se ci sarà) non andrà oltre lo 0,25%, come ha anticipato a Bloomberg James Bullard, il leader delle colombe della Fed.

POWELL RIVENDICA L’AUTONOMIA DELLA BANCA

Il presidente Jay Powell, pur sottolineando che la congiuntura è peggiorata e che non si parlerà di rialzo dei tassi per un bel pezzo, ha dedicato buona parte del suo intervento a ribadire che la Fed “è del tutto sorda alle pressioni a breve in arrivo dall’esterno”, in risposta alle pressioni di Donald Trump. Una piccola doccia fredda che ha ribaltato umori e tendenze dei listini.

RISALE IL DOLLARO, PERDE COLPI L’ORO

Rallentano le Borse asiatiche, tutte in pallide rosso, con perdite attorno allo 0,1-0,2%, da Shanghai al Kospi coreano e a Sidney.

Più pesante il ribasso di Tokyo (-0,6%) nonostante la frenata dello yen (-0,2%) sul dollaro.

Il messaggio della Fed ha infatti arrestato la discesa dalla valuta americana. L’euro scende dai picchi oltre 1,14 delle ultime sedute e tratta stamane a 1,1353.

Perde colpi anche l’oro, dopo sei sedute consecutivi al rialzo: il metallo giallo tratta a 1.413 dollari l’oncia, sotto dell’1,2% rispetto ai massimi, ma ancora sopra del 10% rispetto a maggio. A determinare la rotta futura sarà l’esito del G20 che si aprirà venerdì ad Osaka.

Nell’attesa del vertice rallentano i mercati Usa, delusi dalle parole dei banchieri centrali: il Dow Jones perde lo 0,67%, giù dello 0,95% l’indice S&P. Pesante il calo del Nasdaq (-1,5%).

FUOCHI D’ARTIFICIO SUL BOTOX (+31%)

Tra i titoli in maggior sofferenza, Microsoft ha ceduto il 3,1% ed è stata la peggior blue chip del Dow Jones.

L’umore negativo si spiega con i segnali di frenata dell’economia reale che contrastano con l’ottimismo del presidente, non a caso schierato per l’espansione a manetta degli stimoli all’economia: la fiducia dei consumatori americani, misurata dal Conference Board per il mese di giugno, è scesa a sorpresa a 121,5 punti da 131,3 di maggio. Il dato è sotto le attese (131) il livello più basso dal 2017. Deludono anche le vendite di nuove case (626 mila contro 673 mila del trimestre precedente). La guerra dei dazi pesa più del previsto, dicono gli analisti.

Fa scintille Allergan, azienda farmaceutica specializzata nella produzione di Botox, in rialzo del 31%. L’azienda farmaceutica AbbVie (-10%) ha fatto un’offerta per l’acquisto di Allergan per la cifra complessiva di 63 miliardi di dollari con un premio del 45% rispetto al prezzo di chiusura del 24 giugno.

Le scorte di greggio negli Stati Uniti sono diminuite di 7,5 milioni di barili. In particolare, le scorte presso il centro di consegna degli Stati Uniti di Cushing, in Oklahoma, sono diminuite di 1,3 milioni di barili. Il greggio Wti avanza del 2% a 59, 03 dollari il barile.

VOLA IL BITCOIN SPINTO DA FACEBOOK

Continua il recupero del Bitcoin, stamane oltre 13 mila dollari. L’annuncio di Libra, la valuta virtuale di Facebook, sta favorendo il rilancio del settore, nonostante le richieste in arrivo dalle autorità di controllo Usa e britanniche che hanno anticipato un severo esame prima del via libera a “Libra”.

Le indicazioni in arrivo dalla Fed sono destinate ad incidere sull’andamento dei listini europei, ieri dominati dalla corsa del Bund, in Europa il bene rifugio per eccellenza, in attesa di un taglio dei tassi che probabilmente dovrà attendere ancora. Ieri il decennale ha registrato un nuovo minimo storico di rendimento a-0,33%. I future sulle borse europee sono impostati verso una apertura in ribasso.

MILANO -0,73% NONOSTANTE IL SI’ ALL’OLIMPIADE

Nonostante l’effetto Olimpiadi, Piazza Affari (-0,73% a 21.128 punti) è stata la Borsa peggiore.

Deboli anche gli altri listini: Parigi invariata, Francoforte -0,2% Madrid -0,36%. A contenere il ribasso ha contribuito l’annuncio della fusione multimiliardaria tra due delle maggiori società di consulenza europee, Capgemini e la più piccola Altran, un’operazione da 3,6 miliardi di euro.

SU LONDRA LO SPETTRO DEL VOTO ANTICIPATO

Londra +0,08%. Il dossier Brexit è sempre più ingarbugliato. Boris Johnson ribadisce che il Regno Unito uscirà dalla Ue il 31 ottobre, anche in assenza di accordi. Ma i laburisti hanno già chiarito che chiederanno una mozione di sfiducia il 25 luglio. Non è esclusa una crisi di governo visto che 10/12 membri conservatori voteranno con l’opposizione in caso di uscita senza accordo: si profilano elezioni anticipate.

La carta italiana archivia la seduta dei mercati obbligazionari attorno alla parità, sottoperformando però il resto del comparto della zona euro ad eccezione della Grecia.

CTZ, ASTA OK.OGGI L’ASTA BOT

A fine giornata lo spread era pari a 249 punti base (dopo un picco a 254) dai 248 dell’avvio e dai 247 della vigilia.

Il rendimento del decennale di riferimento è fermo a 2,16% invariato.

In vista dell’asta del Bot 6 mesi di oggi (offerto 6 miliardi), il tasso del Buono 31 dicembre 2019 vale tra -0,07% e -0,08%, in rialzo rispetto al -0,048% del collocamento di fine maggio.

Ieri il Tesoro ha collocato l’importo massimo offerto di 3,25 miliardi di euro all’asta di Ctz e BtpEi con il tasso del Ctz al minimo da marzo a -0,431% da 0,818% di fine maggio. Si tratta del livello più basso dallo scorso marzo.

VOLA RISANAMENTO, IN SALITA ANCHE SALINI

Olimpiadi ma non solo. Il settore costruzioni e l’immobiliare garantiscono uno dei pochi squarci di vivacità del mercato condizionato dagli aspri conflitti in seno al governo.

Esemplare l’incertezza su Atlantia, ieri in pratica immobile per effetto delle pressioni contrapposte: la società rischia il ritiro della concessione come chiesto dalla Movimento 5 Stelle ma a far scudo è l’opposizione della Lega che, tra l’altro, punta sulla società dei Benetton per il salvataggio di Alitalia.

Salini Impregilo (+1,5%) riduce i rialzi iniziali scatenati dalle dichiarazioni del direttore generale Massimo Ferrari che ha previsto il varo del polo nazionali delle costruzioni per l’inizio di luglio. L’entusiasmo cala nel finale e le azioni chiudono ben sotto i massimi, in un mercato che pensa a un possibile aumento di capitale e in generale ai passi necessari per ridurre il debito.

Si ridimensiona il rialzo di Buzzi Unicem (+1,44%) dopo il balzo iniziale sull’onda delle Olimpiadi. Bene anche le immobiliari Aedes Restart (+6,62%).

In cima al listino Risanamento (+8,82%). Vicino al quartiere Santa Giulia, di proprietà della società, nascerà Palaitalia per le competizioni di hockey dei Giochi.

PATUELLI: LE BANCHE VENDERANNO I BTP

Lo scenario dei tassi bassi tiene i bancari sottotono. “Da gennaio – prevede il presidente dell’Abi Antonio Patuelli – è molto probabile che il totale dei titoli di Stato italiani cali in maniera significativa”, perché le banche dovranno iniziare a restituire i prestiti Bce. L’’intero comparto è risultato in calo: Banco Bpm-0,25%, Intesa Sanpaolo-0,34%, Unicredit-1,74%, Ubi -1,83%, Bper-2,29%.

Vendite su Telecom Italia dopo che, alla conferma dei colloqui per la creazione della rete telefonica unica la scorsa settimana, non sono seguite indicazioni concrete sull’eventuale operazione. Lo spread tra ordinarie e risparmio si restringe a 2,3 cent, dopo lo stacco cedola di venerdì scorso.

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