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La Cina traina i listini in attesa della Fed. L’azienda Italia va alla prova dei numeri

Quattro focus sui mercati finanziari – Tassi ancora in calo, al via le aste del Tesoro – L’azienda Italia dà i numeri – Lingotto addio, la prima volta di Eni, Enel e Finmeccanica – Brasile caldo per Telecom.

La Cina traina i listini in attesa della Fed. L’azienda Italia va alla prova dei numeri

Scalpita il Toro all’ombra della Muraglia. La Borsa di Shanghai mette a segno un rialzo del 2,3%, seguita da Hong Kong +0,8%. Non mancano i problemi (vedi l’alto indebitamento) per l’economia cinese, ma l’iniezione di capitali da parte della banca centrale ha consentito alle aziende di migliorare utili e dividendi. Avanza anche Tokyo +0,5% ed il resto del Continente.

Continua anche la marcia del dollaro: 1,34.32 nei confronti dell’euro.



Comincia così con una nota positiva un finale di mese assai intenso per i mercati finanziari.

1)     Riflettori accesi, innanzitutto, sul vertice del Fomc in programma tra martedì e mercoledì. E’ scontato che la banca centrale Usa proceda con il taglio degli acquisti sul mercato per altri dieci miliardi. Ma, dopo i robusti dati sull’occupazione di giugno, la Fed potrebbe segnalare, nel comunicato finale (non è prevista conferenza stampa), l’intenzione di voler cambiare presto strategia sul fronte dei tassi. La stessa Janet Yellen ha sostenuto che “ se il mercato del lavoro continuerà a crescere più rapidamente del previsto l’aumento dei Fed fund dovrà procedere più rapidamente di quanto programmato”.

2)    Saranno importanti, al proposito, le statistiche macro della settimana: mercoledì mattina verrà annunciata la prima stima della crescita del pil Usa nel secondo trimestre (previsione +3,2%). Seguirà il dato sull’inflazione e, venerdì, le statistiche sul mercato del lavoro.

3)    In Europa l’attenzione è concentrata sulle sanzioni inflitte a Mosca. La crisi ucraina diventa sempre più esplosiva, gli effetti dell’embargo   ad Est si fanno sentire, come ha dimostrato il busco calo della fiducia in Germania. Intanto la Borsa peggiore è quella di Mosca: venerdì indice Micex -1,6%. Tra le prime società far le spese del clima da guerra fredda Fincantieri: è  stato rinviato l’appuntamento con la società russa Rubin per la realizzazione di un sommergibile di nuova generazione.

4)    Giovedì scade anche il tempo limite per un accordo tra l’Argentina e gli hedge fund che rivendicano il pagamento di 1,3 miliardi di dollari per i bond emessi prima del default del 2001. L’incontro di fine settimana si è risolto in un nulla di fatto. In caso di mancata intesa, Buenos Aires rischia un secondo fallimento. Il precedente, ammonisce l’Fmi, potrebbe scatenare una serie di iniziative dalle conseguenze imprevedibili.

 

LA SETTIMANA IN CIFRE: OK I CONTI DELLO S&P

Il 77% delle società del paniere S&P 500 che hanno annunciato i conti trimestrali ha battuto le stime. La classifica è capitanata da Facebook, seguita da Boeing e da Ford. Hanno deluso Amazon e Gm.

L’indice S&P ha guadagnato in settimana lo 0,5%.

  In Europa l’indice Stoxx Europe è sceso dello 0,7% in settimana. Risultano i calo 13 listini su 18 dell’eurozona.

Più brillante l’andamento di Piazza Affari: l’indice Ftse Mib è cresciuto dell’1,6%.

Ancor più effervescenti le altre Borse del Sud Europa: Madrid archivia la settimana a +3,43%, Atene +4,87%. 

TASSI ANCORA IN CALO. AL VIA LE ASTE DEL TESORO

A giudicare dai rendimenti sui mercati si può dedurre che i mercati danno per scontato che la Fed ribadisca la promessa di tassi bassi per un lungo periodo. In realtà, dietro la discesa costante dei rendimenti ci sono gli squilibri provocati dalla lunga stagione di espansione del bilancio federale.

Il decennale Usa è sceso al 2,47%, il titolo a 2 anni rende lo 0,49%, scontando così per la fine del 2015 un livello dei tassi inferiore allo 0,5%. Il quadro non cambia in Europa: il decennale tedesco è al minimo all’1,14%, il titolo a due anni allo 0,03%.

Stessa reazione in periferia:   il rendimento del decennale greco è sceso venerdì di 15 punti base al 5,87%. Il Bono spagnolo è al 2,51%.
 
Il Btp decennale ha chiuso la settimana al 2,713 %. Il Tesoro si prepara intanto  ad affrontare le aste di fine mese. Si comincia oggi con i Ctz e Btei. Domani andranno all’asta 7 miliardi di Bot a sei mesi. Giovedì toccherà a Ccteu e Btp a 5 e 10 anni per un importo tra i 5,5 e i 7 miliardi. 

 

L’AZIENDA ITALIA DA’ I NUMERI

 

Settimana intensa per la Corporate Italia, caratterizzata dai conti di numerose blue chis.

Nell’ordine la sfilata dei consigli prevede:

martedì 29: cda di Mediaset e Saiem

Mercoledì 30: Enel Green Power e Fiat-Chrysler.

Nello stesso giorno escono le trimestrali di Bbva, Endesa, Peugeot e Total.

Giovedì 31: Eni, Enel, Finmeccanica, Generali.

Arrivano anche i conti di Bnp, Volkswagen, Edf, Shell, Telefonica

Venerdì 31:   Atlantia.

Ma anche Axa e Société Générale

 

LINGOTTO ADDIO, COMINCIA IL VIAGGIO DI FCA

Assemblea storica al Lingotto venerdì 1° agosto.  L’ assemblea degli azionisti  Fiat è chiamata ad approvare la fusione con Chrysler. La società, dopo il voto, sarà incorporata nella Fiat Investments che assumerà il nome di Fiat Chrysler Automobiles (Fca), divenendo la società holding del gruppo

Gli azionisti Fiat riceveranno una nuova azione Fca per ogni Fiat già posseduta. I nuovi titoli, presumibilmente nella seconda settimanali ottobre,saranno quotati al New York Stock Exchange oltre che in Piazza Affari . Gli azionisti che non avranno votato a favore dell’operazione di fusione potranno esercitare il diritto di recesso a 7.727 euro.

I proxy advisor sono intanto scesi in campo. Iss ha infatti consigliato di votare  perché la fusione diminuirebbe i diritti degli azionisti perché aumenterà la presa sulla società da parte di Exor grazie allo  schema previsto dalla fusione per premiare gli investitori di lungo corso: con il 30% del capital Exor potrà esercitare diritti di voto fino al 46%.  Anche il più piccolo proxy advisor Frontis Governance ha fatto le stesse raccomandazioni contro la fusione. Fiat deve raggiungere il 67% per approvare la fusione con la nascita di Fiat Chrysler Automobiles (Fca) e il trasferimento all’estero della nuova entità

 L’Assemblea sarà anche chiamata a confermare nella carica di Amministratore Glenn Earle, nominato dal Consiglio di Amministrazione il 15 giugno con decorrenza dal 23 giugno in sostituzione di Gian Maria Gros-Pietro.

 

 ENEL, ENI , FINMECCANICA. LA PRIMA VOLTA DEI VERTICI

Le trimestrali di Enel, Eni e Finmeccanica rivestono un sapore particolare, dopo i cambi al vertice.

Viva attesa per la conference call di Claudio Descalzi, neo ceo del cane a sei zampe, in programma il 31 luglio. Il mercato si attende indicazioni sulla possibile cessione della Saipem oltre che sulle strategia del gruppo per fronteggiare le difficoltà geopolitiche in alcuni mercati chiave (Libia, Nigeria) o la rale situazione di Kashagan. 

Ancor più delicata la situazione della raffineria di Gela. Il tavolo sulla crisi del settore raffinazione in Italia partirà il giorno prima, preceduto dallo sciopero del settore.

Non minore attenzione merita la conference call di Finmeccanica,prima uscita pubblica nell’ad Mario Moretti.   

LUSSO ALLE PRESE CON IL CALO DI  LVMH. MA BRILLA LUXOTTICA

Un lungo servizio dedicato nel week end  dal Financial Times alla famiglia Ferragamo  servirà forse ad attutire l’impatto negativo sul settore dei conti di LVMH venerdì in ribasso del 6% dopo la diffusione dei dati del primo semestre: i ricavi sono saliti del 3% anno su anno a 14 miliardi di euro tondi, 200 milioni di euro in meno rispetto alle aspettative del consensus.  Ha deluso anche l’andamento degli utili. La società ha spiegato che i cinesi e gli orientali comprano di meno. Il comparto  ha seguito il destino della società di BernanrdArnault:  Ferragamo -2,2%, Moncler -0,3%, Yoox -0,2%. 

Diverso il destino di Luxottica Luxottica + 1,6%. miglior blue chip di venerdì. La società leader mondiale nell’occhialeria ha chiuso il secondo trimestre 2014 con un fatturato di 2,06 miliardi di euro, in aumento del 7% a cambi costanti (in accelerazione da +4,2% nel primo trimestre) e del 2,1% a cambi correnti.

 

BRASILE CALDO PER TELECOM, EFFETTO SKY SU MEDIASET

Altra protagonista della settimana potrebbe essere  Telecom Italia seconda miglior blue chip venerdì dietro Luxottica.

Carlos Baigorri, responsabile della competitività dell’autorità per il controllo delle telecomunicazioni brasiliana, ha spiegato  in un’intervista a Reuters che una fusione fra TIM Participações, controllata di Telecom Italia  in Brasile, e GVT (gruppo Vivendi “sarebbe molto facile e molto benvenuta” dal punto di vista dell’Anatel. E’ la soluzione più gradita all’ad Marco Patuano ma da sempre osteggiata da Telefonica che nei prossimi giorni chiederà l’approvazione dell’authority al ridimensionamento della propria partecipazione nell’operatore italiano attraverso il lancio di bond convertendo in azioni Telecom, operazione che dovrebbe ovviare al conflitto di interesse fra Tim Brasil e Telefonica Brasil. 

In movimento infine Mediaset dopo il riassetto del gruppo in Spagna ove  Mediaset Espana ha rilevato da Prisa [PRS.MC] l’8,5% del capitale della stessa Mediaset Espana per 307,5 milioni di euro (8,892 euro per azione). Da valutare soprattutto, però, l’impatto  dell’acquisizione di Sky Italia da parte di BSkyB .

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