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Juve-Toro: il caso Pogba piomba sul derby della Mole. L’Inter col Bologna e il Milan a Genova vogliono allungare

La conferma della positività di Pogba nelle controanalisi per doping getta un’ombra sul derby che la Juve affronta oggi – Più semplici, almeno sulla carta, gli impegni delle milanesi prima della sosta per la Nazionale

Juve-Toro: il caso Pogba piomba sul derby della Mole. L’Inter col Bologna e il Milan a Genova vogliono allungare

L’ultimo sforzo prima della sosta. Ancora un turno di campionato, dopodiché la Serie A andrà in archivio per un paio di settimane, lasciando spazio alla Nazionale di Spalletti e alla corsa verso Euro 24. A questo però si penserà solo da lunedì, perché prima c’è un weekend di fuoco tutto da vivere, a cominciare da questo sabato ricchissimo di partite. Si comincia con Inter-Bologna (ore 15), si prosegue con il derby di Torino (18), si chiude con Genoa-Milan (20.45): un bel menu, non c’è che dire, tanto più che le milanesi potrebbero risentire delle fatiche europee.

Inter – Bologna (ore 15, Dazn)

Andiamo in ordine cronologico e partiamo dall’Inter, che inaugurerà il sabato ospitando il Bologna a San Siro. Partita interessante, perché se è vero che i nerazzurri partono nettamente favoriti, lo è anche che i rossoblu di Thiago Motta attraversano un buon momento di forma, come si è visto nel 3-0 di domenica scorsa contro l’Empoli. La squadra di Inzaghi poi è reduce dalla sfida col Benfica, dispendiosa sia dal punto di vista fisico che mentale, il che potrebbe livellare ulteriormente la partita, fermo restando la differenza di valore tra le due. Se l’Inter ripeterà la prestazione di martedì vincerà sicuramente, ma è chiaro che giocare ogni tre giorni stanca, a prescindere dall’avversario. Il rischio di abbassare la tensione c’è, non a caso l’unica sconfitta della stagione è arrivata nell’infrasettimanale col Sassuolo, ma Inzaghi dovrà riuscire a tenere i suoi sul pezzo: andare alla sosta con un passo falso, infatti, non piace a nessuno, figuriamoci a chi è in vetta alla classifica, seppur assieme ai cugini del Milan.

Inter – Bologna, le formazioni: niente turnover per Inzaghi, in attacco gioca la Thu-La

Il tecnico limiterà il turnover al massimo, puntando sul blocco dei titolarissimi: anche Thuram, inizialmente candidato alla panchina, sarà confermato dal primo minuto con buona pace di Sanchez, pronto a subentrare dalla panchina. Per il resto nessuna novità, dunque 3-5-2 con Sommer in porta, Pavard, Acerbi e Bastoni in difesa, Dumfries, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan e Dimarco a centrocampo, Thuram e Lautaro in attacco. Problemi in difesa per Thiago Motta, costretto a reinventare il reparto dopo l’infortunio di Kristiansen: il suo 4-2-3-1 vedrà così Skorupski tra i pali, De Silvestri, Beukema, Calafiori e Lykogiannis nel reparto arretrato, Aebischer e Freuler in mediana, Orsolini, Ferguson e Ndoye alle spalle dell’unica punta Zirkzee.

Juventus – Torino (ore 18, Dazn)

L’ora dell’aperitivo sarà all’insegna del 255esimo derby di Torino, il 185 in Serie A. La Juventus, imbattuta negli ultimi 18 confronti con i granata (14 vittorie e 4 pareggi), vuole proseguire la sua striscia e non solo per questioni campanilistiche: in ballo c’è una corsa Champions da conquistare, oltre che il treno delle prime da non perdere di vista. Allegri ha una tradizione molto positiva nel derby della Mole, nonostante fosse lui l’allenatore ai tempi dell’ultima vittoria del Toro (2015), ma vive un momento tutt’altro che semplice, sia per gli infortuni (ancora una volta, come vedremo tra poco, avrà l’attacco decimato) che per il gioco, apparso involuto dopo i segnali incoraggianti delle primissime giornate. A creargli ulteriori grattacapi, poi, ci si è messo anche Pogba, ufficialmente sospeso dopo i risultati delle controanalisi, che hanno confermato la positività al testosterone. La Juve, a questo punto, può sospendere il pagamento dell’ingaggio (al giocatore spetterebbe solo il minimo sindacale di 39 mila euro lordi all’anno), mentre per l’eventuale rescissione del contratto dovrà aspettare il processo sportivo, dove il francese rischia fino a 4 anni di squalifica.

Allegri: “Chiesa e Vlahovic non ci saranno. Pogba? Spiace per il ragazzo”

“Chiesa e Vlahovic non ci saranno, siamo dispiaciuti di non averli a disposizione perché stavano facendo molto bene – ha confermato Allegri -. In una annata queste cose succedono, speriamo di riaverli a disposizione il prima possibile. Troppi infortuni muscolari? Forse dovrei andare a scuola e ripassare l’italiano perché non riesco a farmi capire. Federico ha fatto una risonanza ed è negativa, ma sente dolore ed è preoccupato, dunque non lo rischio, Dusan invece ha un problema alla schiena: l’unico infortunio muscolare è quello di Alex Sandro. Questa sarà una partita molto importante per noi, dobbiamo dare continuità in casa, sapendo che ci attende un derby difficile e complicato. Tecnicamente dovremo fare meglio che a Bergamo, bisogna farsi trovare pronti”.

Juventus – Torino, le formazioni: Allegri pensa alla mossa Yildiz, Juric con il dubbio Vlasic-Sanabria

La contemporanea assenza di Chiesa e Vlahovic costringerà Allegri a reinventarsi l’attacco, tanto più che Milik è reduce da un infortunio e non può essere al 100%. Ecco perché il tecnico sta pensando di lanciare il giovane Yildiz dal primo minuto assieme a Kean, per quella che sarebbe una coppia davvero inedita: la decisione, ad ogni modo, verrà presa solo a ridosso del match, anche per valutare al meglio le condizioni del più quotato polacco. Il 3-5-2 bianconero dovrebbe vedere Szczesny in porta, Gatti, Bremer e Danilo in difesa, McKennie, Fagioli, Locatelli, Rabiot e Cambiaso a centrocampo, Yildiz e Kean in attacco. Dubbio offensivo anche per Juric, indeciso se confermare il solito sistema a una punta o azzardare la coppia pesante Zapata-Sanabria. L’ipotesi più probabile è la prima, dunque 3-4-2-1 con Milinkovic-Savic tra i pali, Tameze (se non dovesse recuperare Sazanov), Schuurs e Rodriguez in difesa, Bellanova, Ricci, Ilic e Lazaro in mediana, Vlasic e Karamoh alle spalle di Zapata.

Genoa – Milan (ore 20.45, Dazn e Sky)

Infine il posticipo di Marassi, dove il Genoa di Gilardino, ex per eccellenza della sfida, riceverà il Milan. Partita insidiosissima per il Diavolo, un po’ per l’oggettivo valore dei rossoblu (specialmente a Marassi, dove hanno già fermato il Napoli e strapazzato la Roma), un po’ per l’inevitabile stanchezza post Dortmund, acuita ulteriormente dal calendario. I rossoneri, infatti, sono tornati dalla Germania solo giovedì per poi raggiungere Genova 24 ore dopo: la preparazione della partita, di fatto, non è esistita, mentre il Genoa ha lavorato sodo da inizio settimana. Da via Aldo Rossi non sono arrivate comunicazioni ufficiali, ufficiosamente però filtra una certa irritazione per l’orario scelto, quando si sarebbe potuto optare per la domenica. Ad ogni modo il Milan vuole vincere e proseguire la corsa in classifica, tanto più che dopo la sosta arriverà una settimana di fuoco con Juventus, Psg e Napoli nel giro di 8 giorni: fallire a Marassi, insomma, peserebbe il doppio ed è un’eventualità che Pioli, ieri in silenzio stampa, non vuole nemmeno prendere in considerazione.

Genoa – Milan, le formazioni: Pioli punta su Okafor e Chukwueze, Gila col dubbio Retegui

La partita è importante, ma le fatiche posto Champions rendono il turnover inevitabile. Il tecnico rossonero farà riposare Giroud, Pulisic e Calabria, optando per un 4-3-3 con Maignan in porta, Florenzi, Thiaw, Tomori e Hernandez in difesa, Musah, Adli e Reijnders a centrocampo, Chukwueze, Okafor e Leao in attacco. Un solo dubbio per Gilardino, ma bello grosso: Retegui sente ancora male al ginocchio e potrebbe essere lasciato fuori, anche se il tecnico rossoblu aspetterà fino all’ultimo nella speranza di riavere il suo bomber, a questo punto a rischio anche per la Nazionale di Spalletti. L’opzione più probabile è un 3-5-1-1 con Martinez tra i pali, Dragusin, Bani e Vasquez nel reparto arretrato, De Winter, Thorsby, Frendrup, Malinovskyi e Matturro in mediana, Messias (altro ex) alle spalle dell’unica punta Gudmundsson, tre gol nelle ultime due partite con Roma e Udinese.

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