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Juve-Inter e Fiorentina-Napoli promettono scintille: per il campionato è già l’ora della verità

Due incontri di cartella animano la ripresa del campionato dopo la sosta per le Nazionali: il derby d’Italia di Torino metterà alla prova le strategie di Tudor e Chivu e a Firenze il Napoli farà di tutto per difendere il primato

Juve-Inter e Fiorentina-Napoli promettono scintille: per il campionato è già l’ora della verità

Si riparte col botto. La ripresa del campionato dopo la sosta per le nazionali, mai come quest’anno, promette fuochi d’artificio. Juventus-Inter, infatti, è uno dei biglietti da visita per eccellenza del nostro calcio, con quel mix di tecnica e agonismo che gli è valsa l’appellativo di “Derby d’Italia”. Riflettori puntati sull’Allianz Stadium (ore 18), ma anche su Fiorentina-Napoli, posticipo tutt’altro che banale. Tudor e Conte, in attesa di Gasperini (e della sorpresa Cremonese), sognano un sabato sera al comando della classifica, magari in solitaria, Chivu e Pioli, invece, devono assolutamente scalare le gerarchie e proveranno a farlo in ogni modo.

Juventus – Inter (ore 18, Dazn)

Fuoco alle polveri. All’Allianz Stadium non va in scena una partita, ma un rito: Juventus–Inter, il Derby d’Italia numero 254, la saga infinita. Da una parte i nerazzurri, che nella scorsa stagione hanno chiuso col miglior attacco della Serie A (79 gol) e che già oggi, con 6 reti in due giornate, hanno ricominciato a far ruggire il motore. Dall’altra la Signora, che ha fatto saltare il banco con il doppio colpo Openda-Zhegrova e la permanenza di Vlahovic, uno che nelle prime due uscite è tornato a segnare con grande puntualità, il tutto senza dimenticare Yildiz. La sfida di Torino sarà anzitutto quella tra i due allenatori: da una parte Igor Tudor, dall’altra Cristian Chivu. Entrambi devono ancora dipingere le proprie creature, ma la sensazione è che i tratti grossi siano già lì, con una Juve più accorta dietro (quattro centrali di fatto, con Kalulu adattato esterno) e un’Inter, almeno per il momento, ancorata ai principi Inzaghiani. Non sarà, per ovvi motivi, una partita-scudetto, ma è senza dubbio il primo crash test stagionale. Il discorso vale soprattutto per i nerazzurri, chiamati a rialzarsi dopo la caduta con l’Udinese: aggiungerne un’altra, per giunta contro la rivale di sempre, farebbe malissimo e creerebbe enormi problemi al tecnico romeno. Alla Juve, invece, si chiedono conferme, con la consapevolezza che un successo sdoganerebbe i sogni di gloria. Tudor, costretto a rinunciare all’infortunato Conceiçao, mischierà un po’ le carte, anche perché il potenziale offensivo, come detto in precedenza, è davvero di primo livello. I numeri dicono che la Juve, nei precedenti ufficiali in campionato, ha vinto 88 volte, l’Inter 49, i pareggi sono 47. A Torino il bilancio è ancora più chiaro: 63 successi bianconeri, 17 pari e appena 12 colpi nerazzurri, l’ultimo nel 2012 con rete di Palacio. Eppure, negli ultimi tre anni l’Inter ha ribaltato la storia recente: due semifinali di Coppa Italia vinte e una Supercoppa sollevata contro i rivali.

Tudor: “L’Inter ha la rosa migliore, ma non è decisiva perché siamo solo alla terza giornata”

“Dopo le nazionali è sempre particolare preparare le partite, ci sono dettagli diversi da considerare – l’analisi di Tudor -. Le sensazioni sono positive, c’è una partita da giocare e un percorso di 5-6 mesi da portare avanti in cui abbiamo sbagliato pochissime volte. Sicuramente è una gara importante, ma non ci sono altre particolarità. Sarà bello misurarsi contro la squadra che negli ultimi 5-6 anni ha la rosa più forte e che viene da due finali di Champions. Ovviamente più gli avversari sono importanti più cresce la motivazione. Però nell’arco di un anno le partite sono tante e mantenere questa motivazione contro tutte le squadre è ciò che fa la differenza. Questa è una bella partita da giocare, dovremo avere coraggio di fare male all’Inter e serve restare concentrati per non regalare niente a un avversario fortissimo”.

Chivu: “Non sono qui per stravolgere tutto, ma per ridare stimoli e fiducia al gruppo”

“Siamo solo alla terza giornata, il bello del calcio è che devi giocare partite come queste – ha sottolineato Chivu -. Non bisogna caricarla più di tanto perché le squadre coinvolte sanno l’importanza di uno Juve-Inter, ma resta comunque una partita. Bisogna avere la serenità giusta e la mentalità per capire i momenti della gara. Siamo consapevoli della lunghezza della stagione, è una maratona che dura 38 giornate, ci sono alti e bassi. Quando le cose non girano bene, bisogna lavorare sodo, imparare dagli errori e andare avanti con mentalità, motivazioni e coraggio. Col Parma ho battuto Tudor, ma erano squadre con obiettivi diversi. Questa Juve ha identità, ha fatto un mercato buono per le idee dell’allenatore, hanno ritrovato Bremer e arrivano da due gare vinte. Non si può paragonare quella partita di qualche mese fa. L’Inter deve essere dominante e le aspettative sono altissime. Ma questo non vuol dire che dobbiamo avere pressioni extra che possono condizionarci nella prestazione e nella lucidità. Mi affido a quello che sappiamo fare e all’orgoglio dei campioni e dei miei giocatori. Non sono qui per stravolgere tutto perché è impossibile farlo. La squadra ha certezze ed è stata ai vertici del calcio italiano ed europeo, devo solo aggiungere qualcosa per ridare ancora più fiducia e stimoli al gruppo”.

Fiorentina – Napoli (ore 20.45, Dazn e Sky)

Aggrappato ai suoi Fab-Four, Antonio Conte marcia verso Firenze con l’aria di chi vuole subito mandare un segnale: questo Napoli, campione in carica, non ha intenzione di rallentare. All’orizzonte incombe il debutto in Champions, ma prima c’è il Franchi, uno stadio che nell’ultimo campionato ha fatto cadere tante big: qui hanno perso Juventus, Lazio e Inter, mentre l’unica a banchettare fu proprio il Napoli, 3-0 secco con tanto di firma di Kvaratskhelia. Il tecnico salentino ci arriva senza Rrahmani e con il dubbio sul centravanti, ma con la certezza che la vera forza stia in mezzo: Anguissa, Lobotka, De Bruyne e McTominay, i Fantastici Quattro del nuovo centrocampo azzurro. Gli occhi dei napoletani e di Conte saranno puntati in particolare sul belga, reduce da tre gol in due partite con la sua nazionale. KDB ha segnato al debutto contro il Sassuolo, poi ha faticato contro il Cagliari: sta studiando il calcio italiano, definito “più lento e tattico” e dal suo inserimento passa gran parte del destino azzurro. Gara delicata anche per la Fiorentina, ancora a secco di vittorie dopo i due pareggi con Cagliari e Torino. Pioli spera anzitutto in Kean, reduce da due grandi partite con la Nazionale e deciso a sbloccarsi anche in campionato, nel tentativo di trovare la prima gioia stagionale, al cospetto dei campioni in carica. Il bilancio recente dice che la Viola non batte il Napoli in casa da cinque anni: l’ultimo successo al Franchi fu il 3-0 del 2019, poi tre vittorie azzurre e due pari. Conte chiede una prova di forza: niente cali, niente distrazioni. Anche se siamo solo a metà settembre, serve già il “vero Napoli”.

Conte: “È il momento della verità, questa sarà la stagione più difficile”

“È arrivato il momento della verità, perché inizieremo a giocare ogni tre giorni e sicuramente sarà una stagione complessa per noi – il monito di Conte -. Nelle prime due partite ci siamo basati sulle certezze, ora invece dovremo inserire i ragazzi nuovi che sono arrivati e ci vorrà un po’ di pazienza e comprensione se dovessero esserci degli errori. I nuovi arrivano con grandi aspettative, dovremo essere tolleranti nei giudizi se le cose non dovessero andare come vogliamo. Abbiamo cercato di completare la rosa per affrontare una stagione con tanti impegni, inizia il momento della verità tra infortuni e rotazioni. Sarà l’anno più complesso, me lo porta a dire la mia esperienza. Sono arrivati tanti ragazzi nuovi in una piazza importante come quella di Napoli, soprattutto dopo lo scudetto e le aspettative sono alte per tutti. I nuovi avranno bisogno di tempo, io dovrò cercare di migliorarli nel minor tempo possibile sfruttando il gruppo base formato l’anno scorso. Siamo al secondo step con lo scudetto sul petto, cosa che non era preventivabile. La Fiorentina è insidiosa, stiamo parlando di una squadra che ha fatto due finali in una competizione europea, in più ha fatto anche un ottimo mercato. È una di quelle sette-otto squadre che lotteranno per dare fastidio”.

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