Un sabato d’alta classifica. La quinta giornata apre i battenti con Juventus-Atalanta (ore 18) e Cagliari-Inter (20.45), a cui bisogna aggiungere anche un interessante derby lombardo tra Como e Cremonese (15). Un bell’antipasto in attesa di Milan-Napoli, con la sfida di Torino, in particolare, a catalizzare l’attenzione generale.
Tudor, dopo il pari di Verona, cerca una vittoria che lo riporterebbe in vetta alla classifica, ma anche Juric, in caso di colpaccio, potrebbe seriamente rialzare l’asticella della Dea. E poi c’è l’Inter, attesa dal posticipo di Cagliari: Chivu deve vincere per rimettersi in corsa, tanto più che gli scontri diretti sopraccitati potrebbero favorirlo, a patto però di non scivolare sulla trappola di Pisacane.
Juventus – Atalanta (ore 18, Dazn)
All’Allianz Stadium va in scena un vero e proprio test di maturità. Juventus e Atalanta, infatti, si sfideranno per capire a che punto sono e fin dove possono spingersi in questo campionato. I bianconeri, secondi con dieci punti dopo quattro giornate, vengono dal pareggio di Verona che ha un po’ raffreddato l’entusiasmo, mostrando stanchezza e qualche disattenzione di troppo, al netto degli errori arbitrali subiti. Anche la Dea arriva imbattuta, con due vittorie (l’ultima proprio a Torino, ma contro i granata) e due pareggi che la tengono agganciata alle zone nobili della classifica, il che rende tutto molto incerto ed equilibrato. Tudor si affiderà al consueto 3-4-2-1 con Di Gregorio in porta, Gatti, Bremer e Kelly in difesa, Kalulu, Locatelli, Thuram e Cambiaso a centrocampo, Zhegrova e Yildiz a supporto di David, preferito sia a Vlahovic che a Openda. L’Atalanta, al netto dell’emergenza difensiva (fuori sia Hien che Zalewski, oltre al lungodegente Kolasinac), risponderà con lo stesso sistema di gioco, dunque Carnesecchi in porta, Kossounou, Djimsiti e Ahanor nel reparto arretrato, Bellanova, De Roon, Musah e Zappacosta in mediana, De Ketelaere e Pasalic (ma c’è anche l’ipotesi Lookman) alle spalle di Krstovic. La storia della sfida racconta un dominio bianconero sul lungo periodo: 75 vittorie Juve, 53 pareggi e appena 18 successi dell’Atalanta. Negli ultimi anni però la forbice si è ridotta: nei cinque confronti più recenti, infatti, la Signora ha vinto solo una volta e lo 0-4 della scorsa stagione (preludio all’esonero di Thiago Motta) fa ancora rumore. Per la Juventus significa dare continuità al percorso e capire se può davvero lottare per lo scudetto, per l’Atalanta testare la propria solidità contro una big e misurare le proprie ambizioni.
Tudor: “Abbiamo lavorato bene, siamo carichi. Rocchi? Non ho nulla da aggiungere”
“Abbiamo usato i giorni liberi, ora ci sono tre gare di fila prima della Nazionale – ha spiegato Tudor -. Siamo concentrati e carichi, ci sono state cose buone e cose meno buone in questo periodo. È stata fatta una buona partenza, ma niente di più e niente di meno. Stiamo lavorando e ci stiamo conoscendo anche con i nuovi, proviamo a crescere tutti i giorni. Si affrontano due squadre di primissimo livello con pregi e difetti, entrambe forti. Il rendimento di Vlahovic? Non ho una risposta alla statistica sulle sue prestazioni quando parte titolare e quando entra dalla panchina. Ci penso, ci provo, parliamo, ragioniamo, poi scelgo. Io sono molto felice, ho tre attaccanti tutti forti e scelgo in base allo stato di forma e all’avversario. Le parole di Rocchi? Si è già parlato tanto, mi hanno comunicato ciò che ha detto, ma si va avanti. Sono cose di calcio, non ho altro da aggiungere: l’importante è aver lavorato bene”.
Cagliari – Inter (ore 20.45, Dazn e Sky)
Vietato sbagliare. L’Inter va a Cagliari nel weekend di Milan-Napoli e Juventus-Atalanta con la consapevolezza di dover vincere, sia per restare incollata al vertice che per sfruttare gli scontri diretti altrui. Ma l’atmosfera dell’Unipol Domus sarà calda e il Cagliari proverà a sfruttare il fattore campo, anche se i numeri dicono che negli ultimi quindici incroci casalinghi i rossoblù hanno vinto soltanto una volta, raccogliendo due pareggi e ben dodici sconfitte. La differenza tecnica è evidente, ma l’Inter ha già mostrato diverse crepe contro le piccole, ragion per cui farà bene a tenere le antenne dritte. Chivu si affiderà a un 3-5-2 con Sommer in porta, Akanji, De Vrij e Bastoni in difesa, Luis Henrique, Barella, Calhanoglu, Sucic e Carlos Augusto a centrocampo, Thuram e Lautaro in attacco. Stesso sistema di gioco anche per il Cagliari di Pisacane, che risponderà con Caprile tra i pali, Ze Pedro, Mina e Luperto nel reparto arretrato, Palestra, Adopo, Prati, Folorunsho e Obert in mediana, Esposito e Belotti coppia offensiva. Per Lautaro e compagni è una partita che vale doppio: vincere in Sardegna, infatti, consentirebbe di recuperare terreno su qualcuno, quasi ci fossero più punti a disposizione dei canonici tre.
Marotta: “Chivu è un grande allenatore! San Siro? Milano ha bisogno di un nuovo stadio”
Niente conferenza stampa pre-partita per Chivu, ma nessun giallo: l’Inter, infatti, ha preferito concentrare tutti i riflettori su Marotta, insignito della laurea honoris causa in “Marketing e mercati globali” dall’Università Bicocca di Milano. Un’occasione per fare il punto anche sulle questioni calcistiche, a cominciare proprio da Chivu. “Oggi abbiamo un grande allenatore e ce lo teniamo strettissimo – ha spiegato il presidente nerazzurro. Non è un ragazzino, ha 44 anni, incarna il senso di appartenenza interista. È stato sei anni nelle nostre giovanili ed è molto preparato professionalmente. I giudizi negativi che ho sentito da chi non lo conosce sono superficiali e non corrispondono alla verità. Non ci sarebbe il minimo motivo per un cambio in corsa, anzi siamo tutti molto soddisfatti di lui. La questione San Siro? Spero che gli amministratori possano capire che la città ha bisogno di uno stadio nuovo, moderno. Ci siamo dovuti ritirare dall’organizzare la finale di Champions League, in questo momento Milano è fuori dalle città candidate a rappresentare l’Italia negli Europei 2032. Io auspico che non ci siano preclusioni, tutto deve essere fatto con la massima trasparenza, ma sia il Milan che l’Inter la garantiscono. Auspico che questo problema annoso venga risolto al più presto, perché è una esigenza per tutti”.