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Italia-Irlanda del Nord, spareggio Mondiali di calcio 2026: stasera Gattuso si gioca tutto a Bergamo

Azzurri chiamati a cancellare gli incubi di Svezia e Macedonia del Nord: contro l’Irlanda del Nord, a Bergamo, comincia la missione per tornare ai Mondiali. Tra assenze, pressione, fattore campo e possibile finale contro Galles o Bosnia: orario, formazioni e dove vederla

Italia-Irlanda del Nord, spareggio Mondiali di calcio 2026: stasera Gattuso si gioca tutto a Bergamo

È la resa dei conti. L’attesa è finita e per l’Italia è arrivato il momento che pesa più di qualunque discorso. Oggi, alla New Balance Arena di Bergamo, la Nazionale affronta l’Irlanda del Nord nella semifinale dei playoff mondiali e sa di non avere alternative. Non è una partita come le altre e non lo è da giorni: è il crocevia che può rimettere in piedi il cammino azzurro verso il Mondiale 2026 oppure allargare ancora di più una ferita che accompagna il calcio italiano da troppo tempo.

Il passato, inevitabilmente, torna a bussare. Le eliminazioni contro la Svezia nel 2017 e contro la Macedonia del Nord nel 2022 hanno lasciato un segno che nessuno è riuscito davvero a cancellare. Per questo la sfida di stasera contro l’Irlanda del Nord non è soltanto una semifinale secca ma una prova di maturità collettiva, tecnica e soprattutto nervosa.

L’Italia ci arriva dopo i quattro gol incassati dalla Norvegia, con l’urgenza di reagire e con il dovere di dimostrare che la maglia azzurra sa ancora reggere il peso dei grandi appuntamenti.

Gattuso, il ct chiamato a disinnescare la paura

Su questa vigilia c’è soprattutto la firma di Gennaro Gattuso. Più che preparare una partita, il ct ha dovuto governare una pressione enorme, con gli occhi di tutto il Paese addosso e con la memoria dei playoff passati trasformata in un’ombra costante. Il suo lavoro, in questi giorni, è stato prima mentale che tattico: togliere tossine, alleggerire la squadra, riportare il gruppo dentro una dimensione concreta, dove conta soltanto l’ostacolo immediato e non il peso della storia.

Gattuso ha cercato di ricostruire un senso di appartenenza attorno a un blocco definito, puntando su una squadra riconoscibile e su uno spogliatoio compatto. La sua Italia vuole ripartire da una struttura chiara, da un 3-5-2 che deve dare ordine e certezze in una serata in cui ogni pallone rischia di pesare il doppio.

Italia, Gattuso si affida a Retegui e Kean

La mattina della partita consegna a Gattuso una squadra non perfetta. Federico Chiesa ha lasciato il ritiro sostituito da Cambiaghi. Scamacca e Zaccagni sono fuori, mentre resta da monitorare la situazione di Bastoni, alle prese con un problema alla tibia. C’è stato poi anche il fastidio al polpaccio accusato da Mancini, anche se le sue condizioni non sembrano far scattare un vero allarme.

Dentro questo quadro, la probabile formazione azzurra prende forma attorno al 3-5-2. Davanti a Donnarumma dovrebbero agire Mancini, Bastoni e Calafiori; sugli esterni Palestra e Dimarco, con Barella, Locatelli e Tonali in mezzo al campo. In attacco il tandem più accreditato resta quello formato da Kean e Retegui. Proprio l’attaccante dell’Atalanta può diventare l’uomo simbolo della serata: conosce il campo, conosce l’ambiente e arriva a questa partita con il peso ma anche con il vantaggio di sentirsi a casa. In un match che si annuncia bloccato, la capacità di trasformare una mezza occasione in gol può fare tutta la differenza.

Bergamo e l’effetto stadio: perché l’Italia ha scelto questa casa

Si spera anche nel fattore casa. La scelta di giocare a Bergamo non è stata casuale. Gattuso ha voluto uno stadio più raccolto, caldo, compatto, convinto che in una gara simile serva una spinta immediata e continua, senza i rischi di dispersione e nervosismo che possono emergere nei grandi impianti. La New Balance Arena viene vista dal ct come il posto giusto per accompagnare la Nazionale dentro una sfida ad alta tensione, in un contesto capace di stringersi attorno alla squadra anche nei momenti più duri.

C’è poi anche un elemento identitario. Bergamo rappresenta un ambiente meno esposto ai veleni delle grandi rivalità di club e offre all’Italia una cornice che punta più sulla partecipazione che sul giudizio. Non è un dettaglio da poco in una partita in cui i primi minuti saranno probabilmente segnati da emozione, prudenza e timore di sbagliare. Gli azzurri sperano che il fattore campo diventi davvero un vantaggio, anche perché l’eventuale finale del 31 marzo sarà invece in trasferta, contro la vincente di Galles-Bosnia.

Irlanda del Nord, avversario scomodo da non sottovalutare

Sulla carta il sorteggio non è stato il peggiore possibile, ma ridurre l’Irlanda del Nord a un ostacolo semplice sarebbe un errore grave. La squadra di Michael O’Neill non ha una qualità tecnica diffusa, segna poco e costruisce poco, ma ha caratteristiche precise: compattezza, disciplina, fisicità e capacità di stare dentro la partita. È una formazione che concede poco, abbassa il baricentro, difende con tanti uomini e prova a colpire con lanci lunghi, seconde palle e calci piazzati. Un calcio essenziale, diretto, vecchio stampo britannico, ma proprio per questo insidioso in una gara secca.

I numeri raccontano una squadra che nelle ultime uscite ha subito pochissimo e che vive bene anche senza il pallone. Il modello è quello del blocco basso, con una linea difensiva folta e con pochi uomini incaricati di ripartire. O’Neill sa che la pressione è tutta sull’Italia e ha impostato l’avvicinamento alla partita proprio su questo: sfruttare l’ansia degli azzurri, allungare i tempi, sporcare il gioco, restare in piedi il più a lungo possibile. In più, nonostante assenze pesanti come quelle di Conor Bradley e Dan Ballard, l’Irlanda del Nord resta una squadra umile ma organizzata, abituata a fare della sofferenza una risorsa. Per l’Italia, insomma, non sarà una partita da vincere soltanto con il talento: serviranno lucidità, pazienza e attenzione continua. Gli azzurri dovranno evitare la trappola della frenesia. Segnare subito aiuterebbe, ma anche in caso di gara lunga servirà non innervosirsi troppo.

Italia-Irlanda del Nord: le probabili formazioni

Italia (3-5-2): Donnarumma; Mancini, Bastoni, Calafiori; Palestra, Barella, Locatelli, Tonali, Dimarco; Kean, Retegui. Ct: Gattuso.

Irlanda del Nord (3-5-2): Hazard; McNair, McConville, Brown; Hume, Lyons, McDonnell, Galbraith, Lewis; Price, Donley. Ct: O’Neill.

L’arbitro designato per la partita è l’olandese Danny Makkelie. Gli assistenti saranno i connazionali Steegstra e de Vries, mentre al Var ci saranno van Boekel e Manschot. Il quarto uomo sarà lo spagnolo Gil Manzano.

Dove vedere Italia-Irlanda del Nord

Italia-Irlanda del Nord si gioca oggi, giovedì 26 marzo, alla New Balance Arena di Bergamo, con calcio d’inizio alle 20.45. La partita sarà trasmessa in diretta su Rai 1 e sarà disponibile anche in streaming su RaiPlay.

È il primo snodo del percorso playoff degli azzurri: chi passa affronterà il 31 marzo la vincente di Galles-Bosnia, con finale in trasferta.

Gli altri spareggi

Fermo restando che l’Italia dovrà prima battere l’Irlanda del Nord, una parte dell’attenzione azzurra sarà inevitabilmente rivolta anche all’altra semifinale del percorso, quella tra Galles e Bosnia, da cui uscirà l’eventuale avversaria della finale. I britannici ospitano i balcanici dell’eterno Edin Dzeko al Cardiff City Stadium. Chi vince avrà il fattore campo nella finale.

Il resto del tabellone europeo completa un quadro di spareggi particolarmente duro e ricco di tensione. Nel Path B sono in programma Ucraina-Svezia e Polonia-Albania, due incroci ad alta intensità. Nel Path C, invece, la Turchia di Vincenzo Montella affronterà la Romania, mentre Slovacchia e Kosovo si giocheranno l’altro posto in finale. Nel Path D spiccano infine Danimarca-Macedonia del Nord e Repubblica Ceca-Irlanda, in un percorso che si annuncia fisico, teso e molto equilibrato.

E non c’è solo l’Europa ma anche i playoff intercontinentali in programma: la vincente tra Nuova Caledonia e Giamaica sfiderà la Repubblica Democratica del Congo, mentre chi uscirà dal confronto tra Bolivia e Suriname si giocherà l’accesso al Mondiale contro l’Iraq. Partite disputate a latitudini calcistiche diversissime, ma tutte con lo stesso peso: l’ultimo biglietto per il 2026.

Per l’Italia, però, ogni discorso passa prima da Bergamo. Due partite per riprendersi il Mondiale, chiudere i conti con i fantasmi del passato ed evitare che l’incubo si trasformi in un’altra ferita. Stavolta, davvero, non si può sbagliare.

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