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Investimenti green e flessibilità: ecco il piano Gentiloni

Mercoledì il commissario italiano apre la trattativa sulla riforma delle regole europee sui conti pubblici – L’obiettivo è allontanarsi dall’austerità varata fra il 2011 e il 2015

Investimenti green e flessibilità: ecco il piano Gentiloni

Le regole europee sui conti pubblici vanno modificate per dare maggiore slancio alla crescita e agli investimenti, soprattutto verdi, magari smettendo di discutere all’infinito sui decimali dei deficit-Pil. Questo il messaggio che mercoledì Paolo Gentiloni, commissario europeo agli Affari economici, lancerà in sala stampa a Bruxelles, dove illustrerà la Comunicazione sulla revisione della governance economica dell’eurozona.

Accanto all’ex premier italiano ci sarà il vicepresidente della Commissione europea, il lettone Valdis Dombrovskis, che rappresenta l’altra anima della politica economica europea, quella rigorista dei Paesi del Nord.

Il documento che sarà presentato domani rappresenta quindi un compromesso fra due spinte opposte, ma l’obiettivo è comunque aprire il dibattito tra i ministri europei dell’Economia sulla riforma delle regole su deficit e debito. Entro fine 2020, alla luce di quanto emergerà dal confronto tra governi, la Commissione presenterà le proposte finali.

Secondo alcune indiscrezioni raccolte dal quotidiano La Repubblica, il documento di Gentiloni è diviso in due parti. Nella prima si fa il punto su come abbiano funzionato negli ultimi anni il “Two pack” e il “Six pack”, i due bracci operativi del Patto di Stabilità. Nella seconda troverà spazio una serie di domande pensate per stimolare la discussione fra i ministri.

Pur senza sbilanciarsi, Gentiloni dovrebbe suggerire che le norme oggi in vigore, scritte fra il 2011 e il 2015, sono state formulate per affrontare un periodo di grave crisi: secondo Bruxelles hanno funzionato, ma ora che la situazione è cambiata vanno modificate. In particolare, è necessario sostenere gli investimenti, che rimangono ancora sotto i livelli pre-crisi. Non si arriverà probabilmente alla golden rule chiesta dall’Italia (lo scomputo dal calcolo del deficit strutturale), ma la quota di investimenti verdi potrebbe essere inserita fra i criteri che inducono l’Europa a concedere flessibilità sui conti.

La Commissione ritiene inoltre che le regole debbano essere più comprensibili agli occhi dell’opinione pubblica, perché producono conseguenze politiche di rilievo sui governi che le applicano (o le ignorano).

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