Si è svolta nel capoluogo campano la quinta tappa di Obiettivo Italia 2025, l’iniziativa promossa dalla Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo guidata da Mauro Micillo. All’incontro hanno partecipato oltre 60 rappresentanti del mondo imprenditoriale del Mezzogiorno, una delle adesioni più alte registrate lungo il percorso, che finora ha toccato Vicenza, Firenze, Lonato del Garda e Torino.
I lavori si sono concentrati su temi di rilevanza per le imprese: evoluzione dello scenario macroeconomico, gestione dei rischi come leva strategica, impatto dei costi energetici e prospettive offerte dalle nuove tecnologie digitali.
“Il Mezzogiorno si è affermato negli ultimi anni come un polo attrattivo per capitali sia pubblici sia privati, beneficiando di una molteplicità di interventi infrastrutturali, industriali e tecnologici ed evidenzia filiere solide, innovative e sempre più aperte ai mercati internazionali – ha dichiarato Michele Sorrentino, Responsabile IMI CIB Italian Network di Intesa Sanpaolo -. Con Obiettivo Italia la Divisione IMI CIB conferma il proprio ruolo di partner, offrendo consulenza strategica e soluzioni finanziarie su misura per valorizzare le eccellenze dei territori e sostenere una crescita sostenibile e competitiva in un contesto in rapida evoluzione.”
La presenza sul territorio
Nella Regione Sud, l’Italian Network della Divisione IMI CIB opera attraverso i centri corporate di Napoli e Bari–Palermo con una squadra di 26 professionisti. L’area copre sei regioni (Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Calabria e Sardegna) e segue oltre 900 aziende riconducibili a circa 210 gruppi commerciali. Gli impieghi medi per cassa nel 2024 hanno raggiunto i 3 miliardi di euro.
Dopo Napoli, il programma prevede nuove tappe a Milano, Bologna e Roma.
Le analisi del Research Department
Il Research Department di Intesa Sanpaolo ha evidenziato come l’impatto dei dazi statunitensi sul manifatturiero italiano possa essere mitigato dalla qualità dei prodotti e dalle strategie di diversificazione dei mercati di sbocco. Gli Stati Uniti assorbono il 10,4% dell’export italiano, percentuale che per la Campania si traduce in 1,9 miliardi di euro nel 2024, pari a circa il 9% dell’export regionale.
Per la Campania, il settore agroalimentare guida le esportazioni verso gli Usa con 913 milioni di euro, seguito da automotive (326 milioni), sistema moda (114 milioni), aerospazio (94 milioni), meccanica (83 milioni) ed elettrotecnica ed elettrodomestici (76 milioni). Nel 2024 il saldo commerciale della regione con gli Stati Uniti è stato positivo per 1,1 miliardi di euro.
Secondo le analisi, le imprese campane hanno mostrato forte reattività alla minaccia dei dazi, cercando nuovi mercati e valutando l’apertura di filiali commerciali e produttive direttamente negli Stati Uniti.
Le prospettive per la Campania
Il tessuto industriale regionale presenta una buona diversificazione, con farmaceutica e agroalimentare al primo posto per valore esportato, seguiti da moda, elettrotecnica ed elettrodomestici e aerospazio. I nove distretti industriali monitorati hanno mantenuto nel 2024 livelli di export pari a 4,6 miliardi di euro, stabili rispetto all’anno precedente.
Secondo Intesa Sanpaolo, la crescita campana sarà sostenuta nel 2025 dalla ripresa dei consumi e dal miglioramento del potere d’acquisto delle famiglie, da investimenti favoriti da tassi di interesse più contenuti e dall’accelerazione nella realizzazione dei progetti legati al Pnrr. Una survey interna della banca segnala aspettative positive sul fatturato delle imprese regionali, con previsioni migliori rispetto alla media nazionale e prospettive favorevoli in settori come utilities, turismo, agroalimentare, meccanica, elettrotecnica, trasporti e logistica.