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INTERVISTA: Kristian Buziol il giardiniere che parla con i levrieri

La testimonianza di Kristian Buziol, che assieme alla compagna Lorella Zago, “rileggono” l’esperienza imprenditoriale del Nordest e la trasformano in un nuovo modello di impresa tutta impostata in un concetto di “green lifestyle for natural and high quality of life”.

INTERVISTA: Kristian Buziol il giardiniere che parla con i levrieri

Christian Buziol è un imprenditore trevigiano, di seconda generazione di vivaisti, che dopo gli studi in agraria si perfeziona in progettazione di giardini seguendo dapprima un corso specialistico in Inghilterra sotto la guida di Luciano Giubbilei “l’architetto che crea giradini che giocano con la luce” e poi negli Stati Uniti (Costa Ovest) con alcuni noti garden designer.

Dopo 25 anni di esperienza e committenze importanti che vedono la riorganizzazione di giardini storici come quello di Villa Freya in Asolo (ex residenza della esploratrice e saggista britannica) con i suoi lecci e rose antiche o quello di Villa Emo di Fanzolo, (opera del grande Andrea Palladio) con la sua architettura di viali di campagna e alberi secolari, Kristian decide di dedicarsi prevalentemente alla progettazione affidando il lavoro di implementazione alla manodopera “verde” che ricerca accuratamente nei diversi Paesi dove ora pianifica e realizza ambienti naturali nel rispetto della cultura locale con manodopera del posto.

Ed è in questo contesto di vita che conosce la sua compagna Lorella Zago, amante della natura e con un’esperienza aziendale nel settore agroalimentare di tutto rispetto, e assieme progettano un nuovo modello di impresa apparentemente dissociato ma che in realtà ha un solo e preciso filo conduttore “la salvaguardia della natura e ritrovare la sua perfetta armonia di condivisione con tutti gli elementi che la compongono”.

Kristian, che significato ha per te la natura? e fare impresa con la natura?

Viviamo in una società che ha saputo costruire molto, innovazione, tecnologie e un certo benessere, abbiamo costruito un mondo complesso e ora siamo in un cambio epocale, ma ciò che è stato fatto deve essere visto come qualcosa di positivo. Dalla nostra casa se guardiamo poco più in là, a valle, oltre le colline asolane, vediamo capannoni, ma non possiamo chiuderci gli occhi, ci sono e dobbiamo saper vedere oltre. Basterebbe risanare il paesaggio, inserire del verde anche alle pareti o sul tetto, oppure costruire viali che portano a questi “scempi di cemento”, si avrebbe così un nuovo microclima che favorirebbe anche un sistema di risparmio energetico e un modello più ecosostenibile.

E l’idea di Asolo Dog Resort come arriva?

Semplice, un giorno decidiamo di prendere un cane e un amico ci consiglia un link dove poter trovare levrieri che vengono utilizzati per le corse e una volta sfruttati abbandonati ad una fine pietosa. Ci innamoriamo di Bairon , che è tutt’ora con noi, poi arriva Prince ed altri, oggi sono 5 e tutti vivono rispettosi nel nostro modello di vita e di lavoro, ci accompagnano in casa, in ufficio o mentre siamo nei giardini a progettare. E così abbiamo aperto la nostra casa che si è trasformata in un “Resort per 4 zampe”: si sa che spesso non si sa dove lasciare il proprio cane e si ha sempre il timore di come possa essere trattato se messo in una pensione. Da noi è un’ospite come un caro amico, che sta con noi mentre conversiamo, lavoriamo o semplicemente ce ne stiamo a godere il paesaggio che sta prendendo forma. I nostri clienti sono i cani e i loro padroni li accompagnano da noi per una vacanza, che consente alle persone di sentirsi serene nel dover prendere un’aereo o affrontare anche un breve viaggio con la preoccupazione di aver lasciato soli a casa i loro amici.

Una passione dentro ad una professione o viceversa, che mi pare di capire stia già evolvendo…giusto?

Esattamente, infatti ogni cosa sta prendendo forma…a breve ci trasferiamo in una casa di campagna immersa nelle colline qui vicino, con oltre 30 mila metri di verde, dove ci sarà un’area dedicata alla progettazione, un’altra area dedicata al dog resort  e un’ultima che sarà curata da Lorella, che prevede la realizzazione di un frutteto biologico con vecchie varietà di frutta, come i melo antico, il biricoccolo o le diverse tipologie di ciliegio. Una sorta di “pick fruit on” che potrà far rivivere alle persone il gusto, l’emozione di raccogliersi da soli la frutta coltivata in maniera tutta naturale. Poi con piccoli passi completeremo l’intero progetto per quel fine che non è altro di voler cercare di realizzare un’impresa con un preciso stile di vita che consente all’uomo di riprendersi ciò che si è ormai ha perduto, il rispetto e la qualità della vita qualunque essa sia.

Inoltre sarà il luogo dove continuerà la nostra collaborazione con il fotografo belga Paul Croes  dove è possibile realizzare shooting con protagonista il proprio amico a quattro zampe, il prossimo appuntamento si terrà dal 2 al 17 agosto e sarà una nuova occasione per affinare ulteriormente il nostro progetto.

Come vedi il futuro in generale? e in Italia?

Sono sempre positivo, ci vorrà del tempo, forse cinque anni per vedere una rinascita. Il tessuto economico e industriale della manifattura “è scappato” dobbiamo solo saper cogliere dalle esperienze passate il meglio, ma il domani che ci aspetta è legato ad un nuovo modello di vita, credo sempre più al turismo e ad un impresa che sa far “accoglienza”. Del resto l’Italia ha un patrimonio immenso che è difficile cancellare e poi diciamo pure…siamo sempre noi a criticarci, mentre l’estero continua ad amarci anche con tutti i nostri gossip o continue vicissitudini politiche. Dobbiamo solo pensare che c’è un futuro nuovo nelle nostre mani, e dobbiamo “sagomarlo” esattamente come un bravo giardiniere che pota i rami secchi perchè l’albero diventi rigoglioso e fruttuoso.

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