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Internet, big Usa recuperano. Bce: c’è un giudice a Berlino

La Borsa americana, sostenuta anche dal petrolio, rimbalza sulla scia dei giganti high-tech – Europa con il fiato sospeso per il verdetto dei giudici tedeschi sugli acquisti Bce – Oggi i conti Fca

Internet, big Usa recuperano. Bce: c’è un giudice a Berlino

Per la prima volta da oltre un mese, le vittime negli Usa sono state meno di mille. Un piccolo motivo di conforto anche per i mercati statunitensi, che hanno chiuso la seduta in terreno positivo, cosa che promette di favorire la ripresa dei listini europei dopo l’avvio assai negativo di maggio. Le nuove minacce di Donald Trump nei confronti della Cina non hanno frenato il rimbalzo, sostenuto dalla riscossa del petrolio e, soprattutto, dal recupero dei veri padroni del mercato Usa: da sole, Apple, Alphabet, Amazon, Facebook e Microsoft sono arrivate a valere ieri un quinto della capitalizzazione dell’S&P500, il 45% dell’indice S&P100. Il rimbalzo dei giganti, maltrattati la scorsa settimana dopo la pubblicazione dei conti trimestrali, è stato sufficiente a dare ossigeno stamane alle poche piazze asiatiche aperte.

HONG KONG +0,7%, PIL AI MINIMI DAL 1974

La Borsa di Hong Kong (+0,7%) rimbalza dal -4,2% di ieri, anche se il -9% registrato dal prodotto interno lordo nei primi tre mesi dell’anno è il peggior dato dal 1974. Salgono lo Strait Times di Singapore e il Taiex di Taipei. L’indice S&P ASX 200 di Sidney si mette in luce con un rialzo dell’1,3% nel giorno delle comunicazioni della banca centrale dell’Australia. Mumbai +1,5%. Sono chiuse per festività Tokyo, Shanghai e le borse della Corea.

RIMBALZANO I BIG DELLA TECNOLOGIA

Ieri sera i mercati Usa sono tornati in terreno positivo grazie alla spinta del Nasdaq (+1,23%). Positivi sia il Dow Jones (+0,11%) che l’S&P 500 (+0,42%).

In grande salute i titoli leader della tecnologia, da Amazon (+1,2%, ma -7% venerdì) a Microsoft (+2,5%), passando per Facebook (+1,5%). Nvidia e Netflix hanno guadagnato il 3%.

APPLE LANCIA UN BOND DA 8,5 MILIARDI

Apple (+1,4%) ha lanciato stanotte con successo un’emissione di bond a tre, cinque, dieci e trenta anni da 8,5 miliardi per sostenere il piano di buy back. La forza della domanda è stata tale da permettere al produttore dell’iPhone di rivedere al ribasso le indicazioni sul rendimento del titolo a due anni di 35 punti base.

La tenuta del credito è garantita, per grandi e piccoli, pubblici e privati, dall’azione della Fed, che ha tra l’altro assicurato che a giorni incomincerà a comprare Etf oltre a strumenti che hanno come sottostante bond sotto l’Investment Grade. Nel corso di maggio entrerà in funzione anche il programma di erogazione straordinarie di finanziamenti alle grandi aziende.

Non solo Fed. La California ha annunciato di aver ottenuto da Washington un prestito da 340 milioni di dollari, la prima tranche di una linea di credito da 11 miliardi di dollari. Anche l’Illinois ha avuto il via libera per 12,6 miliardi di dollari.

WASHINGTON SI INDEBITA PER 4.500 MILIARDI, RISALE IL PETROLIO

Nel 2020, scrive stamane il Wall Street Journal, le emissioni obbligazionarie saliranno a 4.500 miliardi, più del triplo dell’anno precedente (1.280 miliardi).

La riapertura delle attività favorisce il recupero del petrolio. Il Brent è in rialzo stamane del 5% a 28,4 dollari il barile. Il Wti (+3,1%) risale sopra i 20 dollari. A Cushing, la cittadina dell’Oklahoma dove si incrociano i principali oleodotti del Nord America, il petrolio contenuto nei serbatoi ha registrato negli ultimi giorni un incremento modesto, il più piccolo degli ultimi due mesi.

Ieri a Piazza Affari ci sono stati pesanti perdite per Eni (-4,2%) e Tenaris (-4,5%). Saipem (-2,5%) ha ricevuto un ordine da 280 milioni di euro relativo alla costruzione di gasdotto nel Mar Baltico.

EUROPA IN ROSSO. OGGI IL VERDETTO DEI GIUDICI TEDESCHI

Maggio si è aperto in salita per le borse europee, frenate da trimestrali in profondo rosso e dall’eco delle nuove frizioni ostilità tra Cina e Stati Uniti. Ma l’Eurozona potrebbe avere un problema in più. Oggi la Corte Costituzionale tedesca, dopo un’interminabile istruttoria, si pronuncerà sulla legittimità degli acquisti di titoli da parte della Bce, ai sensi della Costituzione tedesca. Sarà solo la prima tappa di un percorso ad ostacoli che culminerà nella riunione dell’Eurogruppo, in agenda venerdì. Nello stesso giorno ci sarà il verdetto di Moody’s e di Dbrs sul rating italiano: gli esami non finiscono davvero mai.

MILANO -3,7%, A FRANCOFORTE PRECIPITA THYSSEN

L’avvio della Fase 2 non scalda Milano. Piazza Affari ha lasciato sul terreno il 3,7%, fermandosi a 17.035 punti.

Non è andata meglio agli altri listini. Parigi (-4,24%) è il fanalino di coda. Société Générale (-8%) guida la ritirata delle banche. Il pdg Frédéric Oudea prevede accantonamenti per 5 miliardi per fronteggiare le perdite della clientela. Sprofonda alla vigilia dei conti Total (-7%).

In profondo rosso anche Francoforte (-3,61%). La promessa degli aiuti di Stato frena la discesa di Lufthansa (-3%), ma intanto precipita Thyssen Krupp: la vendita della divisione ascensori, confessa il cda, non sarà sufficiente a sostenere il buco dell’acciaio.

Perdono colpi anche Madrid (-3,60%) e Zurigo (-2,50%).

Londra -0,54%: il calo della sterlina (-1,3% sul dollaro) ha permesso alla Borsa di contenere la flessione.

AUTO: IN UN MESE VENDUTE SOLO 4.279 VETTURE (-96%)

Sono state soltanto 4.279 (-96%) le auto vendute nel mese di aprile in Italia. Nel quadrimestre il calo è di oltre il 50%. Fca ha immatricolato 1.620 vetture (-98%). È l’ultima drammatica conferma delle conseguenze dell’aprile nero per l’economia, travolta dall’epidemia già segnalata dalla brusca contrazione degli indici Pmi sull’attività manifatturiera, precipitati in Italia ai minimi degli ultimi 22 anni. Il Bel Paese è crollato a quota 31,1, ben al di sotto del confine tra espansione e stagnazione, fissato a quota 50. L’Olanda limita i danni a 41,3 punti, peraltro il dato peggiore da 11 anni.

GLI ACQUISTI BCE SALVANO I BTP

Nel finale di seduta il Btp è passato in territorio positivo, sotto la spinta degli acquisti della Bce. Il tasso del decennale italiano si è attestato a 1,75%, da 1,83% della mattina e da 1,78% del finale di giovedì 30 aprile.

Lo spread tra Italia e Germania sul tratto decennale si è ristretto a 232 punti base, da 241 in avvio.

Ad aiutare i Btp ha contribuito la diffusione dei dati sugli acquisti Bce, che hanno dimostrato ancora una volta come la Banca centrale nel mese di aprile abbia favorito il Btp sul Bund, discostandosi dai capital key per il secondo mese consecutivo.

MA FINCANTIERI PRENDE IL LARGO

A portare un po’ di buonumore in Piazza Affari è stata Fincantieri (+11,47%), che ha così festeggiato la commessa, lungamente inseguita, in arrivo dalla US Navy. Il Dipartimento della Difesa statunitense ha assegnato alla controllata americana della società triestina, Marinette Marine, un contratto del valore di quasi 800 milioni di dollari per la progettazione di dettaglio e la costruzione di un’unità per le nuove fregate lanciamissili della US Navy, primo passo di un accordo che prevede l’opzione per 9 ulteriori navi, oltre al supporto post-vendita e l’addestramento degli equipaggi, che porteranno il valore complessivo a 5,5 miliardi di dollari. La US Navy prevede la costruzione di altre 10 unità, per un totale di 20.

FERRARI SBANDA POI ACCELERA

Seduta a due volti per Ferrari: il titolo della Rossa è sceso del 4,6% in mattinata dopo il primo impatto della revisione al ribasso dei target imposto dallo stop causato dal coronavirus. La reazione però è stata immediata: +1,5% a fine giornata. L’ad Lou Camilleri ha dichiarato che la società è in forma “relativamente buona e può affrontare un rallentamento prolungato”. I ricavi sono scesi del 3% anno su anno a 932 milioni di euro. L’utile operativo rettificato è stato pari a 220 milioni di euro (-5,4% anno su anno). Nel 2020 i ricavi dovrebbero essere compresi tra 3,4 e 3,6 miliardi di euro, con ebit rettificato intorno a 700 milioni di euro. Il portafoglio ordini “è ben oltre” i 12 mesi.

Seduta pesante per Fca (-5,64%), che oggi esaminerà i conti del trimestre, e per Cnh (-7,56%).

SOTTO TIRO ATLANTIA. ELLIOTT SCENDE IN TIM

Deboli le utility, ma fa eccezione Acea (+2,3%) promossa a buy (comprare) dagli analisti di Kepler Cheuvreux.

Tonfo di Atlantia (-6,5%). Nella relazione finanziaria di Autostrade per l’Italia pubblicata sabato scorso, la società scrive che il ministero dei trasporti ha chiesto di aumentare l’importo della compensazione di 2,9 miliardi proposta da Atlantia a marzo. Il ministero ha anche chiesto l’accettazione del modello tariffario ART e l’individuazione degli eventi “catastrofali” che possano far terminare il contratto di concessione prima della scadenza.

In caduta anche Tim (-4,5%). Il fondo Elliot ha ridotto ancora la sua partecipazione scendendo al 5,127% dal 6,97%, secondo gli aggiornamenti Consob.

Frena dopo l’avvio euforico Diasorin (+0,1%). La rivale Roche ha annunciato di aver ottenuto dalla Food and Drug Administration americana l’autorizzazione alla messa in commercio del suo test per il coronavirus. La società punta a raddoppiare entro la fine dell’anno la produzione, ad oltre 100 milioni di kit al mese.

BANCHE DEBOLI, BPM STRINGE IL PATTO CON CREDIMI

Contrastate le banche: Intesa Sanpaolo -3,2%, Unicredit -5,7%. Bene Banco Bpm (+1%). L’istituto ha deciso di affiancare Credimi, gruppo fintech europeo specializzato nel finanziamento digitale alle imprese, per l’acquisto di una quota della cartolarizzazione Italianonsiferma. Bper +1%.

Invariata Unipol. L’assemblea ha approvato l’introduzione del sistema di voto maggiorato grazie al quale le Coop azioniste, a fronte di una partecipazione complessivamente pari al 48%, disporranno di una percentuale dei diritti di voto di quasi il 65%.

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