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Indennità Partite Iva e professionisti: le risposte del Mef sul Cura Italia

Il ministero dell’Economia fornisce chiarimenti ai dubbi più diffusi sul Cura Italia e in particolar modo sull’indennità per partite Iva e autonomi e sui fondi per i professionisti iscritti agli ordini

Indennità Partite Iva e professionisti: le risposte del Mef sul Cura Italia

Arrivano le faq del ministero dell’Economia sul Cura Italia, il provvedimento economico chiamato a sopperire (in parte) alle difficoltà create dal Coronavirus. Dalla prossima settimana dovrebbero infatti cominciare a vedersi i primi effetti del decreto approvato dal Governo lo scorso 16 marzo e viale XX Settembre fornisce ai cittadini le risposte alle domande più frequenti. Che impatto avranno queste misure? Chi ne beneficerà? Come e da quando? 

INDENNITA’ 600 EURO: CHI LA RICEVERA’ E QUANDO

Le faq del Mef si suddividono in quattro macro aree: sanità, lavoro, liquidità a famiglie e  imprese, fisco. Partiamo dall’indennità da 600 euro che il Governo ha deciso di erogare alle Partite Iva e agli autonomi iscritti alla gestione separata e dagli interrogativi relativi ai professionisti con cassa che non avranno accesso al beneficio, ma potranno contare sul cosiddetto “Fondo di Ultima Istanza”.



Per lavoratori autonomi e Partite Iva l’iter che porterà l’INPS a erogare l’indennità di 600 euro partirà la prossima settimana. Ad averne diritto saranno “circa 5 milioni di persone. Si tratta di un bonus ‘una tantum’, che si riferisce per adesso soltanto al mese di marzo e che sarà accessibile dal sito dell’Inps con una procedura, a partire dalla settimana prossima. È una sorta di reddito di cittadinanza universale”, ha spiegato il numero uno dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, Pasquale Tridico, durante un’intervista rilasciata al programma Tv di La7, Di Martedì. 

Chi riceverà questi soldi? Professionisti non iscritti agli ordini, co.co.co. in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo, lavoratori agricoli. 

Per averli, ha continuato Tridico “basterà un pin che verrà rilasciato direttamente sul sito dell’Inps con un messaggino di conferma poi sul proprio cellulare. Come si chiede? Non c’è un requisito economico per accedere, se non per i lavoratori nel settore del turismo, che dovranno dimostrare di aver lavorato fino al 17 marzo“. 

Nei prossimi giorni l’INPS dovrebbe rilasciare una circolare con tutte le istruzioni operative. Nel frattempo però il ministero dell’Economia fornisce alcuni spunti utili per prepararsi e capire chi deve fare cosa. Vediamoli uno per uno.

Si parte con un chiarimento fornito ai co.co.co e ai soci di società di persone o di capitali: 

Con quali modalità viene erogata l’indennità per i professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa?

I beneficiari dovranno presentare domanda presso le casse professionali di appartenenza.

I soci di società di persone o di capitali che per obbligo di legge devono iscriversi alle gestioni speciali dell’Ago, (non classificabili come lavoratori autonomi perché svolgono l’attività in forma societaria) sono tra i destinatari dell’indennità di 600 euro per il mese di marzo? E in caso di risposta affermativa, i 600 euro sono da riconoscere a tutti i soci?

Sì, se i singoli soci sono iscritti a gestioni dell’INPS. L’indennità riconosciuta dall’articolo 28 è infatti personale e non attribuibile alla società in quanto tale.

Fonte: ministero dell’Economia

PROFESSIONISTI ISCRITTI AGLI ORDINI: LE FAQ DEL MEF

La prima risposta fornita dal Mef si riferisce proprio al “nodo dolente”: quello dei professionisti iscritti ai vari ordini professionali che non avranno accesso all’indennità da 600 euro. Nelle ultime settimane la questione ha suscitato non poche polemiche e le singole casse di previdenza stanno cercando una strategia per cercare di non lasciare i propri iscritti alla mercè della crisi. Cosa dice il ministero sul tema?

L’indennità prevista per i professionisti non dipendenti, ma in regime di libera attività regolata da partita IVA, è prevista solo per quelli non iscritti a un ordine professionale?

I professionisti in regime di libera attività rientrano nelle disposizioni dell’art.44 del decreto, che istituisce il ‘Fondo per il reddito di ultima istanza’. Sono allo studio con le casse professionali i criteri di accesso e le modalità di erogazione del beneficio.

Fonte: ministero dell’Economia

IL FONDO DI ULTIMA ISTANZA

Per il momento bisogna dunque attendere, anche perché i meccanismi di funzionamento del Fondo di ultima istanza non sono stati ancora stabiliti, ma ci sono comunque alcune novità.

Come verrà impiegato il Fondo di ultima istanza e, in particolare, a quanto ammonterà la misura per ogni persona?

Prevede l’assegnazione di 600 euro a testa. Le platee dei destinatari verranno decise a giorni con un provvedimento di prossima emissione.

Fonte: Mef

Questa la regola generale. Il fondo, dotato di 300 milioni di euro, oltre a tutelare i professionisti iscritti agli ordini, servirà anche per i dipendenti a tempo e per babysitter, colf e badanti.

Quali tutele si prevedono per i dipendenti a tempo che scadono in questo periodo? Finiscono nel fondo di ultima istanza? 

Allo stato il fondo dell’articolo 44 è rivolto ad una platea sufficientemente onnicomprensiva da comprendere anche questi soggetti, ove fossero esclusi da qualunque altra forma di tutela.

Il provvedimento contiene strumenti di tutela per babysitter, badanti e collaboratori/trici familiari?

La situazione di colf e badanti è attualmente in considerazione, in vista di un loro inserimento tra i beneficiari del Fondo residuale previsto nell’articolo 44.

Fonte: Mef

GLI AGENTI DI COMMERCIO

Un altro chiarimento riguarda gli agenti di commercio:

Gli agenti di commercio che oltre all’iscrizione alle gestioni speciali Ago hanno l’obbligo di essere iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria come l’Enasarco, hanno diritto all’indennità di 600 euro?

Gli agenti di commercio sono esclusi dalla platea dei destinatari dell’articolo 28, che riguarda solo coloro che non siano iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ma rientrano, con tutti gli altri soggetti iscritti alle casse, nelle previsioni dell’articolo 44 che istituisce un Fondo per il reddito di ultima istanza al fine di garantire misure di sostegno al reddito sia per i lavoratori dipendenti che per quelli autonomi.

Fonte: Mef

IL FONDO PMI

Un ulteriore dubbio chiarito da via XX Settembre riguarda la platea di riferimento del Fondo Pmi previsto dal decreto Cura Italia.

Chi può accedere al Fondo PMI?

Al Fondo PMI possono accedere le ditte individuali e tutti i professionisti iscritti ad albi o elenchi (tenuti dal MiSE). L’artigiano, l’idraulico o il titolare del bar già sono ricompresi fra queste categorie e quindi possono accedere al Fondo. Per microcredito e “importo ridotto” (fino a 20.000 incrementabili) il Fondo ammette già alla garanzia senza valutazione e all’80%.

Fonte: Mef

FISCO

Altra materia delicata è il fisco: 

Sui sussidi alle partite IVA, chi ha una cartella esattoriale può accedervi? E per la Naspi? 

Per le partite IVA non è prevista l’indennità della NASPI, per loro sono previsti i 600 euro di beneficio per il mese di marzo. Beneficiano inoltre del blocco di esazioni dell’Agenzia entrate come tutti gli altri.

Tra i versamenti sospesi e prorogati al 31 maggio sono inclusi anche quelli a carico del datore di lavoro che sospende il versamento della retribuzione?

Sono sospesi fino al 30 aprile 2020 – in favore dei soggetti operanti nei settori maggiormente colpiti dall’emergenza in atto – i versamenti delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, nonché gli adempimenti e i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. Con specifico riferimento alle ritenute fiscali, tale disposizione non può trovare applicazione nel caso in cui il datore di lavoro non corrisponda le retribuzioni, in quanto non opera le ritenute oggetto di sospensione.

Fonte: Mef

PERMESSI 104 E VOUCHER BABYSITTER

L’estensione della durata dei permessi retribuiti trova applicazione anche nei confronti dei dipendenti che usufruiscono già dei permessi mensili retribuiti riconosciuti dalla legge 104?

Sì, ulteriori chiarimenti saranno forniti attraverso apposita circolare INPS di prossima emanazione.

L’equiparazione del periodo trascorso in quarantena o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva alla malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento, e non computabile ai fini del periodo di comporto, trova applicazione anche nei confronti dei dipendenti pubblici?

Nel decreto ‘Cura Italia’ è prevista l’applicazione ai soli lavoratori del settore privato, in quanto nel DL del 9 marzo 2020 è presente una norma equivalente che si applica ai lavoratori del settore pubblico.

Nell’ipotesi di proroga della chiusura delle scuole e delle attività, cosa si intende fare per estendere le misure per la childcare e, in particolare, quelle rivolte ai lavoratori autonomi?

Il voucher babysitter vale anche per gli autonomi. In caso di proroga di chiusura delle attività potrà essere rinnovato.

Fonte: Mef

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