Imprese di stranieri crescono. A fine giugno 2025 in Italia sono 678mila, l’1,7% in più di giugno 2024: nei primi sei mesi dell’anno le iscrizioni hanno sfiorato le 37mila unità (-267 rispetto al 2024) mentre 20.754 (-804) sono state le cessazioni. Il saldo positivo supera le 16mila imprese. A mostrarlo è il report semestrale realizzato nell’ambito del progetto Futurae – Programma Imprese Migranti, nato dalla collaborazione tra MLPS e Unioncamere e finanziato dal Fondo Nazionale per le Politiche Migratorie. Secondo il report curato da InfoCamere – che ha realizzato anche la Dashboard interattiva da cui consultare i dati principali – a trainare l’imprenditoria straniera nel primo semestre 2025 sono state le costruzioni e l’agricoltura (+3,2% e +3,7% su base annua), che rappresentano rispettivamente il 25% e il 3% del totale. Il commercio resta il settore più rappresentativo con 275mila imprese e segna un lieve recupero (+0,1%). In crescita anche l’industria manifatturiera (+1,1%), dove operano oltre 50mila imprese straniere.
È una imprenditoria che si rafforza anche strutturalmente quella straniera in Italia. Infatti, la crescita è generato soprattutto dalle società di capitale, che nell’ultimo anno sono aumentate dell’11,4%, superando quota 147mila, a fronte di una tenuta delle imprese individuali, che rappresentano tuttavia il 72% del totale. Gli imprenditori stranieri scelgono soprattutto il Nord Ovest, dove si concentra il 32% delle imprese straniere in Italia. Le regioni nord occidentali mostrano infatti la crescita più sostenuta su base annua (+3,6%), superiore a quella del Nord Est (+2,8%). Lieve calo invece nel Mezzogiorno (-0,5%) e sostanziale stabilità al Centro (+0,3%), che detengono rispettivamente la maggiore e la minore incidenza della componente straniera sul totale delle imprese.
Prato la provincia con più incidenza, Marocco il principale Paese di provenienza
Prato si conferma la provincia con la maggior incidenza di imprese straniere (32,7%), seguita da Trieste (20%). Imperia (18,2%) prende il terzo posto sostituendosi a Firenze (18,1%). All’estremo opposto, Barletta-Andria-Trani è la provincia con la minore incidenza, ultima nella classifica composta da sole province del Mezzogiorno. Analizzando le sole imprese individuali – le uniche per le quali è possibile stabilire una coincidenza con il Paese di origine del titolare – emerge che Marocco, Romania e Cina sono principali Paesi di provenienza dell’imprenditoria straniera in Italia (34% del totale), seguiti da Albania, Bangladesh e Pakistan (19%) e quindi da Egitto, Nigeria e Senegal (11%). Le preferenze sono marcate sia per localizzazione che per settori.
I nati in Marocco vantano la massima incidenza nelle province dello Stretto (Catanzaro, Reggio Calabria e Messina) e operano in prevalenza nel commercio (21,6%) . I romeni, molto presenti nelle costruzioni (22%), raggiungono la massima incidenza a Viterbo, Torino, Cremona. I cinesi invece mostrano un’elevata incidenza e concentrazione in Toscana (Prato con il primato assoluto del 68% e Firenze con 27%) ma anche nelle Marche (Fermo con 29%) e una forte concentrazione nel manifatturiero e nei servizi ricreativi e di intrattenimento.
