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Il rialzo morbido dei tassi Usa piace ai mercati: la Yellen fa salire le Borse e il dollaro

Con l’aumento dello 0,25% dei tassi Fed la Yellen ha chiuso un’epoca ma la gradualità dei rialzi piace ai mercati e rafforza il dollaro – I futures vedono anche le Borse europee in salita dopo Wall Street e l’Asia – Continua la discesa del petrolio – Vivendi: Cda Telecom non si tocca – City folgora A2A – Pinifarina risale del 50% – Rcs: aumento inevitabile

Il rialzo morbido dei tassi Usa piace ai mercati: la Yellen fa salire le Borse e il dollaro

Il rialzo dei tassi Usa è arrivato: i Fed fund salgono ad un range tra lo 0,25 e lo 0,50%, un quarto di punto in più del precedente -0,25%. Dopo nove anni gli Usa archiviano la politica dei tassi zero. Una decisione storica ma ampiamente annunciata che, ha sottolineato la stessa Janet Yellen, chiude “un periodo straordinario durato sette anni” in cui il denaro a tassi bassi ha reso possibile la ripresa dell’occupazione. 

“Ci siamo mossi solo adesso – ha spiegato il presidente della Fed – perché sono maturate le condizioni positive sul fronte dell’occupazione e dell’inflazione”. La politica della Banca centrale, ha aggiunto, “resterà accomodante” e gli aumenti futuri saranno “molto graduali”, perché l’obiettivo dell’inflazione al 2% è ancora lontano. 

La tabella di marcia prevede, se i dati lo permetteranno, aumenti per un totale dell’1% entro la fine dell’anno prossimo. “La Fed – scrive Mohammed El-Erian di Allianz – ha dato il via alla fase di aumenti più morbida della storia finanziaria”.

La mossa, decisa all’unanimità dal comitato monetario della Banca, è stata accolta con favore dai mercati. A Wall Street l’indice Standard & Poor’s ha chiuso con un rialzo dell’1,5%, a quota 2.073,07 punti. Dow Jones +1,26%, Nasdaq +1,52%. In evidenza Goldman Sachs, che ha guadagnato il 2,5%, miglior blue chip. General Electric +2,2%: il conglomerato industrial-finanziario ha annunciato un piano di buy back da 18 miliardi di dollari.

I t-bond a 2 anni, i più sensibili all’andamento dei tassi a breve, sono saliti oltre l’1% per la prima volta dall’aprile 2010.

BENE L’ASIA SU’ ANCHE GLI EMERGENTI

Positiva stamane anche la risposta dei mercati asiatici. A Tokyo l’indice Nikkei ha aperto a +2,4%. Bene anche Sidney (+1,7%) e Shangahi (+1,1%). Bene anche gli Emergenti, potenzialmente i più colpiti dal rialzo dei tassi (e del dollaro). Kuala Lumpur +0,6%, Giacarta +1,3%. 

SALE IL DOLLARO, I FUTURES EUROPEI IN SALITA

Sale il dollaro, trattato a 1,0852 nei confronti dell’euro (-0,6%) e dello yen (-0,3% a 122,55). Continua intanto la discesa pilotata dello yuan, in ribasso per il nono giorno di fila a 6,457 sulla valuta Usa: rispetto ai prezzi di inizio agosto il ribasso è del 5,88%. 

E’ attesa una risposta positiva stamane anche dai listini europea dopo una seduta poco mossa ieri, in attesa dell’appuntamento con la Fed. I futures segnalano: Londra + 69 pb, Parigi +65 pb, Francoforte +125 pb. Piazza Affari (-0,29%) ha chiuso ieri in lieve ribasso rispetto a martedì. Meglio Londra (-0,72%) davanti a Parigi (+0,18%) e Francoforte (+0,22%). Invariata Madrid. In evidenza i titoli del settore Automotive (Stoxx +1,3%) e i Petroliferi (+0,9%). Sul mercato obbligazionario il rendimento del decennale è salito all’1,7%, spread in leggero miglioramento a 102 punti.

CONTINUA LA DISCESA DEL GREGGIO

Torna a scendere il petrolio: il brent è calato a 37,27 dollari al barile, il Wti a 35,54. Pesa l’aumento inatteso delle scorte Usa. Intanto i leader del congresso Usa hanno raggiunto l’accordo che prevede, dopo 40 anni, la possibilità di esportare il greggio dagli Usa. A Wall Street l’indice degli energetici è l’unico a chiudere in ribasso di mezzo punto. Eni segna un progresso dello 0,1%, Tenaris arretra dell’1%.

IL GIUDIZIO DI CITI FOLGORA A2A (-6,1%)

A guidare il rally delle Brse Usa è stato il settore utilities (+2,6%), il primo a trarre beneficio dal calo dei tassi. Diversa la trama di Piazza Affari, dove A2A (-6,1%) è stato il peggior titolo del paniere principale. Il tonfo è legato al giudizio di Citigroup che ha retrocesso la società lombarda a Neutral da Buy con un prezzo obiettivo ridotto a 1,30 euro dagli 1,50 euro precedenti. 

Martedì il titolo aveva segnato la quotazione più elevata dall’estate 2010 a 1,3670 euro. Il progresso da inizio anni è del 51%. Gli analisti sono ottimisti su A2A: secondo Bloomberg su 12 raccomandazioni sul titolo, 10 sono Buy e due Hold, solo un Sell. Il target price medio è di 1,538 euro. Enel ha chiuso invariata.

TREVI +25% IN MISSIONE ALLA DIGA DI MOSUL 

Grandi affari in vista nello scacchiere del Medio Oriente. Da rilevare il balzo di Trevi (+25,32%) dopo la conferma che la società di Cesena, partecipata dal Fondo Strategico, è l’unico candidato in campo per la commessa da 2 miliardi di dollari per i lavori di riparazione della diga di Mosul, in Iraq. 

Il gruppo è intervenuto con una nota in cui spiega che l’impianto, situato a 35 chilometri a nord di Mosul, è seriamente danneggiato. Il rischio è di un cedimento che potrebbe avere gravi conseguenze mettendo a rischio le province di Ninive, Kirkuk e Salahuddin, causando seri danni nella pianura dell’Eufrate fino a Baghdad, 350 chilometri a sud. 

Intanto Prysmian (-1%) ha annunciato un investimento di 100 milioni di euro per salire al 51% di Oman Cables Industry, di cui già possedeva una quota del 34,7%.

PININFARINA RISALE DEL 50%. FCA INVARIATA

Tra gli altri industriali avanza Finmeccanica (+1,5%), mentre è in ribasso Stm (-2%). Fiat Chrysler ha chiuso invariata. Brusco rimbalzo di Pininfarina (+50% a 1,965 euro) dopo il tonfo di lunedì in scia alla notizia che Mahindra rileverà il 76,063% del capitale del gruppo da Pincar a un prezzo di 1,10 euro per azione. Mahindra lancerà quindi un’offerta pubblica totalitaria sulle azioni ordinarie allo stesso prezzo. Ma non è previsto il delisting da Piazza Affari.

FRENA TELECOM. DE PUYFONTAINE: IL CDA NON SI TOCCA

Arretra Telecom Italia (-0,7%) nel giorno dopo l’affermazione in assemblea del primo azionista, la francese Vivendi, che è riuscita a inserire quattro suoi rappresentanti nel Cda e ha bloccato la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie. L’Ad di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, neo consigliere dell’ex incumbent, ha escluso nuovi cambiamenti nel Cda del gruppo italiano nel breve termine. 

“Non è in agenda, non è assolutamente in discussione”, ha detto de Puyfontaine uscendo dal Cda di Telecom e rispondendo a una domanda sulla possibilità di nuovi cambiamenti nel board. “Abbiamo già fatto i cambiamenti ieri”. De Puyfontaine ha detto di aver avuto discussioni molto interessanti sul futuro del gruppo italiano con gli altri componenti del Cda. Mediobanca Securities ha confermato la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 1,51 euro

BANCHE CONTRASTATE, VOLA AZIMUT

Contrastate le banche dopo il balzo di martedì: Unicredit -0,5%, Intesa -0,7%,Monte Paschi -1,3%. Nel risparmio gestito spicca il rialzo di Azimut (+2,1%). 

TOD’S AZZERA I GUADAGNI 2015

Nel lusso lo scivolone di Tod’s ha invertito la tendenza positiva dell’apertura e dal massimo di 75,10 euro e ha chiuso in calo del 2,5% a 72,65 euro azzerando la performance da inizio 2015. Gli analisti di Raymond James hanno tagliato il target price sul titolo a 68 euro dai 72 precedenti, confermando il giudizio negativo Underperform. 

Luxottica (-1,08%) ha annunciato di avere rinnovato la licenza con Dolce & Gabbana fino al 31 dicembre 2025. Da inizio anno il titolo sale del 33%.

RCS: L’AUMENTO NON E’INEVITABILE

In ripresa Rcs Mediagrup (+ 4,34%). In assemblea l’ad Laura Cioli ha dichiarato che “l’aumento di capitale non è inevitabile” aggiungendo che “la delega” al Cda “consente una maggiore flessibilità ma non implica la necessità di fare adesso l’aumento di capitale”. Il nuovo piano industriale sarà esaminato dal Consiglio venerdì prossimo e sarà presentato al mercato lunedì 21 dicembre. 

Bene Cairo Communicarion (+3,8%): Mediobanca Securities ha confermato la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 5,67 euro. In ascesa infine Fiera Milano (+9,06%). La Camera di Commercio di Milano, azionista al 6,36% attraverso la Parcam, ha deliberato di esercitare integralmente i diritti di opzione sull’aumento di capitale. Il nuovo piano industriale sarà esaminato dal Consiglio venerdì prossimo e sarà presentato al mercato lunedì 21 dicembre.

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