Il Napoli mette la freccia. Gli azzurri di Conte espugnano Lecce e tornano in testa da soli, seppur in attesa di Roma-Parma (ore 18.30). Solo Gasperini, in caso di successo, potrebbe agguantarli a quota 21 punti, mentre alle altre non resta che vincere per non perdere ulteriore terreno. Il Milan di Allegri ci ha provato ma non ci è riuscito, fermato dall’Atalanta di Juric sull’1-1, e questa sera potrebbe essere raggiunto dall’Inter, previa vittoria sulla Fiorentina (20.45). Discorso a parte per la Juventus, divisa tra l’esigenza di trovare un nuovo allenatore e quella di battere l’Udinese (18.30). La prima verrà colmata da Luciano Spalletti, prossimo a firmare il contratto e a diventare il nuovo tecnico bianconero, mentre alla seconda penserà Brambilla, chiamato a riannodare un filo con il successo che manca addirittura dal 13 settembre.
Atalanta – Milan 1-1: Ricci illude Allegri, Lookman salva Juric
Finisce in parità l’anticipo di Bergamo tra Atalanta e Milan. Un 1-1 che frena un po’ le ambizioni di entrambe, con i rossoneri di Allegri che scivolano a -3 dal Napoli capolista e la squadra di Juric ancora in astinenza di vittorie. Partita intensa ma poco spettacolare, con un primo tempo dominato dalla Dea e una ripresa più equilibrata, in cui nessuna delle due è riuscita a piazzare la zampata decisiva. L’avvio è subito favorevole al Milan, che passa alla prima occasione: sugli sviluppi di un corner, Ricci calcia dal limite e trova la deviazione decisiva di Ederson, che spiazza Carnesecchi e vale l’1-0 (4’). L’Atalanta reagisce con carattere e prende in mano il gioco, spinta da un Pasalic ispirato e da un Lookman sempre pericoloso. Dopo una lunga pressione, al 35’ arriva il meritato pareggio: proprio Pasalic serve in area Lookman, che col destro incrocia e batte Maignan per l’1-1. Nella ripresa la partita resta viva ma perde ritmo. Leao resta negli spogliatoi per precauzione (dolore all’anca), poco dopo esce anche Gimenez (pestone alla caviglia), e il Milan perde peso davanti. Loftus-Cheek e Nkunku ci provano, ma senza mai impensierire davvero Carnesecchi. Dall’altra parte Juric inserisce forze fresche, e nel finale è Maignan a salvare i suoi con una parata decisiva sul destro di Zappacosta. Alla fine è un punto che vale per entrambe: l’Atalanta conferma solidità e imbattibilità, ma anche una certa allergia alle vittorie, mentre il Milan paga la fatica e l’emergenza infortuni, riuscendo però a restare in piedi in un campo dove in molti cadono. Due squadre in crescita, ma il salto di qualità resta ancora lontano.
Allegri: “Troppi errori tecnici. Il cambio di Leao? Aveva un problema all’anca”
“Nel primo tempo abbiamo sbagliato molto sulle palle in uscita, un po’ perché l’Atalanta ci pressava alto, un po’ per la stanchezza – il commento di Allegri -. Nel secondo sapevamo che loro non avrebbero potuto pressarci continuamente, ma abbiamo sbagliato alcuni passaggi negli ultimi venti metri e non abbiamo sfruttato le occasioni. Abbiamo preso un gol evitabile perché eravamo tutti schierati, però allunghiamo la striscia positiva e ora pensiamo a domenica che abbiamo una bella partita con la Roma. Leao? L’ho tolto alla fine del primo tempo perché aveva un fastidio all’anca. Si è allenato, ma non riusciva a scattare e non stava benissimo. Per Gimenez è una botta, mentre per Rafa vediamo, ma non dovrebbe essere nulla di grave. Con la Roma rientrerà anche Estupinan, poi dobbiamo stringere i denti dieci giorni e ci sarà la sosta, così da riavere tutti”.
Juric: “Abbiamo dominato in lungo e in largo, meritavamo di vincere noi”
“Non c’è stata partita, abbiamo dominato in lungo e in largo – il pensiero di Juric -. Loro hanno fatto gol, ma se c’era una squadra che meritava di vincere eravamo noi. Abbiamo fatto benissimo in tutte e due le fasi e creato varie situazioni per fare gol. C’è grande dispiacere, ma dobbiamo credere in quello che facciamo. Sono convinto che ci sbloccheremo. Lookman? Magari abbiamo anche esagerato per recuperarlo: è un ragazzo particolare ma sul campo è uno spettacolo e con una carica fantastica. Sono molto contento per lui. Ora abbiamo recuperato tutti i giocatori, speriamo di diventare più cinici, così faremo sicuramente bene. Scamacca e Krstovic out? Scelta tecnica”.
Lecce – Napoli 0-1: Conte blinda il primo posto con Anguissa e Milinkovic-Savic
Il Napoli soffre, rischia, ma alla fine porta a casa una vittoria pesantissima: 1-0 a Lecce e vetta della classifica consolidata. Decide un colpo di testa di Anguissa al 69’, dopo un’ora di dominio sterile, un rigore sbagliato dagli avversari e una partita più complicata del previsto. Tre punti di forza, di carattere e di concentrazione, che confermano la solidità della squadra di Conte, al secondo successo consecutivo dopo quello contro l’Inter. Nel primo tempo gli azzurri fanno la partita, tengono il possesso e costruiscono tanto, ma non riescono a sbloccare il risultato. Nella ripresa, però, la gara rischia di girare: al 56’ Juan Jesus intercetta di braccio un colpo di testa di Gaspar, Collu dopo lungo check al Var assegna il rigore e sul dischetto va Camarda, 17 anni appena. Il giovane attaccante calcia male e Milinkovic-Savic respinge, tenendo in vita i campioni d’Italia. Scampato il pericolo, Conte si gioca la carta Neres e il brasiliano cambia la partita. Proprio da una sua punizione nasce il gol decisivo: cross perfetto, inserimento di Anguissa e colpo di testa vincente per l’1-0. Nel finale il Lecce ci prova con coraggio, ma il Napoli si difende con ordine e non concede più nulla. Seconda vittoria di fila, porta inviolata e primato solitario in attesa di Roma-Parma. Il Napoli non brilla, ma sa soffrire e vince anche nelle giornate storte: è questo, forse, il segnale più forte per il campionato.
Conte: “Le polemiche arbitrali? Non siamo scemi, speriamo non ci siano condizionamenti”
“Questa sfida non era semplice perché venivamo dalla partita con l’Inter dove abbiamo speso tantissime energie – ha sottolineato Conte -. Abbiamo giocato contro una buona squadra, ma dovevamo gestirla meglio nel finale. Lì deve esserci la testa al centro del campo. Per prima cosa viene quella, poi il cuore e le gambe e in alcuni casi ho dovuto provare a indirizzare la testa dalla panchina. C’è chi parla e scappa. Dispiace per l’infortunio di De Bruyne, ricordo i titoloni sul suo acquisto per il Napoli che staccava le dirette concorrenti. Adesso qualcuno osa dire che può essere un vantaggio, è fantastico. Mi arrendo, ne sento di tutti i colori, roba da Oscar. Le polemiche arbitrali? Sono passati pochi giorni da Napoli-Inter con comportamenti diversi da parte di altri. Se un presidente si lamenta dà un indirizzo importante e non va bene. Ci auguriamo che certe lamentele non condizionino Rocchi e gli arbitri. Siamo sereni e tranquilli, ma non siamo scemi e deve essere chiaro”.
Juventus – Udinese (ore 18.30, Dazn)
Prima l’Udinese, poi Spalletti. Ore frenetiche in casa Juventus, dove si è parlato pochissimo della partita odierna e tanto del nuovo allenatore. La scelta è caduta su Luciano Spalletti, con cui ieri c’è stato un incontro molto positivo. L’ufficialità non c’è ancora, ma la sensazione è che potrebbe arrivare a breve: l’ex ct, infatti, ha accettato l’ipotesi di un contratto fino a giugno, con rinnovo automatico in caso di qualificazione alla prossima Champions League. Condizione fondamentale per Comolli, costretto a pagare Thiago Motta e Tudor fino al 2027, e avallata da Spalletti, che guadagnerà 4 milioni più bonus. Il tecnico di Certaldo debutterà sabato a Cremona e stasera osserverà i bianconeri con particolare attenzione, nella speranza che Brambilla, promosso per una notte dalla Next Gen, batta l’Udinese. Ritrovare il successo dopo 46 giorni è d’obbligo, ragion per cui sarà bene concentrarsi sulla squadra di Runjaic, reduce dal 3-2 sul Lecce di sabato scorso. Il tecnico ad interim, per evidenti motivi, non stravolgerà nulla, lasciando a chi verrà il compito di rimodellare la nuova Juve (con Spalletti dovrebbe essere 4-2-3-1). Questa sera, dunque, spazio al consueto 3-4-2-1 con Di Gregorio in porta, Kalulu, Gatti e Kelly in difesa, McKennie, Locatelli, Thuram e Cambiaso a centrocampo, Conceiçao e Yildiz alle spalle dell’unica punta David, favorito su Vlahovic. Sistema simile anche per l’Udinese, che risponderà con un 3-5-2 con Okoye tra i pali, Goglichidze, Kabasele e Solet nel reparto arretrato, Zanoli, Piotrowski, Karlstrom, Atta e Kamara in mediana, Zaniolo e Davis in attacco.
Inter – Fiorentina (ore 20.45, Dazn e Sky)
Una vigilia segnata da una tragedia. Quella di ieri, infatti, è stata una giornata decisamente amara per l’Inter, costretta a fare i conti con quanto capitato a Josep Martinez. Il portiere nerazzurro è stato protagonista di un incidente stradale a Feregrò (nel comasco, vicino ad Appiano Gentile), nel quale ha perso la vita Paolo Saibene, pensionato di 81 anni. L’uomo si spostava su una carrozzina elettrica ed è stato investito da Martinez: secondo alcuni testimoni, sembra che l’anziano abbia sbandato all’improvviso, forse per un malore, e abbia invaso la corsia opposta mentre sopraggiungeva l’auto, portando alla tragica fatalità. L’episodio ha scosso tutto l’ambiente, tanto che il club ha deciso di annullare la conferenza di Chivu in segno di lutto. Alla partita si penserà solo da oggi, ma l’Inter è chiamata a una risposta immediata dopo la sconfitta di Napoli. Chivu lo ha ripetuto chiaro alla squadra: nessun alibi per gli errori arbitrali, nessuna giustificazione. Le polemiche restano fuori dal campo, dentro serve solo vincere per non perdere ulteriore terreno dalle prime della classe. La Fiorentina, dal canto suo, è in crisi profonda: otto giornate, nessuna vittoria, morale a terra e pressione alle stelle. Pioli sa che non può permettersi altri passi falsi, perché l’ambiente è teso e la classifica comincia a farsi pesante. La Viola, fragile e discontinua, si aggrappa all’orgoglio per invertire la rotta, ma di fronte troverà un’Inter ferita e arrabbiata. Gli 11 gol subiti in otto giornate sono troppi (peggior dato tra le prime nove) e Chivu pretende una risposta immediata sul piano della solidità. Il suo 3-5-2 vedrà così Sommer in porta, Akanji, Acerbi e Bastoni in difesa, Dumfries, Barella, Calhanoglu, Sucic e Dimarco a centrocampo, Esposito e Lautaro in attacco. Sistema a specchio per Pioli, che risponderà con De Gea tra i pali, Pongracic, Pablo Marì e Ranieri nel reparto arretrato, Dodo, Mandragora, Nicolussi Caviglia, Sohm e Gosens in mediana, Gudmundsson e Kean coppia offensiva.
Roma – Parma (ore 18.30, Dazn e Sky)
Una vittoria per riprendersi il primo posto. L’1-0 di Reggio Emilia ha restituito serenità all’ambiente e riportato Gasperini e i suoi in vetta alla classifica, ma il calendario non dà tregua ed è già tempo di ripetersi contro il Parma. Dopo le due sconfitte consecutive con Inter e Viktoria Plzen serviva una scossa, e la risposta è arrivata con un successo di sostanza, figlio della compattezza e del sacrificio. Ora, però, bisogna confermarsi anche all’Olimpico, perché i giallorossi in casa hanno lasciato per strada troppi punti e la classifica impone di non rallentare. Gasperini lo sa, e non ha intenzione di fare esperimenti. La difesa vedrà Svilar tra i pali, Mancini e Ndicka confermati davanti a lui con Hermoso pronto a completare la linea. Sugli esterni Celik e Wesley, perché Tsimikas non ha convinto e Angelino è ancora ai box. In mezzo torna la coppia Cristante-Koné, davanti ancora Dybala falso nove, con Soulé sulla destra e il dubbio tra Pellegrini e Bailey per completare il reparto. Il Parma arriva nella Capitale con poche certezze e tanta necessità di punti. La squadra di Cuesta ha vinto una sola volta e segna pochissimo, appena tre gol in tutto il campionato, peggior attacco della Serie A, ma difende con ordine e si è già permesso il lusso di fermare Atalanta e Como. Il tecnico spagnolo dovrebbe tornare alla difesa a tre, con Suzuki in porta, Delprato, Circati e Valenti dietro, un centrocampo folto con Sorensen e Keita in mezzo, Lovik e Britschgi sugli esterni e Bernabé libero di muoversi alle spalle del tandem Cutrone-Pellegrino. La trasferta romana è proibitiva anche a livello statistico. I numeri, infatti, dicono che l’Olimpico è storicamente un fortino per la Roma: 21 vittorie su 28, con un solo successo emiliano, datato 1997.