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Il Milan piega il Napoli e lo raggiunge in cima alla classifica insieme alla Roma che liquida il Verona

Allegri batte Conte e il Milan sale in vetta in compagnia del Napoli e della Roma. Oggi Parma-Torino e Genoa-Lazio

Il Milan piega il Napoli e lo raggiunge in cima alla classifica insieme alla Roma che liquida il Verona

Il Milan ferma il Napoli, la classifica s’ingarbuglia. Il successo dei rossoneri (2-1) segna il primo stop per la squadra di Conte, ma soprattutto trasforma il campionato in una vera e propria gazzarra: ora, infatti, ci sono ben tre squadre a 12 punti (Milan, Napoli e la Roma di Gasperini, vittoriosa 2-0 sul Verona), la Juventus a 11 e il trittico Inter-Atalanta-Cremonese a 9.

La parte domenicale della quinta giornata, in attesa dei posticipi odierni tra Parma e Torino (ore 18.30) e Genoa e Lazio (20.45), ha visto anche la vittoria del Sassuolo sull’Udinese (3-1) e il pareggio a reti bianche (0-0) tra Pisa e Fiorentina.

Milan – Napoli 2-1: Allegri agguanta Conte in testa alla classifica con Saelemaekers e Pulisic

Non sarà stata la sfida “decisiva” annunciata (e smentita da Allegri e Conte alla vigilia), ma di sicuro è pesantissima per il morale. Soprattutto per il Milan, che a San Siro ha battuto 2-1 il Napoli agganciando la vetta della classifica e impedendo ai campioni d’Italia di scappare via. Una vittoria dal peso specifico enorme, costruita con aggressività e compattezza, suggellata da un Maignan formato gigante e da un Pulisic incontenibile.

Il Diavolo l’ha messa subito in discesa, quando dopo appena tre minuti Pulisic ha sfruttato un buco della difesa azzurra, allungato in campo aperto e servito Saelemaekers per il tap-in del vantaggio. Un inizio perfetto che ha subito messo in luce le difficoltà difensive con cui Conte si è presentato a San Siro. Il Napoli ha accusato il colpo, ma col passare dei minuti ha iniziato a tenere palla e a spingere, soprattutto con Politano sulla destra. I suoi cross hanno creato qualche grattacapo a Maignan e compagni, ma al 30’ ancora Pulisic ha fatto la differenza: prima ha mandato in porta Fofana che ha calciato alto, poi ha completato un’azione travolgente rifinita da Pavlovic e dallo stesso francese, siglando il 2-0. La ripresa avrebbe potuto seguire lo stesso copione, ma al 55’ è arrivata la svolta. Su un cross di Politano Maignan ha fatto un miracolo sul colpo di testa di Anguissa, ma subito dopo Estupinan ha trattenuto Di Lorenzo negandogli una chiara occasione da gol. Espulsione, rigore e gol di De Bruyne, a riaprire ogni discorso (60’). Da lì in poi è stato un assedio. Di Lorenzo di testa, poi Elmas e Lang, hanno sfiorato il pari; il sinistro di Neres, deviato da Modric, ha sfiorato l’incrocio. Maignan ha fatto la voce grossa tra i pali e tenuto in piedi i rossoneri fino al fischio finale, quando San Siro è esploso di gioia, liberando tutta la tensione di un secondo tempo giocato in dieci e con la porta difesa col coltello tra i denti. Il Milan sale in testa con Roma e Napoli e manda un messaggio chiaro: c’è anche lui nella corsa scudetto.

Allegri: “Test importante, ci siamo allenati bene in fase difensiva”

Sono contento perché era un test importante per noi, era molto difficile contro un Napoli che ha grandi qualità – ha esultato Allegri -. Abbiamo fatto un buon primo tempo, il secondo con espulsione e rigore diciamo che ci ha fatto allenare bene alla fase difensiva. I ragazzi sono stati molto bravi, ma è solo l’inizio: ora godiamoci questa vittoria, ma da domani bisogna pensare all’ultima partita prima della sosta. Dobbiamo continuare a lavorare, abbiamo fatto un passettino avanti. Partite di sofferenza come questa ce ne saranno altre, ma giocandole con questo spirito sarà più facile portarle a casa. Dopo la Cremonese sembrava tutto nero, ma il calcio è strano, lì abbiamo subito due tiri negli unici cross fatti dagli avversari. Paradossalmente abbiamo subito di più con il Bari, eravamo all’inizio e poi più si allenano insieme e più migliorano. Domenica affronteremo la Juve, una bella partita, meravigliosa. Ne ho fatte un po’ qui e un po’ là, sarà divertente…”.

Conte: “Potevamo fare meglio. De Bruyne? Spero fosse arrabbiato per il risultato…”

Dispiace aver concesso subito un gol, a livello di squadra potevamo fare meglio – ha spiegato Conte -. Partire dopo 3’ e andare sotto a San Siro non era semplice. Abbiamo giocato, la squadra mi è piaciuta, abbiamo pressato il Milan alto e creato occasioni. C’è da lavorare perché ultimamente abbiamo concesso qualche gol in più, dovremo essere bravi a migliorare. La prestazione mi è piaciuta, abbiamo giocato contro una squadra tosta. Questa è la prima sconfitta, arrivata a San Siro contro il Milan, che ha qualità importanti in mezzo e davanti. Ci sta che ci faccia due gol, poi come squadra dovevamo fare meglio. Sul 2-0 era dura, abbiamo fatto quello per cui lavoriamo, ma alla fine devi anche fare gol. De Bruyne arrabbiato per la sostituzione? Mi auguro fosse contrariato per il risultato, perché se lo era per qualche altra cosa ha preso la persona sbagliata”.

Roma – Verona 2-0: Gasperini gode con Dovbyk e Soulé, in vetta c’è anche lui

La Roma di Gasperini continua a correre e, dopo il trionfo nel derby, batte anche il Verona e conquista la quarta vittoria nelle prime cinque giornate, salendo al primo posto (assieme a Milan e Napoli) con 12 punti. Vittoria di grande solidità, anche se più sofferta di quanto non dica il risultato finale. La gara si apre nel modo migliore per i padroni di casa: Celik mette un cross preciso e Dovbyk svetta in area firmando l’1-0 (7’). L’Hellas reagisce subito e va vicino al pareggio con Orban, che prima trova la risposta di Svilar in uscita e poi colpisce una traversa clamorosa a porta vuota. Nella ripresa il Verona alza i giri e spaventa l’Olimpico: Giovane spreca una grande occasione, Serdar calcia senza trovare la porta e Belghali manda alto da buona posizione. Orban resta un pericolo costante e costringe Gasperini a cambiare: dentro nuovi esterni e Ferguson per Dovbyk per aumentare un po’ i ritmi. Per gran parte del secondo tempo la Roma fatica a uscire dalla pressione e non riesce a chiudere la sfida, fino all’episodio decisivo. Pellegrini prima prova il tiro e poi ruba un pallone sanguinoso a Serdar: Koné raccoglie e serve Soulé, che con il sinistro non lascia scampo a Montipò, mettendo il risultato al sicuro con il suo secondo gol in campionato. Da lì in avanti la Roma controlla e prova persino ad arrotondare con El Shaarawy, Celik e Cristante. Nel recupero Orban segna ma il VAR annulla per un tocco di mano. Finisce 2-0 e la squadra di Gasperini conferma il grande avvio di stagione.

Quattro vittorie in cinque gare, stesso passo dell’era Mourinho, e la sensazione di poter restare stabilmente nelle zone alte. Il Verona, fermo a tre punti, esce dall’Olimpico con rammarico ma anche con la consapevolezza di aver tenuto testa a lungo a una Roma in piena fiducia.

Gasperini: “Bello essere lassù, ma dobbiamo ancora crescere”

Abbiamo avuto parecchie difficoltà, mi sono reso conto che molti giocatori non hanno recuperato al meglio e un po’ di scorie da Nizza sono rimaste – ha sottolineato Gasperini -. Non me lo aspettavo ed è una cosa da valutare per il futuro. Quando il Verona saliva riusciva a palleggiare e giocare con più facilità rispetto a quanto concediamo di solito. Qualche giocatore era più in difficoltà di altri ed è un peccato, perché quando siamo ripartiti abbiamo avuto spesso la possibilità di essere incisivi. Se i numeri difensivi sono questi in Serie A molto del merito è anche di Svilar. Anche quando non fa parate eccezionali dà garanzia e sicurezza a tutti, abbiamo un grande portiere. La classifica? Indubbiamente è piacevole essere in alto, ma il campionato è lunghissimo e le valutazioni vanno fatte di partita in partita. Noi dobbiamo crescere, costruire e migliorarci recuperando giocatori importanti”.

Genoa – Lazio (ore 20.45, Dazn e Sky)

La Lazio arriva a Marassi con l’obiettivo di rialzarsi subito dopo il ko nel derby e dare una scossa a una stagione partita malissimo. Per Sarri è un passaggio chiave, perché vincere contro il Genoa significherebbe fermare la crisi sul nascere e rimanere agganciati alla zona Europa, mentre perdere aprirebbe scenari preoccupanti già a fine settembre. Le assenze però pesano: senza Guendouzi e Belahyane squalificati, che vanno ad aggiungersi alle assenze per infortunio di Rovella e Dele-Bashiru, il tecnico è a corto di centrocampisti. Non a caso abbandonerà il canonico 4-3-3 per un inedito 4-2-3-1 con Provedel in porta, Marusic, Gila, Romagnoli e Pellegrini in difesa, Basic e Cataldi a centrocampo, Cancellieri, Pedro e Zaccagni alle spalle dell’unica punta Castellanos. Vieira, tornato a sorridere dopo il successo in Coppa Italia contro l’Empoli, risponderà con lo stesso sistema di gioco con Leali tra i pali, Norton-Cuffy, Ostigard, Vasquez e Martin nel reparto arretrato, Frendrup e Masini in mediana, Carboni, Malinovskyi ed Ellertsson sulla trequarti, Colombo in attacco.

La storia dice che le sfide tra le due sono sempre state equilibrate: 53 vittorie Lazio, 49 Genoa e 36 pareggi. Per i biancocelesti è un crocevia psicologico e tecnico, per i rossoblù l’occasione di sfruttare il momento difficile di un avversario ferito.

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