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Il fondo guadagna e il risparmiatore perde: perchè i conti non tornano

Da MORNINGSTAR.IT – Talvolta il rendimento di un fondo comune è positivo mentre quello del risparmiatore è in rosso: ecco perché.

Il fondo guadagna e il risparmiatore perde: perchè i conti non tornano

Scrive un risparmiatore: “Guardo e riguardo i rendimenti dei miei fondi e i conti non tornano. Le schede informative delle società di gestione dicono una cosa, ma il mio portafoglio è differente. Come è possibile? Chi ha ragione?”. Probabilmente, entrambi.

Il rendimento totale può differire da quello personale. Il primo, che si trova nei documenti di sintesi dei prodotti, è generalmente calcolato nell’anno solare, dal 1 gennaio al 31 dicembre. Il secondo, invece, dipende da quando l’investitore acquista il fondo e dalle successive operazioni, come ad esempio le vendite parziali o gli acquisti di nuove quote, nel periodo considerato.

Morningstar calcola il ritorno dell’investitore (investor return) sulla base dei flussi di sottoscrizioni e riscatti, che sono di fatto una rappresentazione del comportamento dei risparmiatori. Vediamo come funziona, prendendo ad esempio i due più grandi comparti disponibili in Italia ai privati (esclusi i monetari): Carmignac Patrimoine e Templeton Global Bond.

Flussi e deflussi

Entrambi sono stati protagonisti della raccolta negli ultimi anni, alternando anni di flussi netti positivi a periodi di forti riscatti. Nel 2010, Carmignac Patrimoine (Morningstar Analyst rating Bronze, assegnato il 25 giugno 2015 – report di Thomas Lancereau) ha registrato sottoscrizioni nette in tutta Europa per 7,7 miliardi di euro; l’anno successivo i riscatti netti hanno superato i due miliardi. Era il 2011, anno in cui culmina la crisi del debito sovrano nel Vecchio continente e i differenziali tra i titoli di stato periferici e il Bund tedesco si impennano. I gestori, Edouard Carmignac e Rose Ouahba, riuscirono a contenere le perdite intorno allo 0,7% nei dodici mesi; tuttavia gli investitori lasciarono sul terreno oltre l’1%, a causa delle dinamiche dei flussi. Nel 2014, i riscatti furono di 3,7 miliardi, nonostante il fondo abbia reso quasi il 9%. Le nuove sottoscrizioni sono arrivate successivamente, nel 2015, con un investor return praticamente nullo.

Il divario è ancora più ampio nel caso di Templeton Global Bond (rating Silver, assegnato il 25 maggio 2016 – report di Mara Dobrescu). Nel 2010 ha registrato flussi netti per quasi un miliardo di euro a fronte di un rendimento totale del 19,5% della classe in euro, ma il ritorno per l’investitore è stato “appena” del 10,3%. Il peso dei mercati emergenti in portafoglio lo fanno muovere in sincronia con gli asset più rischiosi, il che lo penalizza negli anni più difficili come il 2011; tuttavia la performance totale di lungo periodo è stata migliore della media. Purtroppo, i sottoscrittori ne hanno persa una buona parte con ingressi e uscite frequenti.

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