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Il crollo di Mps e Popolari affonda Piazza Affari

Il Monte dei Paschi a picco con una perdita del 6,4% – In profondo rosso anche Bpm, Bper, Banco Popolare e Unipol – Milano è la peggior Borsa d’Europa (-1,17%) – Controcorrente Stm, Prysmian, Fineco e Recordati – Effetto Petrobras su Saipem.

Il crollo di Mps e Popolari affonda Piazza Affari

La pressione sulle banche mette al tappeto Piazza Affari che chiude in calo dell’1,17%, unica tra le principali Borse europee a terminare la seduta in deciso territorio negativo. Parigi infatti, anch’essa con il segno meno, scivola di un frazionale -0,13% mentre Londra sale dello 0,25% e Francoforte dello 0,19%. In territorio positivo anche Wall Street dove il Dow Jones sale dello 0,26% e l’S&P500 +0,18%. Tokyo -0,2% I mercati sono in attesa delle decisioni sui tassi di interesse sia della Fed (la cui riunione inizia oggi per terminare domani) sia della Bank of Japan (si riunisce domani). E, per quanto con cautela, sperano in banchieri centrali “pazienti”. Ad avallare le speranze i dati diffusi oggi sull’edilizia. Negli Usa i nuovi cantieri di agosto sono scesi del 5,8%, sotto le stime, così come hanno deluso i permessi edilizi calati dello 0,4%.  

Il petrolio chiude poco mosso, dopo una giornata di vendite e un recupero sul finale: il Brent è a 45,91% dollari al barile (-0,09%) e il Wti a 44,01 dollari al barile (+0,34%). L’euro cala  a 1,116 dollari (ieri a 1,1186 dollari). Lo spread Btp-Bund si restringe dell’1,77% a 127 punti base e rendimento all’1,26%.

Frana Mps -6,4% a 0,1872: è la prima volta che l’azione rompe al ribasso il supporto a 0,20 euro con la capitalizzazione ormai sotto i 550 milioni. di euro. A pesare è il fatto che l’approvazione del nuovo piano industriale dovrebbe subire uno slittamento, rispetto alla data di fine mese fissata dal precedente amministratore delegato, Fabrizio Viola. In fondo al Ftse Mib altre banche: Bpm -5,89%, Banco Popolare -4,54%, Bper -4,27%. Termina in territorio negativo, perdendo terreno dopo un avvio in robusto rialzo, anche Unicredit che scivola dello 0,88%. Il propellente per l’ascesa mattutina era arrivato da  un report di Mediobanca che ha promosso il titolo da neutral a Outperform (target 4,4 euro).

Fuori del listino principale crolla La Doria (-10,36%) dopo i conti semestrali in calo e il taglio della guidance. Controcorrente si muovono, migliori del Ftse Mib, Stm +1,43%, Prysmian +1,32%, Recordati +0,26% grazie alle buone stime fornite da Bayer dopo la maxi acquisizione di Monsanto.

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