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Il campionato riparte: Juve e Napoli, occhio a Bologna e Verona

Dopo la sosta per le Nazionali, non è mai facile la ripartenza – La Juve, nuova c apolista dopo il successo sull’Inter, deve fare attenzione all’orgoglioso Bologna di Sinisa mentre il Napoli se la vede con il combattivo Verona

Il campionato riparte: Juve e Napoli, occhio a Bologna e Verona

Dov’eravamo rimasti? Il campionato riparte con la Juventus capolista a spese dell’Inter, in virtù di un Derby d’Italia che è valso il sorpasso in classifica. Da oggi insomma si torna al recente passato, dunque con la Signora in testa e le inseguitrici a starle dietro, nella speranza di un passo falso. Il primo appuntamento è Lazio-Atalanta (ore 15, gara interessante per la zona Champions), poi si prosegue con Napoli-Verona (18), infine si chiude con Juventus-Bologna: sulla carta la sfida più equilibrata è senza dubbio quella dell’Olimpico, ma guai a commettere l’errore di sottovalutare gli uomini di Juric e Mihajlovic. 

Non è solo una questione tecnica, ma anche, se non soprattutto, di stanchezza: l’unica volta che la Juve non ha vinto in questo campionato, infatti, è stata proprio dopo la sosta delle Nazionali di settembre. Allora il calendario metteva di fronte la Fiorentina, per giunta in trasferta, e l’impegno, visto così, sembrava molto più complicato, a guardar bene però i viola di allora erano ancora a 0 punti, sconfitti sia dal Napoli che dal Genoa, oltre che a secco di vittorie dal febbraio scorso. Il Bologna attuale, come ha dimostrato il pari con la Lazio, non è certo da meno, ragion per cui è il caso di tenere le antenne ben dritte e ritrovare sin da ora la continuità giusta.

“Non è mai semplice al rientro delle Nazionali, alcuni hanno giocato fino a martedì, altri per fortuna hanno finito domenica e hanno qualche allenamento nelle gambe – ha sospirato Sarri –. Il Bologna è una delle squadre che mi è piaciuta di più in questo inizio di stagione, è molto pericoloso da affrontare: dovremo stare attenti”. Certo è che se la Juve fosse quella vista a Milano, o in Champions contro il Leverkusen, allora non ci sarebbero problemi: in molti, noi compresi, avevano finalmente visto la mano dell’allenatore toscano, non a caso ricoperto di elogi dopo le critiche di inizio stagione.

“Come ho sempre detto lo scetticismo nei miei confronti è un aspetto con cui convivo da tantissimi anni, quindi non mi influenza più di tanto – ha glissato il diretto interessato. – La classifica in questo momento non ci interessa, l’obiettivo è continuare a fornire prestazioni di buon livello perché poi il risultato arriva di conseguenza”. Sotto a chi tocca, dunque al Bologna. Sarri ritrova Ramsey e Danilo ma non Douglas Costa, il cui rientro, forse, verrà rimandato a martedì contro la Lokomotiv Mosca: il 4-3-1-2 odierno (o 4-3-3 a seconda dell’interpretazione) vedrà Szczesny in porta, Cuadrado, Bonucci, De Ligt e Alex Sandro in difesa, Khedira, Pjanic e Matuidi a centrocampo, Bernardeschi, Higuain e Ronaldo in attacco. 

Consueto 4-2-3-1 anche per Mihajlovic, che risponderà con Skorupski tra i pali, Mbaye, Danilo, Bani e Krejci nel reparto arretrato, Poli e Dzemaili in mediana, Orsolini, Soriano e Sansone alle spalle dell’unica punta Palacio. Partita da non sbagliare anche per il Napoli, chiamato a battere il Verona per non rischiare di dire addio alle speranze scudetto. Sembra incredibile ma gli azzurri, partiti con i consensi di critica e tifosi, sono già a un punto di non ritorno: la classifica li vede a meno 6 dalla capolista e un altro passo falso, evidentemente, rischierebbe di rivelarsi fatale. Ma i risultati non sono l’unica fonte di tensione nel mondo azzurro, anzi: le dichiarazioni di De Laurentiis su Insigne (“è un personaggio scomodo, decida cosa vuole fare da grande”), Mertens e Callejon (“se vogliono andare in Cina facciano pure”) hanno creato ulteriore scompiglio, rendendo la gara odierna quasi secondaria.

“E invece questa sfida è questione di vita o di morte – ha ribattuto Ancelotti senza mezzi termini. – Per il resto non commento le parole del presidente, sono state forti ma arrivavano dal cuore. Insigne? Ha fatto un ottimo inizio di stagione, poi ha avuto un attimo di sbandamento e De Laurentiis l’ha fatto notare. Mertens e Callejon? Se ne parla da tempo e lo si farà ancora: la società ha fatto un’offerta ponderata e vuole tenerli, poi starà a loro accettarla o meno, anche se va detto che sin qui hanno avuto entrambi un ottimo rendimento”. Insomma, la brace continua ad ardere e solo una vittoria col Verona potrebbe spegnerla.

Ancelotti sembra orientato a schierare il 4-4-2 tipo (ammesso che ce ne sia uno) con Meret in porta, Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly e Ghoulam in difesa, Callejon, Allan, Fabian Ruiz e Insigne a centrocampo, Milik e Mertens in attacco. Juric, rinfrancato dalla vittoria sulla Samp pre-sosta, risponderà con il solito 3-4-2-1, dunque Silvestri tra i pali, Rrahmani, Kumbulla e Gunter nel reparto arretrato, Faraoni, Amrabat, Veloso e Lazovic in mediana, Pessina e Verre alle spalle dell’unica punta Di Carmine. 

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