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Gruppo L’Espresso, -36,2% l’utile dei nove mesi. Nel quartotrimestre pubblicità ancora in difficoltà

Il gruppo editoriale chiude i conti dei primi nove mesi del 2012 con numeri in calo – Giù i profitti a 26,4 milioni di euro (-36,2%) e i ricavi netti scendono del 9,1% a 594 milioni – Stampa e radio colpite dalla contrazione dei ricavi pubblicitari – Migliorano i risultati di internet e della televisione – Sulla pubblicità ancora nubi nel quarto trimestre

Gruppo L’Espresso, -36,2% l’utile dei nove mesi. Nel quartotrimestre pubblicità ancora in difficoltà

I primi nove mesi del 2012 si chiudono in calo per il gruppo L’Espresso. E “i primi segnali relativi al quarto trimestre dell’anno, e riguardanti in particolare la raccolta pubblicitaria, non lasciano intravedere alcun miglioramento”, rileva il gruppo nel comunicato sui risultati. Ma conferma la previsione di un risultato in utile anche per l’intero esercizio, “pur in sensibile riduzione rispetto al 2011”.

Per quanto riguarda i conti al 30 settembre 2012, l’utile netto consolidato si attesta a 26,4 milioni di euro, in calo del 36,2. Il margine operativo lordo scende del 26,1% a 82,8 milioni. Circa la metà della flessione è imputabile alla riduzione del margine dei prodotti collaterali e la parte restante deriva dalle attività stampa e radio, colpite dalla contrazione dei ricavi pubblicitari. Sono invece in miglioramento i risultati di internet, grazie alla crescita dei ricavi, e della televisione, per la maggiore attività di affitto di banda.



In calo anche i ricavi netti del 9,1% a  594 milioni. Diminuzione più moderata, del 3%, per i ricavi diffusionali, esclusi i prodotti collaterali, che sono pari a 199,3 milioni. La flessione, rileva il gruppo, “può ritenersi sostanzialmente contenuta in rapporto ad un contesto di mercato caratterizzato da una significativa riduzione dei consumi e dal progressivo declino della carta stampata”. Giù del 10,1% i ricavi pubblicitari a 342,4 milioni. L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2012 è pari a 105,1 milioni a fronte dei 112,4 milioni a settembre 2011.

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