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Grieco (Assonime): dopo 25 anni “è ora di cambiare il Testo Unico della Finanza”. Ecco perchè

INTERVISTA A PATRIZIA GRIECO, Presidente di Assonime e del Monte dei Paschi – “Assonime intende farsi promotrice di un progetto di revisione sistematica del Tuf” che una commissione di esperti guidata dal professor Marchetti elaborerà prima dell’estate – Il successo dell’aumento di capitale conclude l’esperienza alla Presidenza del Monte dei Paschi

Grieco (Assonime): dopo 25 anni “è ora di cambiare il Testo Unico della Finanza”. Ecco perchè

Nella comunità finanziaria Patrizia Grieco, Presidente di Assonime e per qualche mese ancora del Monte dei Paschi dopo essere stata per sei anni Presidente dell’Enel e in precedenza Ad di Italtel prima e di Olivetti poi, è conosciuta come “la signora della governance”. Non solo perchè è stata Presidente del Comitato Italiano per la Corporate Governance” ma per la profonda conoscenza che ha della materia e per il modo imparziale ma efficace con cui ha presieduto grandi società industriali e finanziarie e per la sua apprezzata presenza nei cda della Ferrari, di Anima Holding e dell’Università Bocconi . Qualche giorno fa ha comunicato al Consiglio d’amministrazione del Monte dei Paschi che non si ricandiderà per la Presidenza della banca. Perchè considera esaurita la sua mission ma anche perchè ha intenzione di condurre con Assonime una battaglia che punta a cambiare le regole del gioco della finanza italiana modificando il TUF, il testo unico della finanza che 25 anni fa fu elaborato dall’allora Direttore generale del Tesoro, Mario Draghi, e che è stato finora la bussola della finanza italiana. Le ragioni le spiega lei stessa in questa intervista rilasciata a FIRSTonline.

Presidente, Lei ha dichiarato nei giorni scorsi che Assonime intende farsi promotrice di una revisione del Tuf, il testo unico della finanza elaborato oltre vent’anni fa dall’allora Direttore del Tesoro, Mario Draghi, e finora un pilastro di tutta la regolazione finanziaria italiana: è un impegno forte e un annuncio in parte inatteso. Come siete arrivati a questa determinazione? Perché rivedere il TUF e in che direzione?

«In Assonime abbiamo avviato da tempo una riflessione a tutto campo sulle criticità del mercato dei capitali italiano. Tra le principali cause abbiamo individuato anche il peso della regolamentazione sugli emittenti, che è progressivamente cresciuto a partire dalla prima versione del TUF. Sta emergendo una diffusa consapevolezza politica del problema: chiara diagnosi in diverse iniziative conoscitive (Rapporto OCSE, Libro Verde del MEF). Il pur meritorio approccio adottato dal MEF con il Libro Verde (gradualismo e condivisione di tutte le componenti del mercato e delle istituzioni) ha prodotto risultati molto parziali. La natura sistemica del problema richiede uno sforzo riformatore altrettanto sistemico: revisione globale del TUF (e di conseguenza delle norme regolamentari) sulla base di un chiaro indirizzo politico (legge delega)».

Nella presentazione del recente Rapporto Assonime su sostenibilità e trasformazione digitale nel Cda si sostiene che proprio le novità in arrivo su questi due terreni rendono più urgente la revisione del Tuf: in che senso sostenibilità e digitalizzazione spingono per la revisione del Tuf?

«L’accelerazione del legislatore europeo sui temi della sostenibilità impone una riflessione strategica sul modello di regolazione e di enforcement che si verrà a delineare. I diversi elementi di sostenibilità introdotti nella disciplina delle grandi imprese introducono obblighi di trasparenza e di comportamento che riflettono anche un sentire comune degli operatori di mercato e della società civile. La delega agli Stati membri comporta il rischio di frammentazione tra i diversi ordinamenti europei e, di conseguenza, anche di competitività tra gli stessi. In quest’ottica la trasposizione della direttiva nell’ordinamento domestico dovrebbe rappresentare un momento di riflessione strategica sull’approccio fino ad ora dedicato a questi temi, rivelatosi nel recente passato eccessivamente focalizzato sulla compliance formale e particolarmente afflittivo nella definizione del sistema sanzionatorio. Lo abbiamo già detto: anche la crisi in cui versano i mercati pubblici, che va di pari passo alla crescita progressiva del peso della regolamentazione sugli emittenti, solleva la stessa questione. Assonime può svolgere un ruolo centrale grazie alla sua vocazione e tradizione di centro indipendente di elaborazione di proposte per la creazione di un contesto normativo e di policy a favore dello sviluppo dell’attività d’impresa. Assonime intende farsi promotrice di un progetto di revisione del TUF, con l’ausilio delle eccellenze accademiche e operative, (sotto la guida sapiente ed esperta del Professor Marchetti) al fine di elaborare i contenuti principali di una riforma sistematica da offrire al confronto con gli altri stakeholder (Borsa Italiana in primis) e con i policy makers».

Come procederà e da quando scatterà la campagna di Assonime per avanzare una proposta di revisione del Tuf?

«Nel mese di febbraio affideremo ad una commissione ampia di esperti coordinata dal professor Marchetti il compito di elaborare un documento che tracci principi e contenuti di una revisione sistematica del TUF e prima dell’estate vorremmo chiudere la bozza del documento insieme a un’analisi dell’evoluzione del mercato italiano anche in confronto agli altri principali Paesi, da presentare al Governo. Peraltro, Assonime ha istituito un Gruppo di giunta dedicato allo studio di questi temi che lavora da mesi ai temi legati all’accesso delle imprese europee al mercato dei capitali».

Oltre che di Assonime lei è anche presidente del Monte dei Paschi e proprio nei giorni scorsi ha fatto scalpore la sua dichiarazione di indisponibilità a un secondo mandato al vertice della banca: quali sono le ragioni della sua decisione? Oltre ad Assonime, che cosa c’è nel suo futuro professionale?

«Gli ultimi tre anni alla presidenza di Monte dei Paschi sono stati un’esperienza umanamente e professionalmente molto intensa per me, culminata con il successo dell’aumento di capitale. Il mio futuro sarà dedicato con interesse e dedizione alla presidenza di Assonime a cui tengo molto, nonché ai miei altri impegni professionali». 

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