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Governo Pd-M5S: Martina apre spiragli ma rinvia al 3 maggio

Concluso l’incontro con il presidente della Camera Roberto Fico. Il reggente Dem : “Importanti passi avanti. Deciderà la direzione”. E la convoca ai primi di maggio. – Di Maio: “Chiedo uno sforzo al Pd”, ma le basi grilline e Dem sono in fermento – Fico nel pomeriggio da Mattarella

Governo Pd-M5S: Martina apre spiragli ma rinvia al 3 maggio

Non resta che attendere, ancora, per il nuovo governo. L’incontro (il secondo round dopo i primi approcci a cavallo del 25 aprile), che si è svolto nella mattinata, tra il presidente della Camera Roberto Fico e la delegazione del Pd guidata dal reggente del Pd Maurizio Martina registra “importanti passi avanti”, così come la successiva riunione con Luigi Di Maio per il M5s.

Uscendo da Montecitorio, Maurizio Martita confermato la volontà dei dem di proseguire, ma non ha nascosto che le difficoltà ancora rimangono e ha sostanzialmente rinviato tutto alla riunione della direzione nazionale PD: si terrà il 3 maggio.

«Per noi – ha detto Martina — era necessario che il M5S chiudesse definitivamente la fase del confronto con il centrodestra e la Lega. Su questo sono state dette parole molto importanti che vogliamo riconoscere». Ha poi aggiunto che non mancano i problemi: «Non nascondiamo le difficoltà e le differenze che animano il confronto, ed è giusto dirlo per serietà e responsabilità. Siamo forze diverse con punti di vista a volte molto diversi». Per questo, ha concluso,”abbiamo deciso di convocare la direzione nazionale Pd il 3 maggio prossimo per decidere se e come accedere a questo confronto da comunità collettiva. Insieme discutiamo e poi insieme lavoriamo”.

Parole di apertura anche da parte di Luigi di Maio: “Dobbiamo abbandonare il vocabolario della prima e seconda Repubblica. E nella terza Repubblica non ci sono alleanze tra le forze politiche, che fanno un passo indietro. Abbiamo il 32 per cento. Non siamo autonomi e quindi stiamo cercando di portare a casa un buon contratto di governo al rialzo, non al ribasso”.

“Potevamo fare anche noi gli interessi di parte, potevamo fare come la Lega – spiega ancora il capo politico del M5s -. Ma io non vedo l’ora di mettermi al lavoro”. “Io capisco – continua il leader -chi tra i nostri dice ‘mai col Pd’, come capisco chi tra gli elettori del Pd dice ‘mai con il M5s’.  Ma qui non si è mai parlato di andare con qualcuno. Qui si sta parlando non di negare differenze anche profonde. Stiamo semplicemente cominciando a ragionare in un’ottica non di schieramento. E’ un’opportunità, questa diciottesima legislatura. Se si riescono a fare le cose bene, altrimenti si torna al voto. E se si torna al voto io sono convinto che il Movimento 5 stelle ne uscirà rafforzato”.

A Roberto Fico non resta ora che registrare lo spiraglio che si è aperto per poi tornare al Quirinale dove nel pomeriggio è atteso dal presidente Sergio Mattarella. Resta da vedere se il Quirinale concederà altro tempo o deciderà di stringere il cerchio.

Ma le modeste aperture che la cronaca deve pur registrare non possono fare dimenticare le resistenze tuttora molto forti sia nella base grillina che in quella Dem sulla possibilità di un governo M5S-Pd. Non solo Matteo Renzi è fermamente contrario, convinto che gli elettori Pd non vogliano questa soluzione, ma non meno agitate sono le acque nel centrodestra dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi che ha paragonato il movimento pentastellato a Hitler.

Non solo, nel pomeriggio è arrivata anche una nuova dichiarazione di Matteo Salvini. Il leader della Lega per momento resta a guardare, ma non ha alcuna intenzione di rinunciare ad entrare nel Governo: “Io non chiudo la porta in faccia a nessuno, spero che la telenovela tra Renzi e Di Maio non duri troppo e secondo me sarebbe un governo irrispettoso per gli italiani. Quando avranno finito il loro amoreggiamento, se gli andasse male come io penso, io ci sono“. ha affermato Salvini scendo dal palazzo dei gruppi di Montecitorio.

(Ultimo aggiornamento ore 16.34 del 26 aprile)

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