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Governo: ok privatizzazioni 40% Poste e 49% Enav

Letta: “In entrambi i casi si tratta della cessione di quote non di controllo. Le risorse della privatizzazione andranno per la riduzione del debito: è previsto da una norma europea” – Ok alle norme per il rientro dei capitali: “Non è un condono” – Il taglio delle detrazioni arriverà con la delega fiscale.

Governo: ok privatizzazioni 40% Poste e 49% Enav

Privatizzazioni, rientro dei capitali dall’estero, detrazioni fiscali. Questi i capitoli fondamentali discussi venerdì pomeriggio dal Consiglio dei ministri e illustrati in conferenza stampa dal premier, Enrico Letta, e dal titolare del Tesoro, Fabrizio Saccomanni.

PRIVATIZZAZIONI: SI COMINCIA CON IL 40% DI POSTE E IL 49% DI ENAV

Il Cdm ha approvato i due decreti “che danno via libera all’inizio del percorso di privatizzazione di Poste ed Enav – ha detto il Presidente del Consiglio -. In entrambi i casi si tratta della cessione di quote non di controllo. Le risorse della privatizzazione andranno per la riduzione del debito: è previsto da una norma europea. Si tratterà della prima riduzione del debito generale del Paese dopo sei anni di crescita continuata”. Nel 2014, inoltre, ci saranno “altre privatizzazioni”, ha assicurato Letta. 

Per le Poste, ha spiegato poi Saccomanni, la valutazione complessiva è “tra 10 e 12 miliardi”, quindi vendere il 40% significherà incassare “tra 4 e 4,8 miliardi”. Quanto all’Ente nazionale di assistenza al volo, ha aggiunto il ministro, la valutazione attuale è di “tra 1,8 e 2 miliardi”, per cui la cessione del 49% vale “circa un miliardo”.

RIENTRO DEI CAPITALI: “NESSUN CONDONO”

“Abbiamo dato il via libera all’operazione trasparenza e emersione rispetto ai capitali italiani all’estero – ha spiegato ancora il Premier -. Oltre a quello di oggi ci sarà un secondo intervento, che farà parte del pacchetto criminalità che approveremo tra due settimane in Cdm, con il quale sarà introdotto il reato di auto riciclaggio”. 

In merito al rientro dei capitali, Letta ha sottolineato che “rientreranno soldi che saranno utilizzati per la riduzione delle tasse sul lavoro. Abbiamo fatto una scommessa che secondo me sarà vincente. Abbiamo rifiutato di seguire la strada dell’anonimato: non si tratta di scudi”.

Un concetto ribadito da Saccomanni: le nuove norme per il rientro dei capitali non sono “un condono o un’amnistia – ha detto il ministro -. Costituiscono un meccanismo di tipo innovativo che consente di ottenere la collaborazione volontaria di chi ha esportato capitali senza dichiararli. Non si prevede nessuno sconto sulle imposte dovute, ma una riduzione delle sanzioni amministrative e una modifica della normativa per le sanzioni penali”.

Gli accordi con la Svizzera, ha aggiunto Saccomanni, non sono “alternativi” alla nuova normativa, “semmai sono di natura complementare, e i principi di non anonimità e non condono saranno sempre applicati”.

DETRAZIONI FISCALI: IL TAGLIO ARRIVERA’ CON LA DELEGA FISCALE

“Il 31 gennaio non ci sarà nessun taglio alle detrazioni fiscali“, ha annunciato il Presidente del Consiglio, chiarendo che l’operazione sarà “spostata nella sua sede propria, cioè l’attuazione della delega fiscale che il Parlamento sta approvando”.

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