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Golf: Ryder Cup, una sfida per la gloria

La gara si disputa da venerdì 26 a domenica 28 sul PGA Centenary Course del Gleneagles Hotel, a Auchterarder, Scozia, ma i 24 prescelti hanno già cominciato a incrociare ferri e bastoni per provare il tracciato, testare gli accoppiamenti, mettere a punto le ultime strategie. Davanti a loro ci sono 28 incontri match play, da fare in coppia venerdì e sabato.

Golf: Ryder Cup, una sfida per la gloria

Nel mondo del golf non c’è niente di più bello, emozionante e divertente della Ryder Cup, la sfida a squadre fra Europa e Stati Uniti che si gioca ogni due anni e il conto alla rovescia per l’edizione 2014 è ormai cominciato. La gara si disputa da venerdì 26 a domenica 28 sul PGA Centenary Course del Gleneagles Hotel, a Auchterarder, Scozia, ma i 24 prescelti hanno già cominciato a incrociare ferri e bastoni per provare il tracciato, testare gli accoppiamenti, mettere a punto le ultime strategie. Davanti a loro ci sono 28 incontri match play, da fare in coppia venerdì e sabato (formula foursome e 4 palle) e singolarmente domenica. 

E finalmente, per una volta, uno sport ricchissimo e individualista come il golf, diventa un gioco di squadra, dove i partecipanti lottano per la gloria e non per il denaro. Di soldi in palio, ovviamente, ce ne sono moltissimi, visto che si tratta di uno degli eventi televisivi più seguiti a livello planetario, trasmesso in 183 pesi per circa mezzo miliardo di persone e quindi ridondante di sponsor, diritti, visibilità, marketing, merchandising. I campioni però non incassano direttamente un euro, un dollaro o una sterlina, ma si battono per mettere sul petto la loro medaglia, per portare o tenere a casa la piccola coppa d’oro messa in palio nel 1927 dal signor Samuel Ryder e che, per la 40esima volta, nella storia torna in gioco.



L’Europa parte favorita, per molti motivi: è campione in carica e a parità di punteggio domenica tiene la coppa; gioca in casa e avrà la maggior parte del pubblico in campo dalla sua parte; infine vanta il numero uno del mondo, il nord-irlandese Rory McIlroy. Il capitano Paul McGinley inoltre ha portato a Gleneagles, con una wild card, anche un altro atout: Ian Poulter, il grintoso inglese che sognava di fare il calciatore e che, forse per questo, è capace di sfoderare in occasione della Ryder tutta la sua voglia di vincere e di trasmettere la stessa carica ai compagni. Poulter non ha brillato in stagione e la sua posizione nell’ordine di merito mondiale è attualmente piuttosto bassa ma gli americani lo mettono subito dietro a McIlory come livello di pericolosità.

La squadra europea vanta anche il numero tre del mondo Sergio Garcia (spagnolo), il numero 5 Henrik Stenson (svedese), il numero 6 Justin Rose (inglese), il numero 12 Martyn Kaymer (tedesco). Compongono il team il nord-irlandese Graeme McDowell e il danese Thomas Bjorn, mentre tre sono i debuttanti: ill francese Victor Dubuisson, il gallese Jamie Donaldson, lo scozzese Stephen Gallacher, nato a pochi chilometri da Gleneagles. Veterano della squadra è l’inglese Lee Westwood, alla sua nona apparizione in Ryder. L’età media del gruppo è vicina ai 35 anni. Non sono ragazzi giovanissimi, ma sono ben rodati. Forse anche un po’ stanchi e questo potrebbe essere l’unico handicap degli europei.

Soprattutto Rory, star della kermesse in assenza di Tiger, ha consumato molta energia psichica nel corso dell’anno, perché ha rotto il fidanzamento alla vigilia delle nozze, ha vinto due major, è arrivato in cima al ranking. Sono tante cose. Di sicuro ai Playoffs sembrava un po’ in riserva, venerdì si vedrà se in una settimana ha ricaricato le batterie. 

Sconfiggere Rory è importante per il morale degli Usa e lui lo sa. La squadra a stelle e strisce poi non è da sottovalutare. Molti “yankee” sono affamati di riscatto, dopo la bruciante sconfitta di Medinah, in terra natia, nel 2012 e gli altri sono semplicemente affamati di vittorie, tanto più che 5 delle ultime sei edizioni di Ryder sono andate al Vecchio Continente L’età media degli Stati Uniti è di 32 anni e mezzo, ma non mancano i veterani, a partire dal numero 4 del mondo Jim Furyk e dal super blasonato Phil Mickelson. 

L’alter ego di Poulter è Keegan Bradley, un competitivo nato, quasi invincibile in coppia con l’amico Phil. Il resto della formazione vede Bubba Watson, numero 7 del mondo; Matt Kucher, numero 9; Rickie Fowler, numero 10, che per l’occasione si è rasato i capelli in modo che sul suo cranio si legga “Usa”; Zach Jonson, numero 16; Hunter Mahan 21; Webb Simpson 33. Debuttano il biondino di bellissime speranze Jordan Spieth, 21 anni, già numero 13 del mondo; Patrick Reed e Jimmy Walker, un giocatore che nel 2014, a 35 anni, ha trovato il centro di gravità del suo gioco. Il capitano Tom Watson è una leggenda del golf, quindi al suo passaggio ci si può solo inchinare, bisogna vedere se le sue scelte e le sue strategie saranno efficaci come il suo golf ai tempi d’oro. 

Gli americani hanno il vantaggio psicologico di poter giocare di contropiede, di partire senza i favori del pronostico. Contro, oltre al tifo che, per la Ryder, diventa un po’ più da stadio e un po’ meno da fairway, hanno, anzi, non hanno due ragazzi in forma come Billy Horschel e Chris Kirk, forse i golfisti più in palla sul suolo americano in questo momento.

Qualsiasi ragionamento si possa fare però bisogna dire che la Ryder è un’altra cosa. Le sfide dirette, il clima di squadra, le sorprese dell’ultimo minuto negli accoppiamenti e nei sorteggi rendono fortunatamente impossibile i pronostici. Il percorso è uno splendido par 72 di 6500 metri, disegnato da Jack Nicklaus su un territorio di folgorante bellezza. Il tempo dovrebbe fare un po’ i capricci solo venerdì. L’importante è che si possa giocare, poi un po’ di acqua e di vento possono rendere lo spettacolo ancora più interessante e favorire gli europei più temprati al clima. 

Sky è in pista da lunedì con un canale interamente dedicato solo all’evento (Sky Sport 202 HD), dove si possono vedere i film delle edizioni precedenti, sentire le belle cronache di Mario Camicia e ricevere una valanga di notizie. Il team di commentatori è guidato da Silvio Grappasonni, mentre sono attesi ospiti di eccezione come Costantino Rocca e Matteo Manassero. La gara viene trasmessa in diretta dalle 8,30 alle 19,30, giovedì e venerdì. Domenica ci sono i 12 match play individuali: si comincia alle 12,30 e la sera si sa chi vince. Per chi non vuole restare 72 ore incollato alla tv ci sono le sintesi serali. Da non perdere, domani alle 17, la cerimonia di apertura, con la sfilata dei big, le fidanzate e le consorti.

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