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Giovani senza pensione: 3 soluzioni alternative

In pensione a 75 anni e con un assegno basso. Le prospettive per i giovani italiani non sono incoraggianti, ma esistono delle strade alternative che, intraprese oggi, potrebbero garantire una maggiore sicurezza per il futuro.

Giovani senza pensione: 3 soluzioni alternative

La settimana scorsa, al margine del suo intervento al Graduation day all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma, nel corso del quale ha anche dato il via ufficiale all’operazione delle buste arancioni, il presidente dell’Inps, Stefano Boeri, suscitando come al solito un vespaio di polemiche, ha lanciato un vero e proprio allarme sul futuro dei giovani nati nel 1980. Secondo Boeri chi oggi ha 36 anni rischia di andare in pensione a 75 anni a causa della disoccupazione dilagante, dell’entrata tardiva nel mondo del lavoro, dei bassi stipendi percepiti e dei buchi contributivi dovuti al precariato.

Prospettive allarmanti che inevitabilmente hanno innescato una reazione dell’opinione pubblica e dei politici attualmente impegnati nella partita “flessibilità in uscita”.



Il rischio, in parole povere, è quello di andare in pensione sempre più tardi e per di più con un assegno misero. A questo punto dunque sembra opportuno correre ai ripari. La previdenza pubblica non rappresenta più l’unico paracadute per la vecchiaia, ma esistono soluzioni alternative che, predisposte sin da ora, possono aiutare migliaia di persone a trascorrere in maniera più serena gli anni successivi alla pensione come i fondi integrativi, le polizze, gli investimenti immobiliari. Strade che occorre cominciare a percorrere nel presente per avere maggior sicurezze nel futuro.

Per quanto riguarda i fondi pensione, oggi a disposizione dei lavoratori esistono due opzioni: i fondi pensione chiusi negoziabili che, come spiega Giuseppe Romano, direttore ufficio studi Consultique, sulle pagine de La Stampa, prevedono anche contributi del datore di lavoro. Il loro vantaggio risiede nei bassi costi e nel differimento dell’imposta.

La seconda opzione è quella dei fondi pensione aperti. Attraverso questi strumenti finanziari è possibile accumulare mensilmente un piccolo capitale che nel futuro si configurerà come un “gruzzoletto” aggiuntivo alla pensione. Il loro funzionamento è molto semplice: ogni mese il futuro beneficiario deve versare una piccola somma che poi riscuoterà nel futuro. Prima comincia, meglio è.

Ai fondi pensioni si aggiungono anche le polizze pip attraverso le quali è possibile investire su prodotti unit linked o in gestioni separate. In ultimo occorre tenere in considerazione anche gli immobili che possono diventare una riserva importante di liquidità per il futuro. L’importante è pensarci il più presto possibile.

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