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Generali Italia: “Oltre l’assicurazione, partner di vita del cliente”

Il CEO Marco Sesana ha presentato il nuovo piano triennale nell’head quarter di Mogliano Veneto: “Stiamo diventando una compagnia più semplice, più innovativa e più sostenibile: puntiamo ad avere clienti sempre più soddisfatti e sempre più connessi, ma senza abolire la rete fisica” – Obiettivo produttività +10-15% nel 2021 – VIDEO.

Generali Italia: “Oltre l’assicurazione, partner di vita del cliente”

“Le polizze digitali sono passate dallo 0 al 50% in tre anni”. Con questo dato, che indica una trasformazione partita da poco ma già in buona parte avvenuta, il CEO e country manager di Generali Italia Marco Sesana ha presentato nell’head quarter di Mogliano Veneto il nuovo piano triennale della prima società del Leone, che porterà da qui al 2021, secondo gli obiettivi annunciati e con un investimento complessivo di 300 milioni, a una crescita della produttività del 10-15%, “crescendo in tutti i rami di business allo stesso modo”, ma soprattutto alla definitiva transizione verso la connected insurance cioè un modello assicurativo che vada oltre i prodotti tradizionali, integrandoli – grazie alla tecnologia – con nuovi servizi che mettano al centro la vita delle persone a 360 gradi nell’era dell’Internet delle cose, anche attraverso la prevenzione e l’assistenza. L’assicurazione non è più solo uno strumento di risarcimento o un obbligo, come nel caso dell’Rc Auto, ma diventa un “partner di vita” del cliente, secondo lo slogan già da tempo lanciato dal gruppo guidato da Philippe Donnet.

“Già oggi – ha detto Sesana – Generali Italia è una società non solo più profittevole (è cresciuta del 4,5% nel 2018) ma anche più semplice, più innovativa e più sostenibile. Ormai il 100% delle agenzie è abilitato alla vendita di polizze online e i clienti connessi sono 1,6 milioni sul totale di 10 milioni di nostri clienti. Contiamo entro tre anni di aumentare i clienti connessi del 65% a 2,5 milioni”. Nel 2018 Generali Italia ha erogato premi (complessivi Vita e Danni) per 23 miliardi di euro: “Un’impresa su quattro e una famiglia su tre sono assicurate con noi”, rivela il country manager. Per tutti questi clienti interagire con la compagnia assicurativa è già diventato molto più agile: ormai basta fornire una sola volta i propri dati, una sola firma elettronica e un solo incontro per la stipula del contratto. I dati richiesti sono l’85% in meno di tre anni fa e le pagine da stampare sono zero. “Non per questo però rinunciamo alla rete fisica: il digitale è importante così come la relazione con le persone, che è ancora è sentita come necessaria da 9 italiani su 10. Non abbiamo in mente un digitale puro ma un integrazione tra tecnologia e rete fisica”, assicura Sesana aggiungendo che “digitale e lavoro non vanno in disaccordo, tant’è vero che nell’arco del piano assumeremo 1.200 persone, con diverse skills”.



L’obiettivo finale è la soddisfazione del cliente, e per questo Generali Italia entro il 2021 vuole alzare il proprio NPS (Net Promoter Score) di almeno 10 punti percentuali. Un dato che non è affatto emblematico né accessorio: “La soddisfazione del cliente guida tutto il resto”, sostiene Sesana. Come farlo? Seguendo quattro driver che sono famiglia, benessere, lavoro e mobilità. Che servizi offrire intorno a questi driver? Tutti quelli consentiti dalle tecnologie, andando oltre il prodotto tradizionale: “Si tratta anche di fare prevenzione, contenimento del rischio e assistenza”. Esempi? La casa, che rappresenta il 75% della ricchezza degli italiani. Attraverso l’IoT e la cosiddetta smart home si possono ridurre i rischi, sia da incidenti domestici che da eventi catastrofici: i rilevatori di fumo possono prevenire incendi, quelli di umidità allagamenti, attraverso dispositivi connessi tra di loro e una app che avvisa in tempo reale il cliente. Altro esempio: la salute. Un settore a grandissimo potenziale per una compagnia assicurativa, visto che la popolazione tende ad essere sempre più anziana e che la spesa sanitaria privata degli italiani tocca oggi i 40 miliardi. “Per due italiani su tre la salute è un bisogno primario e sono importanti prevenzione e checkup”, spiega il CEO. Con Generali Italia, ad esempio, si può fotografare un neo sospetto e avere una diagnosi in tempo reale, senza dover aspettare un appuntamento con lo specialista.

Nel caso del lavoro, una delle grandi sfide di Generali Italia è quella del welfare aziendale, attraverso la nuova società Welion che già offre alle imprese 400 servizi da offrire ai dipendenti. “Le aziende che si occupano di welfare sono triplicate negli ultimi tre anni”, snocciola ancora l’amministratore delegato della controllata italiana. La mobilità è un altro settore in piena evoluzione: secondo alcune stime il car sharing raddoppierà entro 5 anni ed è uno dei motivi per andare oltre l’Rc Auto: “Vogliamo entrare nell’ottica di assicurare la mobilità delle persone e non solo i loro mezzi. Ecco perché possiamo assicurare le persone che utilizzano fino a 17 mezzi, di proprietà e non, quindi anche sul car sharing, sui mezzi pubblici, in bicicletta. E’ una polizza unica con quella dell’Rc Auto e che vale per 5 persone in tutto, che possono essere parenti ma anche amici. Basta aggiungere 15 euro all’anno per il sottoscrittore e 3 euro per ogni persona in più”. Si tratta dunque di estendere la copertura dal mezzo alla persona, e di lavorare sullo stile di guida per prevenire gli incidenti. Questo Generali lo fa attraverso il Real Time Coaching, dispositivo brevettato proprio dal Leone, che assiste in tempo reale il conducente, dandogli una sorta di pagella live sulla sua guida ed eventuali indicazioni. Una buona condotta porterà anche a uno sconto sulla polizza per la soddisfazione di tutti: forse l’esempio più concreto della “partnership di vita” che la compagnia vuole instaurare con i propri clienti.

Ma non è solo con loro che Generali Italia si sente partner di vita. Anche ai suoi 13mila dipendenti e ai 40mila agenti (comprese la bancassicurazione e la folta pattuglia di Alleanza).Per loro il welfare aziendale significa già smart working attivo per un dipendente su quattro, con la possibilità di lavorare due giorni a settimana da remoto e un metodo di lavoro sempre più agile. “Le cinque leve sulle quali poggia il piano – ha concluso Sesana – sono dunque la consulenza di valore, il focus sui clienti, i nuovi prodotti e servizi, l’evoluzione del modello operativo alla ricerca dell’eccellenza tecnica, e anche le partnership per realizzare sistemi connessi”. Questo Generali Italia lo fa già, ad esempio, con Drive Now, la società di car sharing sulle cui automobili stanno per arrivare i dispositivi di prevenzione e assistenza alla guida del Leone di Trieste.

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