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Gaza, Hamas: “Pronti a liberare gli ostaggi”. Trump: “Giorno speciale, pace vicina ma Israele fermi i bombardamenti”

Hamas accetta alcune parti del piano di pace di Trump dopo l’ultimatum del presidente Usa, aprendo la strada a nuovi negoziati che, secondo i media, inizieranno domani in Egitto. Intanto a Gaza City l’Idf passa a operazioni difensive, mantenendo l’assedio e avvertendo i civili del pericolo

Gaza, Hamas: “Pronti a liberare gli ostaggi”. Trump: “Giorno speciale, pace vicina ma Israele fermi i bombardamenti”

Hamas ha consegnato ai mediatori la sua risposta al piano di pace in 20 punti di Donald Trump: disponibilità a liberare tutti gli ostaggi, vivi e morti, e a cedere l’amministrazione della Striscia di Gaza a un organismo indipendente di tecnocrati palestinesi. Pur non facendo cenno al disarmo, il movimento si dice pronto ad avviare immediatamente negoziati attraverso i mediatori. Secondo i media, questi colloqui prenderanno il via domani in Egitto, con la delegazione israeliana guidata dal ministro Ron Dermer e la partecipazione dell’inviato americano Steve Witkoff, già partito per il Cairo.

Trump, intanto, canta vittoria. In un post su Truth Social ha dichiarato che “Israele deve smettere subito di bombardare Gaza”, sostenendo che Hamas “è pronto alla pace”. Ma poco prima aveva rilanciato l’ultimatum: accordo entro domenica alle 18, “altrimenti sarà l’inferno come mai visto prima”.

Gaza, ok da Hamas ad alcune parti del piano di Trump

Nel documento trasmesso ai mediatori, Hamas ringrazia “gli sforzi arabi, islamici, internazionali e del presidente Usa Donald Trump” e si dice pronta ad avviare “negoziati immediati sui dettagli” attraverso i mediatori. Il testo sottolinea l’urgenza di un cessate il fuoco, del ritiro israeliano da Gaza, dell’ingresso degli aiuti umanitari e di uno scambio di prigionieri.

Mousa Abu Marzouk, dirigente di Hamas, ha precisato ad Al Jazeera che “il piano di Trump non può essere attuato senza negoziati”. Il leader ha spiegato che Hamas “ha accettato una visione regionale e internazionale presentata dall’Egitto” e che “i punti che ci preoccupano nella proposta di Trump sono stati affrontati positivamente, ma richiedono maggiore comprensione e chiarezza, in particolare sui piani per una forza di mantenimento della pace a Gaza”. Abu Marzouk ha definito “teorica e irrealistica” la previsione di consegnare i prigionieri israeliani entro 72 ore nelle attuali circostanze, ribadendo che “la priorità resta fermare la guerra e i massacri di Israele a Gaza”. Ha inoltre confermato che “Hamas ha raggiunto un consenso nazionale per affidare l’amministrazione di Gaza a indipendenti, sotto la responsabilità dell’Autorità Nazionale Palestinese”.

Le reazioni internazionali

La risposta di Hamas al piano di pace di Donald Trump ha colto di sorpresa il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Secondo Axios e Channel 12, il premier israeliano non si aspettava la replica americana: durante le consultazioni, aveva definito la posizione di Hamas un rifiuto e chiesto di coordinarsi con Washington, mentre il team sugli ostaggi la riteneva un segnale positivo verso un accordo.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato di “cessate il fuoco e rilascio di tutti gli ostaggi a portata di mano”, ringraziando Trump per gli sforzi diplomatici e assicurando che la Francia continuerà a impegnarsi in sede Onu con Stati Uniti e partner regionali. Anche il segretario generale dell’Onu António Guterres si è detto “incoraggiato” e ha invitato le parti a “cogliere l’opportunità per porre fine al conflitto”, ringraziando Qatar ed Egitto per la mediazione.

Il Qatar ha accolto “con favore” la disponibilità di Hamas a liberare gli ostaggi e il richiamo di Trump a un cessate il fuoco immediato, definendolo un passo essenziale per fermare le violenze a Gaza. Dall’Italia, Giorgia Meloni ha espresso “pieno sostegno agli sforzi del presidente Trump” e ribadito che la priorità resta il rilascio degli ostaggi, mentre Antonio Tajani ha parlato di “un’occasione che non si può perdere”. In Israele, il leader dell’opposizione Yair Lapid ha invitato Netanyahu ad aderire ai negoziati, sostenendo che “esiste il consenso politico per andare avanti”.

La Casa Bianca, però, mantiene il tono duro: “Se Hamas non accetterà, le conseguenze saranno tragiche”, ha detto la portavoce Karoline Leavitt. Intanto anche i Paesi del Golfo si dicono pronti a sostenere il progetto di ricostruzione, persino senza l’ok definitivo del movimento palestinese.

Israele intensifica gli attacchi a Gaza ma poi Ifd cessa i raid

Secondo la testata israeliana N12, Israele si sta allineando alla dichiarazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e da stamattina gli attacchi dell’Idf in tutta la Striscia di Gaza sono stati sospesi, concentrandosi esclusivamente sulle operazioni difensive. Gaza City rimane sotto assedio e le forze non si stanno ritirando, ma restano sulle stesse linee raggiunte finora. Fino alle prime ore del mattino, l’Aeronautica Militare stava ancora attaccando, e l’agenzia di protezione civile di Gaza segnala che Israele ha effettuato decine di attacchi aerei e bombardamenti di artiglieria “nonostante l’appello del presidente degli Stati Uniti Donald Trump” a porre fine ai bombardamenti dopo che Hamas ha accettato un accordo di cessate il fuoco.

Tra pressioni internazionali, divisioni interne in Israele e un ultimatum che scade tra poche ore, la domanda è una sola: questa volta la pace è davvero possibile, o sarà l’ennesimo strappo in una guerra senza fine?

Ultimo aggiornamento sabato 4 ottobre 2025 alle ore 12:50

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