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G20, Draghi: “Lavoriamo per costruire un mondo migliore”

Il premier Mario Draghi ha aperto i lavori del G20 a Roma. “Lavoriamo per un nuovo modello economico. Multilateralismo indispensabile. Moralmente inaccettabili le differenze sui vaccini”. “Possiamo guardare con più ottimismo alla ripresa”

G20, Draghi: “Lavoriamo per costruire un mondo migliore”

Il G20 a Roma si è aperto con il tema dell’economia e della salute al primo posto dell’agenda dei leader. E pur nella complessità degli argomenti da affrontare Mario Draghi, premier italiano e presidente uscente del G20, ha messo ben in chiaro che il gruppo dei 20 Paesi più industrializzati del mondo sta lavorando  per costruire un nuovo modello economico che renda il mondo migliore; per eliminare le barriere commerciali sui vaccini anti Covid-19 a beneficio dei Paesi meno ricchi; per realizzare una ripresa più equa anche attraverso una tassazione minima globale più equilibrata. “Stiamo costruendo un nuovo modello economico e il mondo sarà migliore», sono le parole pronunciate da Mario Draghi che venerdì, proprio su questo tema, aveva avuto un colloquio con il presidente Usa Joe Biden a Palazzo Chigi. In conclusione, per le grandi sfide che il mondo ha di fronte il multilateralismo è l’unica via per raggiungere un successo.

G20, DRAGHI: VIA BARRIERE COMMERCIALI SU VACCINI COVID-19

«Come presidenza del G20 – ha esordito Mario Draghi sabato mattina nel suo discorso di apertura del vertice G20 a Roma – l’Italia ha lavorato per promuovere una ripresa più equa. Il Global Health Summit di Roma ha visto Paesi e aziende impegnarsi generosamente per fornire vaccini ai Paesi più poveri: dobbiamo essere sicuri di onorare le promesse. Abbiamo raggiunto un accordo storico per un sistema di tassazione internazionale più equo ed efficace. Abbiamo supervisionato l’allocazione di 650 miliardi di dollari come nuovi Diritti Speciali di Prelievo e abbiamo promosso la possibilità di redistribuirli ai Paesi che ne hanno più bisogno» ha affermato Draghi.



«Dobbiamo continuare a investire in ricerca, eliminare le barriere commerciali che riguardano i vaccini anti Covid-19, e migliorare la prevedibilità nella loro consegna. E dobbiamo rafforzare le catene di approvvigionamento globali, aumentando al contempo la capacità produttiva a livello locale e regionale».

«Nei Paesi ad alto reddito – ha poi ricordato – oltre il 70% della popolazione ha ricevuto almeno una dose. Nei Paesi più poveri, questa percentuale crolla a circa il 3%. Queste differenze sono moralmente inaccettabili, e minano la ripresa globale».

G20,DRAGHI: SISTEMA FISCALE PIÙ EQUO E RIPRESA

«Abbiamo raggiunto un accordo storico per un sistema di tassazione internazionale più equo ed efficace. Abbiamo supervisionato l’allocazione di 650 miliardi di dollari come nuovi Diritti Speciali di Prelievo e abbiamo promosso la possibilità di redistribuirli ai Paesi che ne hanno più bisogno», ha proseguito il premier sottolineando che questi successi sono la prova dei risultati che è possibile raggiungere insieme.

«A circa due anni dall’inizio della pandemia, possiamo finalmente guardare al futuro con più ottimismo. Campagne vaccinali di successo e azioni coordinate da parte dei governi e delle banche centrali hanno permesso la ripresa dell’economia globale. Molti dei nostri Paesi hanno lanciato dei piani di ripresa per dare impulso alla crescita, ridurre le diseguaglianze, promuovere la sostenibilità. Insieme, stiamo costruendo un nuovo modello economico, e tutto il mondo ne beneficerà».

Secondo alcune fonti interne al summit, riportate da Radiocor, durante la Sessione 1 del G20 dedicata a “Economia e Salute Globale”, è stato espresso un ampio e trasversale sostegno all’accordo raggiunto nei lavori del vertice sulla tassazione minima globale. L’accordo raggiunto in sede Ocse, dovrà essere ratificato nel corso del vertice. Ad avere intanto manifestato un esplicito sostegno sulla global minimum tax sono stati gli Usa ma anche Brasile, Francia, Corea.

In videoconferenza si è collegato al vertice il presidente russo Vladimir Putin che ha stigmatizzato “l’approccio protezionistico che alcuni Paesi adottano sui vaccini” e ha chiesto tempi più rapidi per le autorizzazioni da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Il tweet del presidente francese Macron a sostegno del Fondo per i vaccini

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