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Fiorentina-Juve e Napoli-Atalanta infiammano il ritorno del campionato in attesa del derby della Madonnina di domani

Difficile trasferta della Juve di Spalletti a Firenze dove i viola puntano a cominciare la rimonta. Complicato anche l’esordio di Palladino sulla panchina dell’Atalanta che va al Maradona per verificare il reale stato di salute del Napoli di Conte

Fiorentina-Juve e Napoli-Atalanta infiammano il ritorno del campionato in attesa del derby della Madonnina di domani

Adesso si fa sul serio. La Serie A riparte dopo la sosta per le Nazionali, per non fermarsi praticamente più: da qui al 26 marzo, giorno della semifinale playoff tra Italia e Irlanda del Nord, si andrà infatti dritti senza pause, con tanto di Supercoppa Italiana, Coppa Italia e coppe europee varie ad arricchire il tutto. Si comincia con gli anticipi odierni, tra cui spiccano Fiorentina-Juventus (ore 18) e Napoli-Atalanta (20.45, gli altri sono Cagliari-Genoa e Udinese-Bologna delle 15). Sia al Franchi che al Maradona andranno in scena partite delicatissime, in attesa del derby di Milano di domani sera, appuntamento clou dell’intero weekend.

Fiorentina – Juventus (ore 18, Dazn)

Fiorentina-Juventus non è mai una partita normale, ma stavolta arriva con un carico emotivo e tecnico ancora più pesante del solito, perché mette di fronte una squadra in piena crisi e un’altra che cerca disperatamente di capire fin dove può spingersi. Per i viola, ultimi in classifica, la sfida rappresenta quasi un bivio. L’arrivo di Vanoli, dopo il disastroso ruolino del predecessore Pioli (zero vittorie, quattro pareggi, sei sconfitte) ha sin qui prodotto il 2-2 di Genova, ma è chiaro che la sua stagione comincia oggi. Dall’altra parte c’è una Juventus che vive un paradosso tutto suo. La staffetta Tudor-Spalletti aveva acceso entusiasmi, amplificati dalla vittoria esterna contro la Cremonese, ma rallentati subito dai due pareggi successivi con lo Sporting in Champions e nel derby contro il Torino. La Vecchia Signora produce poco, segna ancora meno e resta sospesa nel limbo di una classifica ancora corta, aperta a scenari di qualsiasi tipo, nel bene e nel male. Anche per Spalletti, proprio come per Vanoli, il vero lavoro comincia qui. I cambiamenti tattici, a dire il vero, saranno rimandati a sfide più “semplici”, perché questa sera vedremo il 3-5-1-1 con Di Gregorio in porta, Kalulu, Gatti e Koopmeiners in difesa, Cambiaso, McKennie, Locatelli, Thuram e Kostic a centrocampo, Yildiz alle spalle di Vlahovic. Sistema di gioco simile anche per Vanoli, che risponderà con un 3-5-2 con De Gea tra i pali, Pongracic, Pablo Marì e Ranieri nel reparto arretrato, Dodo, Mandragora, Nicolussi Caviglia, Sohm e Fortini in mediana, Gudmundsson e Kean in attacco.

Spalletti: “Ho visto qualcosa di nuovo, ma dimostriamo di essere da Juve”

“Abbiamo lavorato coi pochi giocatori a disposizione, approfondendo delle cose che ritengo importanti – ha raccontato Spalletti -. Negli allenamenti in gruppo ho visto qualcosa di nuovo e che hanno fatto attenzione, significa che c’è disponibilità nei calciatori. Qui poi è tutto super organizzato, non posso chiedere di meglio. Mi aspetto una grande partita dai miei calciatori perché troveremo un avversario che darà tutto, sia come squadra ma anche come stadio e città. Per noi sarà una partita molto difficile. Noi facciamo vedere chi siamo durante le partite e me lo aspetto anche al Franchi, di far vedere di essere gente da Juventus. La difesa a quattro? Questa cosa l’abbiamo accennata e la valuteremo, ma ci vuole tempo. Abbiamo fatto pochi allenamenti tutti insieme, ma soprattutto devo recuperare qualche difensore in più perché ci vogliono le pedine giuste. Yildiz? Del rinnovo non spetta a me parlare, deciderà la società cosa e come fare. Lui per me è quello che può spaccare i moduli e gli schemi, ma ne abbiamo anche altri. Lui sa comportarsi da giocatore all’interno di una squadra, ha le caratteristiche da leader”.

Napoli – Atalanta (ore 20.45, Dazn e Sky)

Quando un ambiente si stringe attorno al proprio allenatore, spesso significa che il punto di non ritorno è stato sfiorato. A Napoli è successo qualcosa di molto simile: lo sfogo di Conte dopo la gara di Bologna (e la conseguente settimana di ferie in quel di Torino) ha scosso lo spogliatoio, acceso il dibattito e lasciato un’eco pesante. Ora servono fatti, soprattutto perché il calendario non concede tregua: Atalanta, Qarabag e Juventus al Maradona, in mezzo la trasferta con la Roma capolista. Fare risultato contro Atalanta e Qarabag darebbe una spinta enorme, ridando fiato alle ambizioni azzurre sia in Serie A sia in Europa, dove il pass per i playoff è tutt’altro che impossibile. Conte, alle prese con una vera e propria emergenza-infortuni (Anguissa e De Bruyne ne avranno almeno per altri tre mesi), virerà su un 3-4-2-1 con Milinkovic-Savic in porta, Rrahmani, Buongiorno e Juan Jesus in difesa, Di Lorenzo, Lobotka, McTominay e Gutierrez a centrocampo, Politano e Neres sulla trequarti, Hojlund in attacco. La sfida del Maradona offrirà la prima cartina di tornasole anche per Palladino, alla prima sulla panchina della Dea dopo il subentro a Juric. Debuttare contro Conte non è esattamente un inizio soft, ma visto lo stato d’animo azzurro può trasformarsi in una grande occasione. Il tecnico nerazzurro lo sa e punta a un approccio aggressivo sin dai primi minuti, affidandosi a un 3-4-2-1 con Carnesecchi tra i pali, Kossounou, Hien e Ahanor nel reparto arretrato, Bellanova, De Roon, Ederson e Zappacosta in mediana, De Ketelaere e Lookman alle spalle dell’unica punta Scamacca.

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