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Fineco, raccolti 419 milioni a marzo

Nel solo mese di marzo la raccolta gestita di Fineco è stata pari a 193 milioni, la raccolta amministrata è stata pari a -95 milioni mentre la raccolta diretta si è attestata a quota 320 milioni.

Fineco, raccolti 419 milioni a marzo

La raccolta netta di Fineco relativa al mese di marzo si è attestata a 419 milioni di euro, registrando uno dei migliori trimestri di sempre con 1,433 miliardi (-11% rispetto al primo trimestre 2015). La banca online del gruppo Unicredit prosegue nella sua strategia di crescita attraverso l’acquisizione di masse e clienti altamente fidelizzati, pur senza ricorso ad alcun tipo di offerte di breve periodo sui tassi di interesse.

Nel solo mese di marzo la raccolta gestita di Fineco è stata pari a 193 milioni, la raccolta amministrata è stata pari a -95 milioni mentre la raccolta diretta si è attestata a quota 320 milioni. La raccolta netta totale da inizio anno tramite la rete di promotori finanziari è stata pari a 1,218 miliardi, -16% rispetto al 2015. Il patrimonio totale è pari a quasi 55 miliardi a marzo 2016 (rispettivamente -0,6% e +2,4% rispetto a dicembre e marzo 2015).

Accelera anche l’acquisizione di nuova clientela: da inizio anno sono stati acquisiti più di 33 mila clienti (di cui più di 9 mila nel solo mese di marzo), in crescita del 6% rispetto all’anno precedente. Il numero dei clienti totali al 31 marzo 2016 è pari a 1.073.000, in crescita del 9% rispetto a marzo 2015.

Alessandro Foti, amministratore delegato e direttore generale di Fineco, dichiara: “Anche a marzo abbiamo registrato una raccolta molto solida. I risultati confermano un trend di crescita costante, fisiologica e di lungo periodo, favorita da una strategia centrata sulla sostenibilità del business e sulla fidelizzazione della clientela ottenuta grazie a un elevatissimo livello di soddisfazione per i servizi offerti; tutto questo senza ricorrere a campagne commerciali di breve periodo e particolarmente aggressive.”

A metà giornata il titolo Fineco, che ha da poco debuttato nel paniere del Ftse Mib a Piazza Affari, perde l’1,53% a 6,775 euro per azione.

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