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Fermare gli Usa in Groenlandia si può: il Generale De Gaulle l’ha fatto nel 1941 per Saint Pierre et Miquelon. Una lezione da non dimenticare

Nel 1941 il Generale Charles De Gaulle diede una lezione agli americani che volevano prendere il controllo dell’arcipelago francese Saint Pierre et Miquelon. Presenza militare e consenso democratico possono fare la differenza. Ricordiamocene

Fermare gli Usa in Groenlandia si può: il Generale De Gaulle l’ha fatto nel 1941 per Saint Pierre et Miquelon. Una lezione da non dimenticare

La rivista francese Le Gran Continent ha fatto benissimo, in questi giorni di delirio trumpiano per la conquista della Groenlandia, a ricordare il nobile e vittorioso esempio del Generale Charles De Gaulle del 1941 e il sito LeJournal.info ha fatto altrettanto bene a rilanciarlo. In quell’anno il piccolo arcipelago Saint Pierre et Miquelon era fonte di grande preoccupazione per l’amministrazione americana, appena colpita dal devastante attacco di Pearl Harbor. Quelle isolette, allora sotto il controllo del governo francese di Vichy, venivano considerate dagli americani una possibile base di intelligence dei nazisti, e decisero di prenderne il controllo. Ma non avevano fatto i conti con De Gaulle, allora leader della Francia libera, che da Londra ordinò all’ammiraglio Muselier di salpare per Saint Pierre et Miquelon e di prenderne possesso, in nome appunto della Francia Libera, con soli 25 soldati e poi di organizzare un referendum tra gli abitanti dell’arcipelago che plebiscitariamente (783 elettori contro 14) si schierarono dalla parte di De Gaulle. Gli americani si infuriarono e minacciarono l’uso della forza. Per nulla intimorito, il Generale replicò che, se gli americani avessero attaccato, avrebbe ordinato ai suoi soldati di sparare a qualsiasi invasore. E di fronte a una tale fermezza gli americani (ma alla Casa Bianca c’era il democratico Roosevelt) abbandonarono l’idea di prendersi l’arcipelago. E’ un esempio quello di De Gaulle che torna d’attualità: schierare una forza militare europea o Nato in Groenlandia e ascoltare il parere degli abitanti dell’isola potrebbe indurre perfino il capriccioso Trump a non commettere un errore imperdonabile.

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