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Fca: dividendo e conti Psa spingono il titolo

Per gli azionisti di Fca è in arrivo un dividendo da 70 centesimi, mentre per quelli di Psa la cedola arriva a 1,23 euro – Il gruppo francese archivia il 2019 con numeri migliori delle attese

Fca: dividendo e conti Psa spingono il titolo

Il Consiglio d’amministrazione di Fca ha deciso di proporre all’assemblea dei soci, in programma per il 16 aprile, la distribuzione di un dividendo ordinario pari a 70 centesimi, in crescita rispetto ai 65 centesimi dell’anno precedente. Lo comunica Fiat Chrysler in una nota, precisando che il monte dividendi arriverebbe così a quota 1,1 miliardi di euro.

La notizia ha contribuito a spingere il titolo in Borsa di Fca, che a metà giornata guadagna il 531%, a 11,858 euro, mettendo a segno la miglior performance del Ftse Mib. Negli stessi minuti, il listino principale di Piazza Affari viaggia in rialzo dello 0,7%, centrando il primo rimbalzo dopo due sedute da incubo.

Le azioni Fca beneficiano anche dei conti migliori delle attese pubblicati mercoledì dalla promessa sposa Psa. La casa automobilistica francese archivia il 2019 con un utile netto consolidato pari a 3,584 miliardi di euro, in crescita di 289 milioni rispetto al 2018. L’utile netto di pertinenza degli azionisti è salito invece di 374 milioni, a 3,201 miliardi di euro, mentre i ricavi si sono attestati a 74,731 miliardi di euro, in crescita dell’1%. Sul versante della redditività, il margine operativo adjusted ha raggiunto l’8,5%, in aumento di 0,8 punti base rispetto al 2018.

Quanto al dividendo, il Consiglio di Psa proporrà all’assemblea una cedola da 1,23 euro per azione.

“Abbiamo presentato 14 domande su 24 alle autorità per avere il via libera alla fusione con Fca – ha detto Carlos Tavares, presidente del consiglio di gestione di Psa – Per il momento nessuna risposta. È un processo molto lungo, che durerà in tutto 12-14 mesi. Non crediamo che ci saranno problemi”.

E ancora: “I costi di ristrutturazione non aumenteranno nel 2021 perché si fonderanno due società che sono in buona salute. Non è una fusione di crisi, non ci saranno costi di ristrutturazione. Se cambieranno le cose, ci adatteremo ma non vedo il bisogno di una ristrutturazione. C’è piuttosto impazienza per il nuovo progetto”.

(Ultimo aggiornamento: ore 14.30 del 26 febbraio).

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