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Energia: il Tap ha portato il primo gas in Puglia

Con due punti di consegna in Grecia e in Italia, entra in funzione l’opera contestata da Cinquestelle e movimenti, ma che può rivelarsi una buona opportunità anche per la transizione energetica

Energia: il Tap ha portato il primo gas in Puglia

Alla fine non hanno ceduto. Pressioni di ogni tipo, sit-in continui con annesse cariche della polizia e blocchi dei cantieri non hanno impedito a tecnici e maestranze italiane di ricevere il gas dall’Azerbaijan tramite il gasdotto Tap. Una battaglia politica persa, per chi l’ha sostenuta, sconfitta dalla necessità per l’Italia di avere a disposizione gas, nonostante gli obiettivi di decarbonizzazione. Da poche ore è stato immesso gas con due punti di consegna: Nea Mesimvria (Grecia) e Melendugno (Lecce). Tutto come previsto nel ruolino di marcia aziendale. A metà novembre, infatti, erano iniziate le operazioni commerciali che garantiranno forniture di gas fino alla Bulgaria con un corridoio energetico tra i più avanzati al mondo. L’Italia ha fatto la propria parte con sacrifici politici che è bene dimenticare dinanzi a risultati vantaggiosi per l’economia nazionale. Il gas continuerà ad avere un ruolo nei prossimi anni, come si è visto anche quando l’Ue ha sostenuto la politica di nuovi gasdotti.

“È senz’altro una giornata storica”, ha detto Luca Schieppati, manager del Tap. La struttura da inizio 2021 diventa parte integrante della rete di distribuzione del gas in tutta Europa. Il suo funzionamento non mancherà di avere effetti sulla transizione energetica in atto. Ma cosa ci aspetta in concreto nei prossimi mesi? L’inizio delle forniture fisiche di gas arricchirà il plafond di vettori energetici in mano agli Stati.

“Siamo pronti a offrire ai nostri shipper un servizio di fornitura affidabile nei prossimi mesi e anni, e allo stesso tempo guardiamo già avanti al lancio della seconda fase nel market test”, ha spiegato Marija Savova, direttrice commerciale Tap. In realtà, si pensa a raddoppiare la capacità di trasporto del gasdotto fino a 20 miliardi di metri cubi annui. Operazioni di lungo periodo per soddisfare la domanda di gas e bilanciare il mercato. Solo per una beffa, il Tap entra in funzione nei giorni in cui in Italia il prezzo del gas in bolletta aumenta del 5,3% su disposizione dell’Arera. Ma le prospettive dovrebbero essere migliorative, laddove si dispone di una maggiore quantità di materia prima.

Infine, gli impatti ambientali del gasdotto sulla costa pugliese. Gli ulivi espiantati durante i lavori sono stati conservati in modo appropriato, ha spiegato Schieppati, e ora sono di nuovo al loro posto. Danni nulli, insomma, quando schierati a dire no a tutto erano ministri passati o attualmente in carica.

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