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Enel: utile netto in rialzo del 14,1%, su i target dell’ebitda

Nei primi 9 mesi dell’anno il gruppo guidato da Starace migliora ancora la redditività e aumenta i profitti. L’aumento della profittabilità consente al gruppo di svalutare le centrali a carbone per 4 miliardi. Rivisto al rialzo l’Ebitda di fine anno

Enel: utile netto in rialzo del 14,1%, su i target dell’ebitda

Enel archivia i primi nove mesi dell’anno con un utile netto di 813 milioni, in caduta del 73% per effetto della svalutazione operata sulle centrali a carbone in Italia, Spagna, Cile e Russia per complessivi 4 miliardi di euro. Sono i diversi i fattori che hanno portato Enel a rivedere il valore delle centrali considerate più inquinanti ma si possono riassumere nella loro sempre minore sostenibilità economica. Da tenere presente inoltre che l’Enel è impegnata con un obiettivo di decarbonizzazione al 2050 al quale ha legato anche l’ultima emissione di bond conclusasi con grande successo.

La rettifica sugli impianti avviene nel momento opportuno data la solidità dei conti del gruppo che presenta un risultato netto ordinario in crescita del 14,1%, a 3,295 miliardi (dai 2,888 miliardi registrati nello stesso periodo del 2018), e ricavi balzati a 57,124 miliardi (+3,4%) trainati – questa volta – non solo dalla crescita delle rinnovabili quanto soprattutto dalle attività di infrastrutture e reti, in particolare in America Latina.



L’Ebitda dei primi 9 mesi, intanto, è migliorato dell’8,9% a quota 13,2 miliardi. Tanto che il gruppo ha rivisto al rialzo il target di Ebitda ordinario 2019 a 17,8 miliardi. Con questi numeri in cassaforte, il 26 novembre Enel presenterà alla comunità finanziaria il nuovo piano stategico 2020-2022 che fa leva proprio su decarbonizzazione e clienti per agganciare nuova crescita.

L’indebitamento finanziario netto è aumentato invece a 46,505 miliardi (+13,2% dai 41,089 miliardi di fine 2018), essenzialmente a causa della crescita degli investimenti (6,6 miliardi, +27,7% nel periodo), del pagamento dei dividendi, dei tassi di cambio sfavorevoli e della prima applicazione dell’Ifrs 16.

Il gruppo conferma la politica di dividendi con la deliberazione di un acconto sul dividendo 2019 pari a 0,16 euro per azione, in pagamento dal 22 gennaio 2020 (+14,3% rispetto all’acconto distribuito a gennaio).

“In prospettiva, la crescita operativa, il continuo lavoro sulle efficienze e la semplificazione della struttura societaria ci pongono nelle condizioni migliori per superare il target annuale di Ebitda ordinario consolidato portandolo a circa 17,8 miliardi di euro e per raggiungere un utile netto ordinario consolidato di circa 4,8 miliardi di euro a fine 2019 – commenta Francesco Starace, amministratore delegato di Enel – Queste azioni si pongono all’interno di un approccio strategico che vede la sostenibilità come fattore determinante per la creazione di valore per il Gruppo e i suoi stakeholder”.

Nei nove mesi, “il gruppo ha anche accelerato i propri investimenti fino a superare i 6 miliardi di euro – ha aggiunto Starace – l’84% dei quali dedicati a rinnovabili e reti e alimentati da una forte generazione di cassa che continuerà a sostenere le nostre ambizioni di crescita nel medio e lungo termine”.

Infine, “prosegue il nostro percorso verso la decarbonizzazione”: nelle rinnovabili, “in questi nove mesi abbiamo installato 600 MW e ci attendiamo l’entrata in esercizio di ulteriori 2.400 MW entro la fine dell’anno. Questo ci permette di confermare il target di 3 GW di nuova capacità rinnovabile installata entro fine 2019. Stiamo inoltre lavorando per aumentare il nostro target annuale di capacità rinnovabile aggiuntiva a 4 GW, a partire dal 2020″.

Per quanto riguarda invece Open Fiber, “l’aggiornamento è che non c’è alcun aggiornamento”, ha detto durante la conference call con gli analisti il cfo di Enel, Alberto De Paoli, bollando le indiscrezioni su possibili acquirenti per la società della fibra come “semplici rumor”.

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