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Enel, piano industriale a “tutta fibra”. E Starace lancia a Londra la divisione di Venturini

Conto alla rovescia per la presentazione del piano industriale 2018-2020 del gruppo martedì. L’Ad Francesco Starace, mentre si infittiscono le voci di possibili intese commerciali tra Tim e Open Fiber, non cede sull’azionariato: “OF è parte integrante della strategia di Enel. Non intendiamo uscire dal capitale”. Dopo il ribaltone in OF,
Il nuovo ruolo di Tommaso Pompei in e-Solutions, la divisione guidata da Francesco Venturini a cui sono affidati i businness innovativi con un nuovo marchio e nuovo nome

Enel, piano industriale a “tutta fibra”. E Starace lancia a Londra la divisione di Venturini

E’ iniziato il conto alla rovescia per la presentazione del piano industriale 2018-2020 di Enel. L’appuntamento di tutto lo stato maggiore della multinazionale italiana con gli analisti è per martedì 21 novembre a Londra quando Francesco Starace, Ad e direttore generale, e Alberto De Paoli, direttore finanziario, annunceranno le nuove linee guida triennali del gruppo.

Saranno certamente confermati gli obiettivi di decarbonizzazione (via dal carbone dal 2025) e di crescita nelle rinnovabili, il completamento del riassetto delle partecipazioni in Sud America (Enel Chile ed Enel Generacion Chile hanno convocato per il 20 dicembre le rispettive Assemblee straordinarie) e la spinta in avanti sui settori innovativi a cominciare dalla mobilità elettrica. Uno spazio importante viene assicurato allo sviluppo del progetto fibra ottica, assegnato a Open Fiber: “Non abbiamo interesse a uscire dal capitale. Questa linea sarà ribadita a Londra. Emergerà con chiarezza che OF è parte integrante della strategia di Enel”, ha dichiarato Starace in un’intervista pubblicata giovedì mattina sul Sole 24 Ore.

Cresce il peso dei settori innovativi a cui il gruppo ha dedicato una divisione apposita, la e-Solutions guidata da Francesco Venturini (ex Ad Enel Green Power) e il segnale di quanto si intenda puntare su queste nuove attività a valore aggiunto sarà dato proprio a Londra con la presentazione lunedì pomeriggio del nuovo marchio e del nuovo nome della divisione. Il lancio avviene a pochi giorni di distanza da due avvenimenti significativi nella nuova strategia di Enel: il primo, avvenuto a fine ottobre, è l’acquisizione della società californiana eMotorWerks, leader nella fornitura di stazioni di ricarica per veicoli elettrici, le JuiceBox, e titolare di JuiceNet, piattaforma di Internet of Things (IoT) per la gestione intelligente della ricarica dei veicoli elettrici e di altri sistemi di accumulo distribuiti. Sulla società americana Starace e Venturini puntano per i sistemi di ricarica veloce e smart (quindi in due direzioni, da e verso la rete), come fattore di stabilizzazione della rete nella logica di sviluppo della mobilità elettrica. L’acquisizione è passata quasi sotto silenzio ma è grazie a eMotorWerks, la cui piattaforna sarà progressivamente installata su tutte le colonnine del gruppo, che Enel conta di dare un significativo impulso tecnologico e un valore aggiunto alle sue offerte di mobilità. Il secondo avvenimento da registrare, è avvenuto subito dopo e riguarda l’avvio del piano nazionale per l’installazione di 14.000 colonnine in Italia al 2022 che si vanno a sommare al migliaio già esistente e alle altre 4.000 in Spagna, Romania, Grecia, Cile, Colombia, Argentina.

E’ in e-Solutions (top secret sul nuovo nome) che troverà una collocazione Tommaso Pompei, sostituito bruscamente in Open Fiber dal nuovo Ad Elisabetta Ripa . Francesco Starace intende legare il suo nome allo sviluppo di e-Solutions che sarà dettagliato meglio a Londra.

Sul versante della fibra ottica invece, l’uscita di Pompei apre una seconda fase per Open Fiber che, in base alle dichiarazioni del numero 1 di Enel, si concentrerà sul project financing e sul prestito “jumbo” da 3,5 miliardi necessari per realizzare il grosso del piano della nuova rete ultraveloce nelle aree nere e bianche, al netto dei finanziamenti pubblici. Il prestito, in fase di negoziazione, dovrebbe concludersi tra fine anno o, più probabilmente, nei primi mesi del 2018. 

Quel che è certo è che sulla nuova rete in fibra si confrontano due diverse visioni: quella di Franco Bassanini, presidente di Open Fiber con l’appoggio di Palazzo Chigi, è favorevole ad un accordo sulla rete con Tim per arrivare ad un’unica rete in fibra in Italia in una logica di separazione tra chi fa l’infrastruttura e chi, gli operatori, offre servizi alla clientela. E mentre si infittiscono le voci di una possibile collaborazione commerciale tra Tim ( in rialzo a Piazza Affari giovedì) e OF, Francesco Starace non cede né sul tema di una società unica della rete e meno ancora sulla possibilità di riassetti societari (“No ad accrocchi societari” aveva detto pochi mesi fa): “La chiusura è totale. Non ci interessa e questo perché non ha alcun senso né per Open Fiber né per Tim. Ma mi pare che loro siano sulla stessa linea”, ha concluso il top manager. La prossima puntata martedì a Londra.

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