Condividi

Enel: il piano strategico 2024-2026 punta su 35,8 miliardi di investimenti, la metà in Italia. Focus sulle reti

Enel presenta il nuovo piano strategico 2024-2026 targato Flavio Cattaneo: più investimenti sulle reti e in Italia, più selettivi per quelli sulle rinnovabili, target finanziari in crescita e dividendo fisso minimo di 0,43 euro per il 2023 con potenziale payout del 70%

Enel: il piano strategico 2024-2026 punta su 35,8 miliardi di investimenti, la metà in Italia. Focus sulle reti

Enel svela il piano strategico 2024-2026 targato Flavio Cattaneo che prevede un rallentamento nella corsa nelle rinnovabili, una maggiore concentrazione sulle reti e sull’Italia e dal piano di dismissioni un taglio del debito di 11,5 miliardi. Il primo Capital Market Day per il top manager alla guida di Enel dallo scorso maggio presenta diversi segnali di discontinuità rispetto al predecessore Francesco Starace, come il nuovo approccio più selettivo sugli investimenti: nel 2024-26 sono previsti circa 35,8 miliardi di investimenti (in calo rispetto ai 37 miliardi del precedente piano), con focus sulle reti di distribuzione e sull’Italia “per massimizzare la redditività e ridurre al minimo i rischi”, ha spiegato il numero uno di Enel.

La strategia di Cattaneo “punta a trasformare Enel in un’organizzazione più snella, flessibile e resiliente, pronta per affrontare le sfide e cogliere le opportunità che possono presentarsi in futuro”, ha proseguito l’ad. Come? Focalizzandosi su un’allocazione selettiva del capitale, sulla sostenibilità finanziaria e ambientale con lo scopo di potenziare la generazione di cassa e la redditività “con solidi rendimenti per gli azionisti”. A tal proposito viene confermata una politica dei dividendi “semplice e attrattiva” con un dividendo per azione fisso minimo pari a 0,43 euro e con potenziale payout del 70%, “sempre se i risultati lo consentiranno”.

A Piazza Affari, il titolo ha ballato intorno alla parità fino a metà seduta. “Il mercato gioca nei giorni del Piano, titolo darà soddisfazione” e poi quello “che conta è che sia cresciuto da quando abbiamo iniziato”, ha detto Cattaneo in conferenza stampa. Ma andiamo a vedere punto per punto il nuovo piano strategico 2024-26 di Enel.

Approccio più selettivo sugli investimenti

Sono circa 35,8 miliardi di euro gli investimenti totali lordi pianificati nel triennio 2024-26 da Enel: cresceranno quelli nelle reti (18,6 miliardi di euro) e quelli verso l’Italia (il 49%) “in aree caratterizzate da rendimenti visibili, un quadro regolatorio remunerativo nonché contesti macroeconomici e politici stabili”, spiega il gruppo. Oltre al nostro Paese, gli investimenti saranno orientati per il 25% in Spagna, il 19% in Sudamerica, il 7% negli Usa. Nelle rinnovabili, il gruppo ha pianificato investimenti lordi pari a circa 12,1 miliardi di euro nel triennio, “puntando su eolico onshore, solare e batterie di accumulo, facendo anche leva sul repowering”. Infine, circa 3 miliardi di euro saranno rivolti al business dei clienti.

Grande assente nel piano il rigassificatore di Porto Empedocle. Cattaneo ha detto che sarà inserito qualora venisse riconosciuto dal Governo “come asset strategico”.

Approccio più flessibile sulle rinnovabili

Enel spiega che “le decisioni di investimento in rinnovabili saranno più selettive, mediante la diversificazione di tecnologie e Paesi, il miglioramento dei rendimenti e la riduzione dei rischi, anche facendo leva su partnership”. Nel dettaglio, tra il 2024 e il 2026 si prevede la realizzazione di circa 13,4 gigawatt di nuova capacità. Nel 2026 la capacità rinnovabile del gruppo dovrebbe aumentare a circa 73 gigawatt da circa 63 gigawatt stimati per il 2023, con la quota di generazione a zero emissioni che raggiungerà circa l’86% rispetto a circa il 74% atteso per il 2023. Slitta invece la chiusura dei rimanenti impianti a carbone: dal 2024 al 2027.

I target di Enel dal 2023 al 2026 superiori alle attese

La multinazionale dell’energia ha annunciato target finanziari in crescita per il prossimo triennio: un margine operativo lordo (ebitda) tra i 21,5 e i 22,5 miliardi di euro nel 2023, tra i 22,1 e i 22,8 miliardi nel 2024 e tra i 23,6 e i 24,3 miliardi di euro nel 2026. L’utile netto per il 2023 è stimato intorno ai 6,4 e i 6,7 miliardi di euro, tra i 6,6 e i 6,8 miliardi per il 2024 e tra i 7,1 e i 7,3 miliardi di euro per il 2026.

Uno dei principi cardine del nuovo piano è quello di coprire le spese per investimenti e dividendi senza intaccare le riserve del gruppo. “Spenderemo solo la cassa che genereremo, non spenderemo e non incrementeremo il debito”. Quanto ai flussi di cassa generati dalla gestione operativa dovrebbero raggiungere i 43,8 miliardi di euro entro il 2026. Rispetto al 2022, inoltre, il gruppo prevede di conseguire una grossa riduzione dei costi, pari a circa 1,2 miliardi di euro nel triennio soprattutto attraverso “l’efficientamento dei processi e la razionalizzazione dell’organizzazione”.

La generazione dei flussi di cassa e la razionalizzazione dei costi si tradurranno in un rafforzamento del merito creditizio dell’azienda: Enel prevede un indebitamento finanziario per il 2024 compreso tra 2,4-2,5 volte, per il 2026 a circa 2,3 volte (nel 2022 era circa 3,1 volte).

Per quanto riguarda la politica dei dividendi, Enel prevede di mantenere un dividendo per azione fisso minimo pari a 0,43 euro (la cedola di quest’anno) per il periodo 2024-2026, con possibilità di aumento fino al 70% sull’utile in caso di raggiungimento della neutralità dei flussi di cassa.

Dalle dismissioni riduzione del debito per 11,5 miliardi

Sotto la gestione Cattaneo sono proseguite le cessioni taglia-debito, ma il piano è stato in parte ridefinito “per focalizzarsi su una rotazione del portafoglio guidata dal valore degli asset”. Secondo il big italiano il processo di dismissioni produrrà un impatto positivo sull’indebitamento netto stimato in circa 11,5 miliardi di euro tra il 2023 e il 2024 con un incasso per circa 8 miliardi di euro nel 2024. Proprio questa mattina è stata completata la cessione degli asset di generazione del gruppo in Perù che genererà una riduzione dell’indebitamento di circa 1,6 miliardi di euro entro il 2024. Le altre dismissioni attualmente in corso sono:

  • quelle che rientrano tra le operazioni già finalizzate nel corso del 2023: uscita dalla Romania, cessione di attività di generazione in Argentina, vendita del 50% delle attività rinnovabili in Australia e vendita di un portafoglio solare in Cile. Impatto sull’indebitamento netto pari a circa 2,8 miliardi;
  • quelle sottoscritte in attesa di finalizzazione: vendita di asset di generazione in Perù, dismissione degli asset di distribuzione e fornitura in Perù, vendita del 50% di Enel Green Power Hellas e vendita di un portafoglio solare e geotermico negli Stati Uniti. Impatto di circa 5,4 miliardi di euro;
  • infine, quelle in fase di negoziazione avanzata per un importo atteso di circa 3,3 miliardi in termini di impatto sull’indebitamento netto.

Il piano di Cattaneo ribalta la strategia seguita da Starace nei suoi nove anni al timone dell’Enel. “Un piano prudente. Siamo qui da sei mesi, dateci del tempo, ho già comprato 1,5 milioni di azioni, adesso ne voglio comprare un altro milione e non intendo perderci”, ha concluso il top manager.

Commenta