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Elezioni Moldavia: vittoria degli europeisti di Sandu, sconfitti i filo-russi

La Moldavia sceglie ancora l’Europa: il partito Pas di Maia Sandu vince le elezioni parlamentari con oltre il 50% dei voti, nonostante cyber-attacchi, falsi allarmi bomba e pressioni russe

Elezioni Moldavia: vittoria degli europeisti di Sandu, sconfitti i filo-russi

La Moldavia ha scelto di restare ancorata all’Europa. Nelle elezioni parlamentari di ieri, segnate da cyber-attacchi, falsi allarmi bomba e accuse di brogli orchestrati da reti filo-russe, il Partito d’Azione e Solidarietà (Pas) guidato dalla presidente Maia Sandu ha ottenuto oltre il 50% dei voti. Con il 99,5% delle schede scrutinate, i filo-europei hanno raggiunto il 50,03% contro il 24,26% del Blocco Patriottico legato a Mosca.

Non era un risultato scontato. Fino a scrutinio parziale i leader filorussi, a cominciare dall’ex presidente Igor Dodon, avevano provato ad agitare la piazza proclamando una presunta vittoria dell’opposizione. Una narrazione crollata con i numeri ufficiali.

La Moldava sceglie l’Ue

Il Parlamento moldavo conta 101 seggi. Al Pas dovrebbero andare 53 seggi, al Blocco Patriottico 27, all’Alternativa (anch’essa filo-russa) 9, al populista Partidul Nostru 6 e al movimento di destra Democratia Acasa altri 6. L’affluenza ha superato il 52%, ben oltre la soglia minima del 33%, confermando la piena legittimità del voto.

Nonostante le difficoltà economiche e un’inflazione al 7%, la maggioranza degli elettori ha scelto di rafforzare il percorso verso l’adesione all’Unione europea entro il 2030, respingendo le sirene di Mosca.

Le interferenze di Mosca

La giornata elettorale è stata segnata da tentativi sistematici di destabilizzazione come attacchi informatici contro la Commissione elettorale centrale, minacce di bombe in seggi dentro e fuori dal Paese – inclusi quelli di Roma e Bruxelles – e caroselli di elettori provenienti dalla Transnistria separatista.

Il consigliere per la sicurezza nazionale Stanislav Secrieru ha denunciato “un’ulteriore escalation di attacchi cibernetici lanciati da diversi Paesi con l’obiettivo di sabotare il voto”. Una strategia chiara di seminare panico e delegittimare le urne.

Dodon e i fantasmi sovietici

Sconfitto dai numeri, Igor Dodon non rinuncia alla propaganda. Ex presidente, già immortalato in Piazza Rossa accanto a Putin, ha annunciato proteste “pacifiche” davanti al Parlamento. Ma non ha fornito alcuna prova delle sue accuse di brogli.

La nostalgia per l’Urss, cavalcata dal fronte filo-russo, resta forte in alcune aree del Paese, come la Gagauzia. Qui, tra simboli sovietici e retorica anti-occidentale, i candidati hanno cercato di far leva sul malcontento economico. Ma l’onda europeista ha prevalso.

Elezioni Moldavia: la diaspora decide ancora

Decisivo ancora una volta il voto dei moldavi all’estero, circa un quinto dell’elettorato. Solo in Italia hanno votato centinaia di migliaia di cittadini, nonostante i tentativi di sabotaggio. Già un anno fa la diaspora aveva consegnato la vittoria agli europeisti nel referendum sull’adesione all’Ue, con uno scarto di appena 13mila voti.

In Moldavia lo spettro della guerra fa paura, e per un Paese di appena 2,5 milioni di abitanti la protezione europea è percepita come l’unico argine contro l’instabilità e le pressioni di Mosca.

L’Europa come futuro

Dopo una campagna elettorale segnata da intimidazioni e denaro russo che, secondo Sandu, ha alimentato reti di disinformazione e violenza, la Moldavia ha scelto la strada più difficile ma più sicura: l’Europa.

“Ho votato per la pace e per un futuro europeo”, ha dichiarato la presidente Sandu. E ieri sera, simbolicamente, i sostenitori del Pas si sono riuniti in Strada 31 Agosto 1989, dedicata al ritorno alla lingua romena e all’alfabeto latino: un omaggio alla libertà conquistata e difesa ancora una volta alle urne.

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