Condividi

EDF è “l’assassino dell’Orient Express: tutti colpevoli” del disastro francese: lo sostiene Le Monde

La perdita monstre per il colosso dell’energia francese nel 2022 non può essere ridotta a una cattiva congiuntura. Ecco chi sono i veri”colpevoli” del suo declino

EDF è “l’assassino dell’Orient Express: tutti colpevoli” del disastro francese: lo sostiene Le Monde

È con un viso scuro che il nuovo direttore generale d’EDF, Luc Rémont, ha annunciato i risultati per l’anno 2022. Si parla di 17,9 miliardi di perdita e di un debito abissale di 64,5 miliardi di euro, mentre una commissione d’inchiesta indaga sulle “ragioni della perdita della sovranità e dell’indipedenza energetica della Francia” in corso. Come è successo che un gruppo alla testa del secondo più grande parco nucleare al mondo, a lungo conosciuto per la sua competenza, abbia potuto arrivare a questo punto? Capire la caduta di EDF, non è solo una cronaca economica, ma una lezione di storia sia francese, sia europea. 

2022, annus horribilis 

A prima vista, il disastro del 2022 potrebbe essere ridotto a una cattiva congiuntura. Infatti, EDF ha sofferto di una disponibilità storicamente bassa del suo parco nucleare. Più della metà dei reattori del paese erano fermi e la colpa è stata addossata a un fenomeno di “tensocorrosione”. La generalizzazione di quest’usura prematura della tubatura è dovuto alla costruzione in serie degli impianti a partire degli anni Settanta. Oltre i costi di riparazione, questa catastrofe ha soprattutto tagliato la produzione, e dunque i redditi, del gruppo. 

I risultati 2022 si spiegano anche per la voglia del governo francese di fare partecipare il gruppo allo “scudo tariffario” nazionale. Questo dispositivo antinflazione, istituito per cautelare i cittadini degli effetti della guerra Ucraina, ha costretto l’impresa a svendere la sua elettricità.

Ma riassumere lo stato di EFD a una brutta congiuntura sarebbe ignorare i problemi strutturali che minano il gruppo. 

Le radici del male 

Secondo un funzionario del ministero dell’economia, citato daLe Monde, “EDF, è l’Assassinio sull’Orient Express. Tutti sono colpevoli”.

E per gli ex-capi di EDF, al primo posto degli imputati si trova Bruxelles. Infatti, la Commissione è quasi da sempre in contrasto con il gruppo, dipinto come un mostro monopolistico. Dopo anni di resistenza, l’impresa è stata costretta a piegarsi alle regole della concorrenza. Ma piuttosto che vendere parte della sua attività, come Enel ha potuto fare, il governo francese ha preferito forzare l’azienda a svendere una parte della sua elettricità. Dalla legge ARENH del 2010, EDF è costretta a vendere 100 TWh della sua produzione nucleare a un prezzo fissato. Se lo scopo di questa misura era di bilanciare la lotta con gli altri produttori, ha in realtà svuotato le casse di EDF senza incitare gli altri produttori ad investire.

I governi degli ultimi 20 anni hanno anch’essi la loro responsabilità in questa sconfitta. Incapaci di fornire una tabella di marcia chiara, sono rimasti in bilico fra una voglia di disimpegno e l’incapacità di proporre un’altra via. Ad esempio, Jospin ha tagliato i fondi per la ricerca nucleare al fine di soddisfare i verdi della sua coalizione. Hollande, a sua volta, aveva promesso di uscire via via dell’atomo, senza investire abbastanza nelle energie rinnovabili. Infine, Macron ha cominciato a chiudere l’impianto di Fessenheim all’inizio del primo mandato, per poi annunciare nel 2022 un investimento di quasi 50 miliardi di euro per costruire nuovi reattori

Infine, neanche gli amministratori successivi del gruppo sono innocenti. In particolare, si sono impegnati nei cantieri faraonici senza le competenze necessarie, e non sono riusciti a coordinarsi con Areva, l’altra grande impresa nucleare francese. Il caso più emblematico è quello dell’EPR di Flamanville. Il cantiere, supposto finito nel 2012 per un prezzo di 3 miliardi di euro, è ancora al lavoro ed è già costato 19 miliardi secondo la Corte dei conti.  

Una sfida europea 

Oggi, il caso EDF supera i confini francesi. Con la sfida della transizione energetica, ci sono scelte maggiori da fare in materia di nucleare. E sulla scena europea, due visioni si affrontano. La Francia, alla testa di una coalizione filo-atomo, sfida una squadra guidata dalla Germania, fermamente opposta all’energie nucleari dall’incidente di Fukushima. In questo scontro, l’Italia ha un ruolo di arbitro da giocare. Come prova, dopo la visita del ministro Bruno Le Maire a Roma, Ansaldo ha annunciato una nuova collaborazione con i francesi sul tema del…nucleare. EDF, una storia europea.

Commenta