Non è una novità che Mario Draghi sia una delle personalità più autorevoli non solo in Italia ma nel mondo. E’ così da quando con sole tre parole (“Whatever it takes“) l’allora Presidente della Bce salvò nel 2012 l’euro e l’Europa stregando i mercati. La riprova è quanto è successo nei giorni scorsi e che il sito LeJournal.info diretto da Laurent Joffrin, l’ex direttore di Nouvel Observateur e Liberation, ha rilanciato. Prima di incaricare Sebastien Lecornu, Macron aveva seriamente pensato di offrire la candidatura a guidare il Governo francese proprio Mario Draghi che, con la sua credibilità, avrebbe certamente rassicurato i mercati, avviato il risanamento dei conti pubblici d’Oltralpe e forse raffreddato le tensioni tra destra e sinistra che da mesi paralizzano la Francia. E a chi gli faceva osservare che era impensabile nominare uno straniero a Matignon, Macron, secondo quanto riferisce LeJournal.info, avrebbe risposto: “Non è vietato dalla Costituzione” e, soprattutto “da Mazzarino in poi, è una prospettiva accettabile”. E la Francia ne avrebbe tratto grande giovamento. Complimenti a Draghi ma anche a Macron per averci pensato.
Draghi alla guida del Governo francese? Macron ci aveva pensato davvero prima di scegliere Lecornu. C’era il precedente di Mazzarino
La stima del Presidente francese Emmanuel Macron per l’ex Presidente della Bce ed ex premier Mario Draghi è talmente grande che l’Eliseo aveva addirittura pensato di candidarlo a Matignon. Lo ha rivelato il sito LeJournal.info. Del resto c’è il precedente del cardinal Mazzarino, l’italiano che nel Seicento divenne primo ministro di Francia