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Divorzio: il tenore di vita dell’ex non conta più

Con una sentenza storica, la Cassazione ha stabilito che non è “configurabile un interesse giuridicamente rilevante o protetto dell’ex coniuge a conservare il tenore di vita matrimoniale” – Bisognerà perciò garantire solo l’indipendenza o l’autosufficienza economica

Divorzio: il tenore di vita dell’ex non conta più

Cambiamento storico nella giurisprudenza sul divorzio. La Cassazione ha stabilito che l’assegno di mantenimento non debba necessariamente garantire lo stesso tenore di vita che si aveva durante il matrimonio, ma solo l’indipendenza o dell’autosufficienza economica dell’ex coniuge che lo richiede.

Con la sentenza 11504, relativa al divorzio dell’ex ministro Vittorio Grilli, i supremi giudici hanno respinto il ricorso con il quale la ex moglie chiedeva l’assegno di divorzio già negatole con verdetto emesso dalla Corte di Appello di Milano nel 2014 che aveva ritenuto incompleta la sua documentazione dei redditi e valutato che l’ex marito dopo la fine del matrimonio aveva subito una “contrazione” dei redditi.



Secondo i supremi giudici, la decisione milanese deve essere corretta in motivazione perché a far perdere il diritto all’assegno alla ex moglie non è il fatto che si suppone abbia redditi adeguati, ma la circostanza che i tempi ormai sono cambiati e occorre “superare la concezione patrimonialistica del matrimonio inteso come sistemazione definitiva”. Ormai “ormai è generalmente condiviso nel costume sociale il significato del matrimonio come atto di libertà e di autoresponsabilità, nonché come luogo degli affetti e di effettiva comunione di vita, in quanto tale dissolubile. Si deve quindi ritenere che non sia configurabile un interesse giuridicamente rilevante o protetto dell’ex coniuge a conservare il tenore di vita matrimoniale”.

Uno degli avvocati dell’ex ministro, Daniele Mariotti, sottolinea che la sentenza “è un importante punto di arrivo che sovverte quasi trenta anni di giurisprudenza costante e farà da ‘base’ per tutte le sentenze in tema di divorzio. Per questo io e l’avvocato Favero – ha aggiunto – riteniamo di aver ottenuto un risultato al servizio dell’intero Paese, e tanti cittadini potranno trarne utilità mettendo fine a situazioni di indebito arricchimento alle spalle dell’ex coniuge”.

Questa vicenda, ha proseguito Mariotti, “è stata trattata dalla Cassazione in due diverse udienze precedute da una ricerca dell’Ufficio del Massimario che ha fatto anche una panoramica della giurisprudenza comunitaria: evidentemente i supremi giudici erano pronti a prendere atto che i tempi sono cambiati e che quando due persone divorziano tornano ad essere singole”.

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