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Decreto Banche: il Governo pone la fiducia

Il decreto contenente la riforma delle Bcc e la garanzia statale sulle cartolarizzazioni affronterà il voto di fiducia della Camera – Commissione Finanza approva la way out per gli istituti corporativi e l’emendamento che cancella l’anatocismo bancario.

Decreto Banche: il Governo pone la fiducia

Voto di fiducia alla Camera sul decreto banche, contenente la riforma delle Bcc e la garanzia statale sulle cartolarizzazioni dei crediti in sofferenza.

Ad annunciare la decisione del Governo è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi. L’inizio delle dichiarazioni di voto è previsto per le 10.30 di domani. Alle 12.10 l’inizio della chiama.

Ricordiamo che la commissione Finanze di Montecitorio ha  dato l’ok al meccanismo della “way out” per la Bcc e ha esteso agli intermediari finanziari l’accesso alla garanzia dello Stato sulle sofferenze. Parlando delle Bcc, gli istituti che non vorranno aderire alla holding unica, se al 31 dicembre 2015 avevano un patrimonio netto superiore ai 200 milioni, avranno 60 giorni dalla conversione definitiva del decreto per decidere di presentare istanza a Banca d’Italia per conferire l’attività a una Spa bancaria mantenendo l’indivisibilità delle riserve e a fronte del pagamento del 20% del patrimonio netto come tassa straordinaria.

Per quanto riguarda la garanzia sulla cartolarizzazione dei crediti in sofferenza, quest’ultima sarà appannaggio anche degli intermediari finanziari, mentre il fondo salirà da 100 a 200 milioni. Si potranno vendere sofferenze non oltre «il loro valore contabile netto alla data della cessione», mentre ci sarà maggiore flessibilità nella gestione della relazione con le agenzie di rating.

Un’altra novità introdotta riguarda l’eliminazione dell’anatocismo bancario in base al quale le banche applicavano gli interessi non solo sul debito originario, ma anche sugli interessi maturati in precedenza.

L’emendamento del PD, prima firma Sergio Boccadutri, prevede che la maturazione degli interessi sarà pari ad un anno, mentre gli interessi passivi a carico del cliente non potranno produrre ulteriori interessi. Questi saranno conteggiati al 31 dicembre di ogni anno e saranno esigibili a partire da marzo dell’anno successivo.

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