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Decalogo per l’ambiente: lo firmano 25 sindaci

Italia penalizzata da ritardi e danni complessivi per 63 miliardi: ecco le 10 proposte del Green City Network che chiamano in causa governo e Regioni

Decalogo per l’ambiente: lo firmano 25 sindaci

Venticinque, destinate ad aumentare. Tante sono le città italiane che hanno firmato il decalogo di Green City Network per azioni congiunte contro i cambiamenti climatici. Da Milano a Napoli, da Roma, Padova, passando per Palermo, Assisi, Torino e Venezia, i rappresentanti dei Comuni sono d’accordo con le proposte elaborate dalla rete green nata dentro la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

Città guidate da sindaci di diverso orientamento politico, tutti concordi nel chiedere investimenti pubblici e risorse per non soccombere alle modificazioni climatiche. Il decalogo, firmato a Milano a margine della Seconda Conferenza Nazionale delle Green City, apre la porta ad ipotesi di lavoro interistituzionali. Il contesto internazionale vede l’Italia penalizzata per circa 63 miliardi di euro per danni complessivi. La commissione europea con questi dati ha collocato il nostro Paese al secondo posto tra quelli del vecchio continente che subiscono danni dai fattori climalteranti, tutti insieme. Nelle città la qualità della vita è a rischio. A parte i casi limite di queste settimane come Roma per la gestione dei rifiuti, mediamente siamo ancora poco attrezzati a fronteggiare le emergenze. Le statistiche, come è noto, sono influenzate da fattori variabili e le emergenze urbane hanno origini diverse: mobilità, circolazione, rifiuti. Le alte temperature di giugno hanno reso dappertutto l’aria irrespirabile.



Noi abbiamo 10 proposte che forniscono gli strumenti per affrontare i cambiamenti climatici per prevenire e limitare rischi e danni“, dice Edo Ronchi, Presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile. Una soluzione praticabile nel medio periodo è la sinergia fra interesse pubblico e settore privato. Per il pubblico il messaggio dei sindaci va direttamente al governo e alle Regioni, la cui spesa per mitigazione ambientale, ristrutturazioni edilizie e circolazione urbana devono necessariamente aumentare. L’ultima Relazione del 2018 della Commissione Europea al Parlamento sull’attuazione della Strategia dell’Unione al Cambiamenti Climatici ha certificato un danno di 436 miliardi di euro dal 1980-2016. I paesi del bacino del Mediterraneo sono stati i più colpiti. Numeri che se accompagnati alle proposte del decalogo di Milano devono smuovere la politica.

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