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Dazi, Trump archivia l’ultimatum e le Borse cinesi esultano

In un tweet il Presidente americano annuncia che “i mercati devono preparasi a ricevere notizie molto buone” sui negoziati con la Cina sui dazi – Le Borse cinesi in rialzo del 4% e lo yuan vola – Attesa una partenza positiva anche per le Borse europee – Occhio a Telecom nel meeting Francia-Italia di Versailles

Dazi, Trump archivia l’ultimatum e le Borse cinesi esultano

Donald Trump è in corsa per aggiudicarsi l’Oscar della settimana finanziaria. Il presidente ha ieri annunciato che “i mercati devono prepararsi a ricevere notizie molto buone” in merito ai negoziati con la Cina, in attesa di un accordo da festeggiare tra uno o due week end “con il mio buon amico Xi). Il tweet del presidente ha cosi anticipato i comunicati ufficiali diffusi nella notte da Washington e Pechino in cui si parla di “sostanziali progressi” nei negoziati. L’agenzia di Stato cinese Xinhua avverte comunque che nel corso della stretta finale ci potrebbero emergere “nuove incertezze”. La cautela, però, non frena l’euforia:

VOLA LO YUAN, LA COREA ASPETTA TRUMP

Esultano le Borse cinesi. L’indice Csi 300 di Shanghai e Shenzhen sale del 4%. Dall’inizio di gennaio il guadagno è del 20%.

Sale anche lo yuan a 6,68 sul dollaro, ai minimi sulla valuta cinese da sette mesi.

Rimbalza Tokyo +0,5%, tornato sui livelli di metà dicembre. Salgono anche le altre piazze asiatiche, da Hong Kong +0,3% a Seoul +0,1% in attesa dell’altro grande evento della settimana: il secondo incontro, stavolta ad Hanoi, con Kim, il dittatore coreano. Sul tappeto, dopo i buoni propositi dell’incontro di otto mesi fa, accordi concreti sulla smilitarizzazione della Penisola.

I futures segnalano una partenza al rialzo anche per i mercati europei.

Poco mosso il petrolio brent a 70 dollari il barile, la scorsa settimana il guadagno ha superato di poco l’1%.

ORO SUPERSTAR, LA BRI PROMUOVE L’USO DELLE RISERVE

L’oro in lieve rialzo a 1.330 dollari l’oncia. Ieri Sole24Ore scriveva che sarebbe stato raggiunto un accordo, a livello di grandi banche centrali, sulla piena convertibilità dell’oro in valuta. Per effetto di alcune alchimie contabili, contenute nei regolamenti elaborati a Basilea, l’oro presente nei bilanci degli istituti di credito, sia quelli tradizionali, sia quelli focalizzati sugli investimenti, sarebbe ponderato zero, ovvero, sarebbe assimilato a denaro corrente. La Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, la banca delle banche centrali, avrebbe stabilito che il provvedimento dovrebbe entrare in vigore il 29 marzo, lo stesso dell’entrata in vigore, a meno di posticipi, del divorzio della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

LONDRA, NUOVO VOTO SULLA BREXIT IN PARLAMENTO

Theresa May ha annunciato che il voto del Parlamento sul piano concordato con Bruxelles sulla Brexit, il terzo in meno di un mese, si terrà il 12 marzo, in tempo per rispettare la tabella di marcia prevista dal divorzio (29 marzo), nonostante l’aperta opposizione di tre ministri che insistono nel chiedere un rinvio della data. Ma il caos regna a Westminster: oggi il governatore della Bank of England Mark Carney terrà una conferenza stampa sulle prospettive del Paese alla vigilia delle decisioni.

ITALIA- FRANCIA, CONFRONTO A VERSAILLES. E IN CASA TIM

In Europa tiene banco anche il delicato meeting italo-francese a Versailles che cade in un momento in cui i rapporti tra i due Paesi sono al minimo da settant’anni a questa parte.
Tra i tanti dossier spicca quello di Telecom Italia. Nel week end Vivendi, azionista numero uno ma estromesso dalla gestione, si è detto favorevole ad un’aggregazione tra la rete di Tim e quella di Open Fiber purché “le condizioni siano corrette ed eque da un punto di vista operativo, finanziario e normativo e supervisionate da un consiglio di amministrazione composto in maggioranza da amministratori indipendenti”-
L’agenda parlamentare italiana è caratterizzata dallo sbarco oggi al Senato del decretone che include Reddito di cittadinanza e quota 100.

ARRIVANO I CONTI FINCANTIERI. PARMALAT ESCE DALLA BORSA

In attesa delle aste di fine mese (domani tocca ai Bot offerti er 6 miliardi) i mercati riaprono i battenti dopo aver superato lo scoglio di Fitch, che non ha ritoccato al ribasso il rating italiano pur prevedendo un ulteriore rallentamento della crescita del pil. Importante, al proposito, il dato definitivo del 2018 che l’Istat annuncerà mercoledì.

Il taccuino di Piazza Affari prevede oggi i conti di alcune medium cap: Fincantieri, Piaggio e Sogefi.
Il 4 marzo si chiuderà una volta per tutte l’avventura borsistica di Parmalat.

USA, BUFFETT NON SA COME INVESTIRE 112 MILIARDI

In Usa da seguire le parole del presidente della Fed Jay Powell che comparirà mercoledì al Senato per rispondere alle domande sullo stato dell’economia Usa, da cui arrivano segnali di rallentamento. Venerdì il presidente della Fed di New York John Williams ha messo in guardia contro il rischio di una caduta dei prezzi.

Non sarà facile realizzare un’acquisizione degna dei nostri obiettivi, ha detto Warren Buffett nella sua annuale lettera agli investitori. Il saggio di Omaha si è detto scettico sulla possibilità che la crescita Usa possa proseguire ai ritmi previsti dalla Casa Bianca. Il miliardario non ha comunque di che lamentarsi: Berkshire Hathaway ha chiuso il 2018 con liquidità pari a 112 miliardi di dollari e partecipazioni per un valore di 172,8 miliardi. Ma la finanziaria deve prender atto della crisi di Heinz, guidata da L3, l’alleata brasiliana di Buffett: Wall Street ha punito il colosso nato dalla fusione con Kraft con un drastico ribasso (-27%.pari a oltre 16 miliardi di dollari) la strategia del gruppo concentrata solo su drastici tagli ai costi (concessi ai dirigenti solo 200 fotocopie al mese) anche a danno degli investimenti.

A Wall Street si avvia a conclusione la campagna delle trimestrali. Sul palcoscenico salgono i titoli dei grandi retailers (Macy’s, Home Depot, Gap) e di colossi alimentari come Campbell Soup.

Appuntamento cruciale alla Sec per il Bitcoin. L’organo di controllo delle Borse dovrà pronunciarsi in settimana sulla legittimità dei fondi di investimento nelle criptovalute.

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