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Crédit Agricole riapre la porta a una fusione con Banco Bpm: “Sarebbe positiva”. Italia al centro del nuovo piano al 2028

Il ceo Gavalda su Banco Bpm: “Aspettiamo una proposta. Forse un giorno succederà, ma oggi l’operazione non è avviata”, escludendo la vendita della filiale italiana per cash. Intanto Amundi si prepara a ogni scenario con Unicredit e punta sul private market

Crédit Agricole riapre la porta a una fusione con Banco Bpm: “Sarebbe positiva”. Italia al centro del nuovo piano al 2028

“Se fossimo avvicinati da Banco Bpm per una combinazione in Italia, lo vedremmo molto favorevolmente”, ha spiegato l’amministratore delegato di Crédit Agricole Olivier Gavalda, alla guida dal maggio scorso, precisando però che in nessun caso il gruppo venderebbe Crédit Agricole Italia per cash. “Stiamo aspettando proposte – ha aggiunto -. Forse un giorno succederà, ma oggi l’operazione non è avviata e vogliamo organizzare la crescita organica”. Contestualmente, il gruppo francese ha presentato il nuovo piano industriale Act 2028, che punta a consolidare la presenza in Italia con oltre 6,5 milioni di clienti e a portare il contributo del Paese all’utile netto dal 15% al 20%.

Crédit Agricole, nuovo piano: utile a 8,5 miliardi e dividendo intermedio

A livello globale, Crédit Agricole punta a un utile netto di 8,5 miliardi di euro nel 2028 (oltre le attese di 8,2), con un ritorno sul capitale tangibile (Rote) superiore al 14% (atteso 13,1%) e una crescita dei ricavi annua superiore al 3,5%. Il piano prevede inoltre 60 milioni di clienti nel mondo, quasi il 60% dei ricavi fuori dalla Francia e un cost/income ratio sotto il 55%. La crescita sarà particolarmente sostenuta in Germania, dove il gruppo punta a raddoppiare la base clienti fino a 2 milioni entro il 2028: “Dobbiamo essere presenti qui se vogliamo rafforzare la nostra posizione nel mercato midcap”, ha sottolineato Gavalda.

La politica di remunerazione resta un pilastro: il gruppo prevede un payout ratio del 50% e introdurrà un dividendo intermedio dal 2026. Secondo il viceceo Jerome Grivet, se gli obiettivi del piano saranno raggiunti, entro il 2028 Crédit Agricole potrebbe disporre di 6–7 miliardi per operazioni di M&A, pur restando aperto a opportunità di crescita esterna anche prima.

Italia al centro del piano al 2028: 6,5 milioni di clienti e il 20% dei profitti di gruppo

In Italia, per raggiungere l’incidenza sui profitti del gruppo al 20%, il gruppo francese punta all’ampliamento del cross-selling, alla diversificazione dei canali distributivi, al rafforzamento del brand e allo sviluppo di una banca digitale per i professionisti, anche tramite l’accelerazione del progetto Blank Italia, pensato per semplificare la gestione finanziaria di liberi professionisti e microimprese. Parallelamente, il gruppo rafforzerà la presenza nel segmento Mid Corporate grazie alla sinergia tra Crédit Agricole Italia e Ca Corporate & Investment Bank, con soluzioni finanziarie personalizzate per le imprese.

Pur concentrandosi sulla crescita organica, Gavalda ha ribadito la disponibilità a valutare operazioni straordinarie nel mercato italiano, considerato strategico per l’espansione futura. Il gruppo opera nel Paese con un ecosistema integrato che include Crédit Agricole Italia, Cacib, CA Auto Bank, Agos, Ca Leasing Italia, Ca Factoring, Amundi, Caceis, Ca Vita, Ca Assicurazioni, Ca Creditor Insurance, Ca Indosuez Wealth Management e Ca Indosuez Fiduciaria, coprendo praticamente tutti i segmenti, dai privati alle imprese, dagli investimenti al credito specialistico fino al wealth management.

Fusione con Banco Bpm: apertura positiva ma prudente

Il capitolo più caldo riguarda Banco Bpm, dove Crédit Agricole è già il principale azionista e ha recentemente portato la partecipazione a poco più del 20%. Intervistato da Le Figaro, Gavalda ha spiegato che, se Banco Bpm presentasse una proposta di fusione con Crédit Agricole Italia, il gruppo la esaminerebbe “con la massima attenzione” e “molto positivamente”. Ha aggiunto, tuttavia, un punto fermo: “Ma in nessun caso accetteremmo di vendere Crédit Agricole Italia per cash”. Pur sottolineando che la priorità resta lo sviluppo autonomo e organico in Italia, la dichiarazione conferma l’apertura a operazioni strategiche ma con vincoli chiari.

In aggiunta, nel corso della conference call di presentazione del nuovo piano Act 2028, il ceo ha chiarito: “Siamo molto attenti a quello che succederà in futuro in Italia in tema di consolidamento. Aspettiamo una proposta da Banco Bpm, anche perché una aggregazione con Crédit Agricole Italia avrebbe molto senso, molte sinergie, ma questo progetto non è ancora in fase avanzata”.

Alla domanda sul ruolo del governo italiano, Gavalda ha ricordato che Crédit Agricole è “un attore storico, molto radicato sul territorio e impegnato a sostenere l’economia italiana”, confermando la solidità della presenza nel Paese. Secondo Bloomberg, una fusione potrebbe portare il gruppo francese a detenere tra il 30% e il 40% della nuova entità.

Il tema è al centro anche a Milano: l’ad di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, ha indicato Crédit Agricole e Mps come “le opzioni più chiare” per un possibile consolidamento del settore bancario italiano. Nel frattempo, Crédit Agricole avrebbe coinvolto Deutsche Bank e Rothschild per analizzare le opzioni strategiche legate a una potenziale fusione.

Innovazione, longevità e mobilità: le leve di sviluppo del gruppo

Il nuovo piano non si limita al banking tradizionale: uno dei temi centrali è la longevità, con Amundi e Ca Vita impegnate nella costruzione di un modello di consulenza avanzata per affrontare il crescente tema del deficit pensionistico e della trasmissione dei patrimoni. Parallelamente, Crédit Agricole intende potenziare l’offerta di Ca Auto Bank per il settore automotive e la mobilità, integrando strumenti basati sull’intelligenza artificiale e promuovendo modelli di mobilità sostenibile. Come sottolineato da Hugues Brasseur, amministratore delegato di Crédit Agricole Italia, la strategia nel Paese si basa su “crescita sostenibile e competenze trasversali tra le diverse linee di business”.

Amundi oltre Unicredit: nuovo piano e alleanza strategica con Icg

Amundi, il colosso del risparmio gestito controllato da Crédit Agricole punta a consolidare una redditività stabile mantenendo una rigorosa disciplina finanziaria, con un utile per azione superiore a 7 euro nel 2028, definito raggiungibile “in qualsiasi scenario di mercato”, considerando impatto dei cambi e effetti dell’accordo di distribuzione con Unicredit. Sul piano operativo, punta a un rapporto costi/ricavi sotto il 56% e a un payout pari o superiore al 65%, con l’intenzione di procedere nel 2026 al riacquisto di azioni proprie per distribuire agli azionisti il capitale in eccesso generato nell’attuale ciclo strategico.

Per sostenere la crescita, Amundi destinerà 800 milioni di euro a iniziative organiche su prodotti, tecnologia e distribuzione, mantenendo un approccio selettivo sul fronte M&A: eventuali acquisizioni dovranno ampliare il perimetro consolidato, garantire un profilo di rischio gestibile e assicurare un ritorno minimo del 10% entro tre anni. Parallelamente, Amundi rafforza la presenza nei private market attraverso una partnership decennale con Icg (Intermediate Capital Group), che prevede l’acquisto del 9,9% della società – senza effetto diluitivo – e una collaborazione su prodotti e distribuzione. L’accordo assegna ad Amundi la distribuzione globale esclusiva dei prodotti evergreen di Icg nel canale wealth e conferisce a Icg il ruolo di fornitore esclusivo per la rete distributiva del gruppo francese. Sono previsti inoltre lo sviluppo congiunto di nuovi prodotti e il lancio di due fondi evergreen – uno dedicato al private equity secondario e uno al private debt – nella prima metà del 2026.

Il mercato ha reagito con cautela: il titolo Amundi cede oggi il 2,63% a 64,8 euro a Parigi, dopo un periodo già difficile segnato da timori sulla concorrenza e dubbi sull’accordo con Unicredit, mentre l’acquisto del 9,9% della società britannica ha fatto balzare il titolo Icg di oltre il 9% a Londra.

Ultimo aggiornamento martedì 18 novembre 2025 alle ore 12:50

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