Crédit Agricole è una banca che ha fatto della sua origine agricola un pilastro identitario. Nata in Francia come gruppo cooperativo, oggi le sue radici contano oltre 12 milioni di soci e circa 2.400 Casse Locali, di cui otto su dieci sono agricoltori. Questa esperienza storica non è rimasta confinata Oltralpe: in Italia, il Gruppo ha sviluppato un modello operativo concreto e strutturato, che combina strumenti finanziari dedicati, servizi specializzati e progetti di innovazione e sostenibilità.
Una presenza strutturata in Italia
Crédit Agricole Italia è il secondo operatore bancario nel comparto Agri-Agro, Con oltre 6 miliardi di euro di impieghi, circa 43 mila clienti e una quota di mercato pari all’8% nei territori di presenza. Nel 2024 la Banca ha erogato circa 1 miliardo di euro di nuovi finanziamenti, e nel secondo trimestre del 2025 le erogazioni sono aumentate del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questi numeri confermano la stabilità di un comparto strategico per l’economia italiana, pur in un contesto caratterizzato da costi in aumento e dinamiche di mercato complesse.
Secondo l’osservatorio del Gruppo, le aziende agricole italiane continuano a investire, puntando su transizione energetica, riduzione dell’impatto ambientale e valorizzazione delle risorse locali. “Si tratta di aziende che guardano al medio-lungo periodo e chiedono strumenti adeguati per sostenere il cambiamento”, osserva Vittorio Ratto, vice direttore generale di Crédit Agricole Italia, sottolineando il ruolo della Banca come partner operativo con soluzioni concrete basate su competenze consolidate.
Formazione, strumenti e servizi dedicati
Il settore agricolo richiede competenze e strumenti specifici. Per questo Crédit Agricole ha sviluppato un modello dedicato con 25 Poli Affari “Verdi”, gestori e specialisti territoriali, e una Business Unit centrale focalizzata su innovazione, offerta e coordinamento commerciale. Tra gli strumenti più avanzati spicca Agriadvisor, un tablet che consente di valutare aziende agricole prive di bilancio, integrando know-how tecnico e conoscenza del territorio.
Questa struttura consente di rispondere alle esigenze di aziende diverse per dimensione, filiera e territorio, offrendo soluzioni finanziarie flessibili e mirate.
Sostenibilità, filiere e Pnrr
La sostenibilità è ormai un elemento chiave della strategia della Banca. Nel 2024 Crédit Agricole ha erogato circa 200 milioni di euro di finanziamenti Esg, con un focus su progetti Pnrr legati ad agrisolare, agrivoltaico e biometano.
Parallelamente, la Banca sostiene le filiere produttive, supportando distretti Dop e Igp e offrendo strumenti digitali come il Confirming, che agevola l’accesso al credito per i fornitori e contribuisce alla stabilità finanziaria dell’intera filiera. Nel 2024 Crédit Agricole è diventata “Banca Autorizzata” del Ministero dell’Agricoltura per la gestione dei Contratti di Filiera del Pnrr, un passaggio chiave per progetti complessi e di lungo periodo.
Innovazione, startup e venture capital
L’innovazione passa anche dalle startup. Oggi circa 40 realtà agri-tech fanno parte dei Village italiani del Gruppo. Particolarmente attivo è Le Village by CA Parma, inaugurato nel 2020, che ospita 21 aziende partner e 53 startup nei settori agrifoodtech, meccanica, mobilità, pharma e automazione.
Proprio a Parma nascerà Novagria Ventures, progetto di venture building per l’agroalimentare lanciato insieme a Cdp Venture Capital, a conferma di una strategia che guarda non solo al credito, ma anche alla crescita industriale del settore.
A questo si affiancano gli investimenti in private equity, come il fondo “Ambition Agri Agro Investissement”, e una partnership strutturale con il ministero dell’Agricoltura che, all’inizio del 2025, ha portato allo stanziamento di un plafond da 3 miliardi di euro a sostegno dello sviluppo dell’agroalimentare italiano.
Convegno nazionale: sostenibilità e innovazione
Nei giorni scorsi, presso il Crédit Agricole Green Life di Parma, si è svolto il Convegno nazionale Agricoltura fra sostenibilità e innovazione: meccanizzazione, automazione e passaggio generazionale. L’incontro ha visto la partecipazione di Denis Pantini di Nomisma, Carlo Bisaglia di Crea, Sergio Marchi di Ismea, il professor Paolo De Castro, già ministro e presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, e Marco Lupo del ministero dell’Agricoltura. Il convegno ha affrontato temi legati a nuove tecnologie, transizione generazionale e strumenti finanziari per le filiere, con un intervento conclusivo in videomessaggio del ministro Francesco Lollobrigida.
Vittorio Ratto ha sottolineato l’impegno del Gruppo verso il comparto: “Ci poniamo l’obiettivo di continuare a sostenere e valorizzare i percorsi di crescita e innovazione delle aziende agricole italiane, con particolare attenzione ai giovani, unendo le forze con gli attori coinvolti in questa giornata di studio”.