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Credem: utile 2018 al record da 10 anni

Il Consiglio d’amministrazione proporrà all’assemblea degli azionisti un dividendo di 0,2 euro per azione, stabile rispetto al 2017

Credem: utile 2018 al record da 10 anni

Credem ha chiuso il 2018 con un utile netto consolidato di 186,7 milioni di euro (+0,1% a/a), il risultato più alto degli ultimi 10 anni, che non considerando la contribuzione ai fondi di risoluzione e di tutela dei depositi sarebbe pari a 205 milioni di euro.

Il Consiglio d’amministrazione proporrà all’assemblea degli azionisti un dividendo di 0,2 euro per azione, stabile rispetto al 2017. La cedola sarà messa in pagamento a partire dal 22 maggio 2019 con stacco il 20 maggio 2019 e record date il 21 maggio 2019.



Credem scrive inoltre di aver acquisito 102 mila nuovi clienti nel 2018, anno durante il quale i prestiti alla clientela sono aumentati del 3,1%, a 25,5 miliardi di euro.

Il rapporto tra crediti problematici lordi ed impieghi lordi (NPL Ratio) si è attestato al 4,4%, “rispetto al 9,4% della media delle banche significative italiane”, si legge nella nota.

Sul versante patrimoniale, il CET1 Ratio ha raggiunto il 12,7%, “con oltre 500 bps di margine rispetto al livello minimo assegnato da BCE per il 2018 (SREP) pari a 7,375%, il requisito più basso tra le banche italiane vigilate da Bce”.

Per quanto riguarda le dinamiche del gruppo “relativamente al 2019 si prevede il mantenimento di significativi ritmi di sviluppo commerciale della raccolta e, in particolare, del comparto gestito, così come un ulteriore potenziamento del comparto assicurativo. Dal lato creditizio ci si attende la conferma di una crescita dell’aggregato all’interno degli attuali schemi di valutazione del rischio. In tale contesto è ipotizzabile per il Gruppo un andamento lineare per quanto riguarda le componenti stabili dei ricavi, sia di natura finanziaria sia commissionale (che vedranno un’ulteriore diversificazione del portafoglio mobiliare a presidio della volatilità patrimoniale), a fronte di una dinamica dei costi meno accentuata rispetto agli scorsi anni”, conclude la nota.

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