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CR7, Dybala, Donnarumma, Eriksen: il calciomercato è già bollente

Il calciomercato di gennaio non sarà il semplice mercato di riparazione ma una finestra su quel che succederà in estate quando il destino di grandi campioni – da Cristiano Ronaldo a Dybala e Donnarumma – sarà tutto da vedere.

CR7, Dybala, Donnarumma, Eriksen: il calciomercato è già bollente

Lavori in corso. Le big di Serie A, complici la sosta delle Nazionali, sono già alle prese con le strategie per il mercato di gennaio, a dire il vero sempre più vicino. Certo, prima di dare il via alle danze ci sarà un mese carico di partite come pochi (10 in 31 giorni per chi fa le coppe), ma è meglio iniziare a muoversi per non rischiare di ritrovarsi impreparati al momento giusto. Va detto però che, a tenere banco, sono soprattutto i problemi interni: ogni rosa, del resto, ha le sue spine, in alcuni casi anche piuttosto grosse. Prendiamo il Milan, alle prese con i rinnovi di Donnarumma e Calhanoglu. Si tratta di due situazioni molto delicate, perché i suddetti vanno in scadenza a giugno 2021 e quindi, da regolamento, potrebbero accordarsi gratuitamente con altri club già dall’1 febbraio (il trasferimento vero e proprio, però, avverrebbe comunque a luglio).

Evenienza che il Milan sta cercando di evitare in tutti i modi, un po’ per questioni tecniche, molto per quelle economiche: perdere a zero due così, infatti, avrebbe davvero il sapore della beffa. Il discorso vale soprattutto per Donnarumma, considerato un vero e proprio asset societario, oltre che un pilastro in campo, ecco perché gli sforzi di via Aldo Rossi, al momento, sono concentrati principalmente su di lui. I contatti con Raiola proseguono non senza difficoltà, ma ad oggi possiamo dire che l’intesa non è poi così lontana: tra il quinquennale da 7,5 milioni chiesto e quello da 6,5 offerto, infatti, la differenza non è abissale. Il problema semmai risiede nella clausola rescissoria chiesta dall’agente, che il Milan invece non vuole concedere per non ritrovarsi ogni anno in una posizione scomoda, chiaramente di svantaggio.



La partita insomma si gioca lì, ma è plausibile pensare che il rinnovo, data anche la volontà del giocatore di restare, alla fine si farà. Diverso il discorso che riguarda Calhanoglu, con cui c’è una distanza molto ampia. Il turco, ingolosito dalle tante esche in giro per l’Europa (si parla di Manchester United, ma anche di Juventus), pretende un ingaggio di 6 milioni più bonus a stagione, mentre Maldini non intende andare oltre i 3,5: difficile, con queste premesse, pensare al lieto fine, a meno che una delle parti non cambi drasticamente posizione. Scenario simile, ma ancor più complesso, tra la Juventus e Dybala, dove la forbice tra domanda (15) e offerta (10) è davvero importante. Non aiuta poi la crisi tecnica dell’argentino, che rende il club ancor meno disposto a un sacrificio simile. Va detto che, a differenza dei due milanisti, il contratto in essere vale fino al 2022, dunque il tempo a disposizione è maggiore, ma se non si troverà un’intesa la cessione (qualcuno la ipotizza addirittura a gennaio) diventerà inevitabile. 

A Torino inoltre non sono passate inosservate le sirene parigine su Cristiano Ronaldo, peraltro non smentite da Leonardo: il dg brasiliano, a domanda precisa, ha infatti ribadito come il suo club sia in grado di sobbarcarsi tutti i costi dell’affare. A decidere, come sempre con profili del genere, sarà il giocatore, ma è chiaro che il contratto in scadenza nel 2022 induce quantomeno a fare i conti. Confermare CR7 senza rinnovo vorrebbe dire perderlo a zero l’anno successivo, una cessione in estate invece, oltre che un risparmio di 60 milioni lordi sull’ingaggio, porterebbe addirittura una plusvalenza: inevitabile dunque prendere in considerazione l’ipotesi, anche se a tempo debito. La Signora del resto sta cercando di svecchiare la rosa e dare il là a un nuovo ciclo, come dimostra l’interesse mai sopito per Manuel Locatelli, considerato l’uomo ideale per rinverdire il centrocampo.

Paratici lo avrebbe voluto già quest’estate ma il Sassuolo, club dalle solide finanze, ha detto no, inducendolo a virare su Chiesa: l’investimento però è solo rimandato, tanto che qualcuno ipotizza un tentativo-bis già a gennaio (molto difficile). Quello invece sarà sicuramente il mese della resa dei conti tra l’Inter ed Eriksen, come si evince dalle dichiarazioni rilasciate dal danese durante il ritiro con la Nazionale. Il trequartista ex Tottenham non è affatto contento della scarsa, per usare un eufemismo, considerazione di Conte nei suoi confronti e ora, dopo i primi mesi di silenzio, non ne fa più mistero. La cessione a gennaio è più di un’ipotesi e qui, ancora una volta, entra in gioco il Psg, che potrebbe proporre uno scambio alla pari con Paredes, permettendo ad entrambi i club di registrare una plusvalenza. 

Diverso invece il discorso Lautaro Martinez, sempre incagliato su un rinnovo che stenta ad arrivare. L’argentino vorrebbe guadagnare come Lukaku (dunque 7,5 milioni a stagione), i nerazzurri non sono d’accordo e ne offrono “solo” 5. All’orizzonte, crisi economica permettendo (proprio Marotta ha lanciato l’allarme di un calcio a rischio default), c’è ancora il Barcellona di Messi, tornato in auge dopo le dimissioni di Bartomeu. Staremo a vedere quel che succederà, di certo però il mercato che sta per arrivare non dovrebbe annoiarci. I tempi della semplice “riparazione”, insomma, sono lontani anni luce… 

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