L’impatto dell’innovazione tecnologica, nella sua forma più evoluta, l’intelligenza artificiale, sulla gestione dei contratti pubblici è stato nei giorni scorsi al centro di una riflessione convegnistica, organizzata nell’ambito della decima edizione del Master Anticorruzione dell’Università di Roma Tor Vergata e ospitata presso la Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia, diretta da Maurizio Vallone.
Come noto, nel nostro Paese la materia dei contratti pubblici è stata più volte oggetto, nel corso di questo secolo, di sistematizzazioni codicistiche (nel 2006, dieci anni dopo nel 2016 e, infine, nel 2023) che hanno recepito anche gli adeguamenti normativi disposti in sede di Unione europea, a loro volta spinti dalla necessità di tenere il passo con i cambiamenti di questo specifico mercato. Un mercato che, è bene ricordarlo, in Italia ha rappresentato lo scorso anno, stando ai dati comunicati dall’Autorità Nazionale Anticorruzione – Anac, un volume complessivo di contratti di valore pari a circa 272 miliardi di euro.
Pubblica Amministrazione: come l’IA può rispettare etica e trasparenza
Affrontando questo tema, accanto alle dimensioni normativa ed economica, va collocata quella etica, come emerso dalle considerazioni svolte dal presidente dell’Anac, Giuseppe Busia, che ha sottolineato i tre principi cardine che governano i processi di digitalizzazione in ambito pubblico: quello di non produrre effetti discriminatori diretti o indiretti nei confronti di persone fisiche e giuridiche a seguito dell’utilizzo di dati e della loro elaborazione algoritmica; quello di assicurare ai cittadini la conoscenza delle logiche e dei criteri decisionali automatizzati nel segno della trasparenza conoscitiva e algoritmica; e, infine, quello della non esclusività della decisione automatizzata, riservando comunque al controllo umano un ruolo centrale nel processo decisionale.
Da questi tre principi discende come corollario, nell’analisi del presidente dell’Anac, la necessità di investimenti cospicui nella formazione del personale della Pubblica Amministrazione, per favorire un’adeguata formazione e lo sviluppo coerente delle competenze digitali, con l’obiettivo qualificante di rendere le organizzazioni amministrative efficienti e moderne, evitando, nel contempo, pericolose derive tecnologiche e indesiderabili discriminazioni e iniquità.
IA nei contratti pubblici: sfide e applicazioni
La successiva tavola rotonda ha consentito di cogliere alcune importanti sfaccettature nell’uso degli strumenti di intelligenza artificiale nel campo dei contratti pubblici. Numerosi e stimolanti sono alcuni degli aspetti emersi dalla discussione, riportati qui sinteticamente: dall’urgenza per il mondo finanziario, nella prospettiva di confermarsi autorevole presidio di legalità, di rafforzare le competenze tecnologiche a livello di governance e di funzioni di controllo e compliance all’interno delle diverse istituzioni (Fabio Cerchiai, presidente della Banca Popolare dell’Emilia Romagna e della Federazione Banche, Assicurazioni e Finanza); alla eguale necessità di incessanti adeguamenti e aggiornamenti negli aspetti formativi accademici, come testimoniato dall’evoluzione registrata dai programmi dello stesso Master Anticorruzione nell’arco delle dieci edizioni effettuate (Emiliano Di Carlo, direttore del Master Anticorruzione); all’uso di analisi sempre più raffinate, attraverso applicativi di intelligenza artificiale, nell’individuare, tramite le Segnalazioni di Operazioni Sospette – Sos, tracce significative di movimenti di capitali o attività economiche di carattere illecito (Enzo Serata, direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia – UIF); dall’impiego di strumenti di indagine più sofisticati nell’attività di prevenzione e contrasto della criminalità economica, svolta dalla Guardia di Finanza (Giancarlo Trotta, Comandante della Scuola di Polizia Economica-Finanziaria della Guardia di Finanza di Ostia); fino all’individuazione puntuale, anche degli aspetti problematici, della successiva attività di indagine giudiziaria, non potendosi escludere momenti di conflitto, ad esempio, tra la necessità di approfondire tale attività tramite strumenti di intelligenza artificiale e la tutela della riservatezza dei dati personali (Giuseppe Cascini, Procuratore Aggiunto di Roma).
Tutti questi aspetti sono stati tema delle riflessioni conclusive e sistematizzanti svolte da Vittorio Capuzza, Responsabile della Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane – Crui, e lasciano aperte una serie di problematicità alle quali rispondere, nel prossimo futuro, con l’ottimismo della volontà e supportati da ulteriori approfondimenti specifici.